La casa nella prateria

Direi che una delle cose più terrificanti della malattia è lo stare a casa e non avere nulla da fare, ok, ho molti libri, videocassette, il mio portatile… ma il fatto di non potere/dovere uscire è davvero dura. Si tende ad entrare in uno stato di inedia spaventoso, meno si fa e meno si farebbe… Insomma, resto sul divano, cellulare alla mano e telecomando in continuo zapping! Devo dire che le cose che mi ipnotizzano di più sono le televendite e le varie pubblicità! Ce ne sono di quelle davvero da brivido, sarebbero da esaminare a fondo. Ad esempio, ne ho vista una con un bel gruppo di giocatrici di pallacanestro, saltano, si smenano, e nell’angolo, una piccola e tenera ricciuta bambina le guarda con i suoi grandi occhi azzurri. Le fanciulle allora con un sorriso la chiamano tra di loro e le fanno provare le brezza di una battuta (ovvero, la fanno battere… ma questo è un’altro capitolo). Alla fine di un’estenuante allenamento, che però non le ha fatte minimamente sudare, si dirigono verso un frigorifero, lo aprono e… cosa contiene? Acqua? No! E’ pieno zeppo di fette al latte. Ma pieno zeppo! Ragazzi, nemmeno al supermercato si comprano così tante confezioni, quelle ragazze hanno vuotato la scorta di fette al latte di almeno 6 supermercati. E quando cazzo le mangiano tutte quante? Ma gli crepa il fegato in una settimana… diventano tutte delle palle di lardo, e dopo le voglio vedere a fare i salti acrobatici alla Mimì Ayuara! Facciamo due calcoli, il frigo conteneva circa 120 confezioni, ovvero 600 fette! La data di scadenza non è molto lunga (nonostante siano fatte di cartone e calce) quindi si presume che quelle care figliole, nell’arco di una settimana non mangino null’altro! Ma che messagio è? Vi immaginate il marito stanco, al ritorno da una giornata di lavoro, apre il frigo e lo trova stipato di fette al latte… direi che qui si inizia a capire la follia omicida che purtroppo ultimamente macchia sempre più spesso il nostro paese. La pubblicità ci dice che una famiglia media, è composta da: una mamma strafiga, un babbo bono come il pane, due figli (in genere un maschio e una femmina per la par condicio) bellissimi e simpaticissimi, che abitano in una casa di minimo 150mq, in una zona dove il traffico è un’utopia e tutti sorridono (oddio, non è che è una paresi collettiva eh?), e dove l’alimentazione media è si fatta:

Antipasti – sottaceti e quant’altro in scatola, tutti coloratissimi e untosissimi, si attacano al vostro fegato come un  bambino alla mammella e non si staccano più… mai più.

Primi – Paste varie già pronte, surgelate e solo da scaldare, che però, nota bene, non vengono mai come si vede nello spot, il risultato finale è sempre molto da terzo mondo… in tivvù sono tutte morbide, sugose, appetitose, preparate a casa risultano asciutte, scarse, con odori mai completamente decifrabili. Senza dimenticare che una busta con, ad esempio, penne al pomodoro, se si legge sul retro in piccolo piccolo, contiene circa 50 ingredienti (misteriosi aromi naturali a parte).

Secondi – Abbandonate le oramai datate carni in scatola, abbiamo a disposizione tutta una serie di suole da scarpe, fatte con scarti alimentari, impanate a dovere, precotte, e solo da friggere per 5 minuti. Oppure misteriosi tranci di carne appartenuti ad un’animale di forma rettangolare o rotonda, sensa ossa e senza grassi (…ma dove li allevano?), anche questi solo da mettere in padella e pronti in 5 minuti. Oppure formaggi, che ovviamente una famiglia di 4 persone compra in quantità industriali, portando in tavola circa 7Kg di formaggio a volta…

Insalate – Contengono di tutto, oltre alle tradizionali foglie di verdura ci si possono mettere sopra delle banali croste di pane vecchio, che però è già stato tagliagto a dadini ed è venduto allo stesso prezzo al chilo del formaggio, aromi vari, già miscelati in pratiche bustine monodose a prova di cretina, che però pure quelle costano come lo zafferano, oppure salse già pronte, tutte con la stessa consistenza, formate oltre che dai classici olio-aceto-sale anche dagli stessi ingredienti del combustibile segreto dello space schuttle.

Dolci – E qui si scatena la fantasia, come delle moderne maghe, comprano a supermercato delle strane polveri che, mescolate alla giusta dose di acqua, in soli 5 minuti si automodellano creando le torte di nonna papera!

Alla fine un bel caffè, che mette sempre tutti d’accordo, per digerire il tutto (seguito non da ultimo dall’amaro… fate voi la marca)

Morale, queste pubblicità vengono trasmesse sempre in coppia con altre che richiamano tutta un’altra serie di problematiche, quali: Problemi di diarrea, aerofagie, grasso superfluo, problemi di insonnia, stati di ansia, mal di testa, raffreddori lampo, cucine con cumuli di grasso pulite una volta al mese con acido puro, cessi e lavandini otturati…. che ci sia un qualche collegamento tra tutto questo?

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