Aids boicottato dalle multinazionali

Un post serio…

Tagliato e incollato dalla pagina dell’unità

-Aids boicottato dalle multinazionali
di Piero Sansonetti

 

MUMBAI Dall’Asia povera, quasi per paradosso, arriva un allarme per la sanità occidentale. Riguarda l’Aids. C’è una medicina contro l’Aids – si chiama triomune – che si produce solo in India e non può essere esportata in Occidente (quindi neanche in Italia). Gli esperti ritengono che sia il miglior farmaco in commercio. Perché non può arrivare da noi? Per la solita questione dei brevetti.

Il triomune è un composto di tre diverse sostanze, e i brevetti di queste sostanze appartengono a tre diverse case farmaceutiche: la Glaxo, la Bristol e la Boeringer. Siccome queste tre aziende non si mettono d’accordo sui diritti che devono spettare a ciascuna di loro, il farmaco è invendibile nel mercato controllato dal Wto. Per ora può essere prodotto e venduto solo in India, che fino all’anno prossimo è esente dalle feroci barriere sui brevetti imposte dal Wto (cioè dal mercato liberale). Dal 2005 si rischia la scomparsa di questo farmaco, perché l’India rientrerà a tutti gli effetti nel mercato regolato dal Wto. La denuncia è partita dal forum sociale di Mumbai, dove l’amministratore delegato della Cipla, il signor Hamed M.H., ha incontrato Vittorio Agnoletto, portavoce dei no-global italiani.

La Cipla è la casa farmaceutica indiana che da molti anni produce farmaci generici senza brevetti, li vende in India e li esporta, a prezzi bassissimi, in cinque paesi poveri (Mozambico, Camerun, Kenia, Uganda e Tailandia) che ancora non sono entrati sotto la mannaia del Wto. Curare l’Aids con il triomune, e quindi senza pagare il dazio alle multinazionali, in questi paesi poveri costa circa mezzo dollaro al giorno. In Occidente invece, a prezzo pieno, curare l’Aids con le medicine tradizionali costa dai sette ai diecimila dollari l’anno (quaranta o cinquanta volte di più). Dal 2005 sarà così per tutti, e i morti aumenteranno.

Le società farmaceutiche – ha detto Agnoletto – rappresentano il settore con maggiori profitti di tutto il capitalismo internazionale. Per loro stessa ammissione più di un terzo dei profitti finisce in politiche di marketing presso i governi e le autorità istituzionali. Che significa? È un modo carino per dire: «corruzione politica».

IL FORUM DEI BAMBINI

Domenica al forum c’è stata una assemblea plenaria dedicata ai bambini, in una delle aule grandi. Cioè un’aula con quattromila posti a sedere, quasi tutti pieni. La discussione è andata avanti con un metodo non tradizionale. Gli interventi degli esperti, brevi, erano alternati da piccoli spettacoli teatrali in costume e poi da brevissimi discorsi di alcuni bambini. Anche il pubblico era metà e metà: adulti e ragazzi. L’iniziativa è stata organizzata da varie associazioni che si occupano di infanzia, e in particolare da «Terres des Hommes».

Raffaele Salinari, che è il presidente di «Terres des Hommes», era molto contento, così come era contento di tutto l’andamento del forum, che sta ribaltando i rapporti tradizionali tra problemi dell’occidente e problemi del mondo povero. Salinari dice che l’esperimento di Mumbai è riuscitissimo e che nel 2006 il forum deve andare in Africa. «Non bisogna portare le masse dei poveri al movimento ma bisogna portare il movimento alle masse dei poveri». Quest’anno è già così. Il movimento, nella sua componente occidentale che è largamente maggioritaria, assiste attonito a questo forum dominato dall’Asia e dai suoi problemi. Non si raccapezza bene, è persino un po’ intimidito e ammette di non capire tutto. È un buon segno, no?

I bambini che parlano al forum sono un po’ speciali. Hanno alle loro spalle storie tragiche di vita. C’è un ragazzo colombiano di 11 anni, attivissimo, impegnato che non si lascia impaurire dal palco davanti a 4000 persone. Lui è stato strappato alla prostituzione per strada, l’ha fatta per tanti anni. Adesso se gli chiedi se vuole tornare a scuola, risponde: «sì, ma a insegnare. Io ho tante cose da insegnare ai bambini e ai maestri. Molte più di quelle che possono insegnarmi loro…». Dice anche che lui non intende rinunciare a lavorare, anche se non ha ancora gli anni per farlo. Lavorare lo realizza. Vorrebbe solo che il sindaco si decidesse a dire a tutti di buttare le lattine sempre negli stessi posti, se no per lui è troppo faticoso raccoglierle…

SFILANO LE PROSTIUTE
C’è stato un lungo corteo di prostitute. Erano almeno duemila. Non avevano affatto l’aria di prostitute come le immaginiamo noi: erano molto sobrie, coi loro vesti indiani, persino timide, ma parecchio arrabbiate. Vengono quasi tutte da Calcutta e chiedono che siano riconosciuti anche a loro i diritti di tutti i lavoratori. Loro si fanno chiamare sex worker. Issavano vari cartelli, tra i quali uno complicatissimo, scritto piccolo, che diceva così: «Se un adulto sano di mente decide di usare i suoi organi sessuali o altro per ottenere benefici monetari da altri adulti, possiamo noi pensare che questa transazione abbia a che fare con una violazione della legge?».

In coda al corteo c’erano gli omosessuali che chiedevano l’abolizione della legge che discrimina l’amore tra persone dello stesso sesso.

GLI ITALIANI
Stavolta non è enorme la delegazione italiana. Domenica ha parlato Bertinotti alla «plenaria» sui rapporti tra partiti e movimenti, ed ha detto che i partiti di sinistra devono capire che la politica del novecento è finita, è stata sconfitta e va interamente ripensata. A varie iniziative del forum ha partecipato anche il presidente della regione Toscana Martini, che ha lanciato un’iniziativa che si chiama «Terra futura» e che si terrà a Firenze dal primo al quattro aprile alla Fortezza da basso. È promossa da Banca Etica e dalla regione e servirà a discutere e a presentare iniziative concrete sulle nuove frontiere dello sviluppo sostenibile. Funzionerà un po’ come mostra e un po’ come spazio di discussione.

TRIONFO PER ARUNDHATI ROY

Il momento più forte della giornata è stato quando ha parlato la scrittrice e leader indiana Arundhati Roy. La quale, per la verità ha parlato due volte. La prima volta al contro forum di Mumbai Resistance (gruppo ultraradicale che contesta il forum) e poi, all’imbrunire, al forum, nella gigantesca piazza della cittadella di fronte a più di diecimila persone. Ha parlato della strage degli Hindu del 2002, nel Gujarat, ad opera di gruppi musulmani. Ha criticato le donne. Ha detto: «Dove eravate? Dove eravamo? Cosa abbiamo fatto per impedire la strage? Le donne troppo spesso sono complici della inaudita violenza maschile». Al controforum Arundhati Roy –nella foto– è stata molto dura con gli americani: «Andrebbero processati anche loro per i crimini di guerra ha detto – come Saddam. Anche Bush dovrebbe finire in tribunale».

 

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