Anche io come i grandi criminali!

(Ovvero, il Larvotto all’assalto del teatro )

L’alra sera c’è stato qui a Reggio, al Teatro Valli il balletto "Lo Shiaccianoci". Era un balletto molto importante, portato dal Teatro Stanislavskij di Mosca (niente poò di meno che…)
Ora, per quelle due o tre persone che ancora non lo sanno, non sono particolarmente in forma in questo periodo per via di simpaticissime coliche renali… Per questi sassolini, sono in attesa di essere chiamato in ospedale. A causa di questo, non ho comprato il biglietto con il dovuto anticipo, non volevo trovarmi su di un letto all’ospedale con il biglietto in mano. Arrivato quindi alla data fatidica, sono andato fiducioso in biglietteria contando sul fatto che ci fosse ancora qualche posto libero. Quale amara sorpresa scoprire che era tutto esurito. Non solo, è stata aggiunta una data extra ed è piena pure quella. Insomma, un poco dolorante per il calcolo ed un poco per la fregatura, me ne sono tornato mesto a casa riproponendomi la prossima volta di darmi una mossa per tempo. Certo che arrendersi così… vediamo, Rambo cosa avrebbe fatto al mio posto?

Inizio con il piano A:
– Chiamo Sandra, la mia amica giornalista chiedendo se per caso avesse un’accredito in più. Ovviamente no.
– Chiamo il mio amico del Teatro… Fuori Reggio.
– Chiamo Michele… in quanto coreografo potrà forse fare qualcosa no? Eh? … no! Uff…
– Chiamo Susanna, in quanto ballerina professionista… bla bla bla …non risponde! AHHHHHH!
– Chiamo… chiamo… azz, finiti i numeri utili per il Teatro : - (

Scatta allora il piano B:
Prima di tutto vediamo se ho tutto il materiale occorrente..
– Faccia di bronzo (3 paia)
– Sorriso 62 denti (ok)
– Vestito elegante/non troppo vistoso/ovviamente, rigorosamente nero
– Barba e capelli (ok, i capelli non ci sono, ma non sottilizziamo)

Armato quindi di tutto punto mi dirigo spavaldo verso il Valli, senza sapere ancora bene come comportarmi… Arrivo davanti al Teatro verso le 20.35, una folla numerosa attende con pazienza l’apertura delle porte. Loro hanno il biglietto… Maledjetti bastadi!  Faccio un giro intorno al teatro e trovo la mia vittima: l’ingresso artisti. Avevo appena indossato la mia faccia di bronzo e stavo ancora riordinando le idee su cosa dire al tipo in guardiola quando un’aiuto divino è venuto in mio soccorso! Ebbene si, stavano venedo verso di me, diretti proprio a quell’ingresso due ballerini del balletto di russia… (ammici di Russia, ijo graaande balarino di tjutti teatri di mondo) non mi do il tempo di riflettere su quello che sto facendo e mi metto silenzioso al loro fianco. E’ un pò come ai matrimoni… "è un’amico dello sposo… è un’amico della sposa…" Mentre il guardiano apre la porta il mio corpo inizia una veloce mutazione, la mia schiena si drizza, petto in fuori, inizio a camminare con i piedi a papera, lo zainetto lo tengo dal manico dietro la spalla destra, testa alta e inarco il sopracciglio sinistro. Entra il primo ballerino e bofonnchia qualcosa al distratto portiere, entra il secondo, entro io… il guardiano solleva appena lo sguardo, io fingo disinteresse e continuando a camminare dico "proschoj"… (proschoj? Ma come cazzo mi è venuta in mente quella parola?) Sposto appena lo sguardo, ma il tipo non sembra molto interessato alla cagata galattica che avevo appena sparato. Probabilmente ha pensato "ma ficcatelo nel culo il proschoj". Ormai non posso fermarmi, proseguo dritto, due passi, curva, corridio… è fatta! Sono entrato in teatro! YEEEHHHHH!!!! E adesso? Non posso continuare a seguire i ballerini… Vediamo, loro vanno verso sinistra, sento vociare oltre quel corridoio, forse ci sono i camerini? Loro girano, io proseguo, prima porta, chiusa, giro nervoso, sono solo… una porta, conto fino a tre, apro… Siiiiiii, il corridio dei palchi di prim’ordine, il teatro è ancora vuoto, mi affaccio e inizio a studiare la situazione… dove mi posso mettere? Sarà sicuro tutto pieno. Guardo in alto, ci sono tre palchi occupati dalle luci, sono occhi di bue… è l’unica possibilità? Pare di si… abbiamo fatto un 68… facciamo anche un 69! Mi dirigo ai palchi, li trovo, il cartellino dice "palco riservato per esigenze di teatro". Mi è rimasta una faccia di bronzo? Si. La uso?… si. Ok, la indosso,apro la porta, c’è una ragazza. La guardo, sorrido, dico "tutto bene?". Mi siedo sulla sedia a fianco dello spot e come se fosse una cosa naturale dico "do fastidio qui?". La ragazza fa cenno di no, forse si stava chiedendo chi ero, ma la tensione per il lavoro la distraeva da qualsiasi ulteriore interesse nei miei confronti. La gente inizia ad entrare, tremavo tutto dall’adrenalina nelle vene, ma mi imponevo calma. Una ventina di minuti, poi si abbassano le luci, inizia la musica, inizio a calmarmi, sorrido…

LO SPETTACOLO
Bello. La musica è favolosa, sono quelle arie che ognuno di noi ha impresso nel cervello, anche senza saperlo. Puoi socchiudere gli occhi e lasciarti guidare dal genio di Ciajkovskij… L’unica cosa che un poco mi ha lasciato pensoso è la scenografia. Le luci erano tristi, e dopo aver visto tanti balletti moderni, questo traspariva vecchia malinconia. Bisogna ricordare che questo allestimento è stato realizzato nel lontano 1934! Immagino che per allora fosse una cosa mozzafiato. Sinceramente, a me, nell’insieme, risultava un poco datato.

Nonostante tutto, ne è valsa la pena rischiare qualcosa. Il punto è questo: perchè nel 1934 si facevano cose così all’avanguardia e adesso invece è il solito polpettone taglia/incolla?

Boh?

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