Ruby Red

Well it seems you have a soul
You let it go so I know it’s true
It was a ruby, ruby, ruby red
It keeps me warm when I’m feeling sad and blue
Well you went and stole my heart
I saw it go so I know it’s true
I wrapped it up in a bouquet of barbed wire
It was the wickedest gift I could give to you

It was as red as the sun in the evening sky
It was as red as the fire in a panther’s eye
It was as red as the rose under the summer sun
Like a fire from a killer’s gun

Conversazioni #01

– Senti una cosa, ma tu una figa l’hai mai assaggiata per sapere che sapore ha?
– Si, ma non in maniera diretta. Sai com’è, ho fatto un sacco di pompini a uomini sposati o fidanzati… vale?

Regressione all’infanzia (o rincoglionimento senile?)

Anche io come la contessa Vacca Augusta, ho avuto oggi a mia regressione all’infanzia ma, anzichè buttarmi da una scogliera, ho preferito qualcosa di più delicato e consono alla mia persona, sono andato all’autolavaggio.
Da piccolo andavo spesso insieme al mio papà a far lavare la sua orripilante 127 beige, lui usciva dalla macchina (e si perdeva tutto il più bello), io invece restavo dentro da solo. Era bellissimo, mi sentivo come dentro ad un’astronave lanciata nello spazio, fantasticavo su balzi temporali, attacchi laser e misteriosi pianeti inesplorati. Nei pochi minuti del passaggio sotto a quegli enormi rulli mi caricavo di sogni fantastici.

Quando stamattina ho deciso di far lavare la macchina, mi è scattata come una molla. Mi sono messo in fila deciso e, già carico di mille pensieri, seguivo rapito la macchina davanti a me che come per magia, nonostante fosse vuota, tutta coperta di schiuma veniva lentamente trainata all’interno di quella lunga galleria di plastica, uscendo poco dopo completamente diversa. Un pò come la vecchia pubblicità del dolce forno, quando la bambina infilava una cosa brutta, e poco dopo tirava fuori una irresistibile tortina.

Ho optato per il lavaggio solo esterno e, quando il ragazzo mi ha chiesto di scendere, ho risposto secco di no. E che cazzo, sono grande, potrò ben fare quello che mi pare o no? Ho cerato di assumere l’aria più seria e distaccata che potevo, ma appena sono stato fagocitato all’interno tutto è cambiato. L’espressione seria ha lasciato velocemente il posto ad una specie di ghigno, ho afferrato il volante con la stessa posa che aveva Tetsuya alla guida del suo Brain Condor! Poi, sempre convinto di tutto quello che stavo facendo ho gridato deciso “Matzinga fuori! Agganciamento!”. Con grande coraggio e sprezzo del pericolo ho combattuto contro ad un pericolosissimo robot nemico.

Dopo i raggi fotonici, il grande boomerang e i pugni rotanti, proprio quando sembrava stessi per avere la peggio, grazie alla spada diabolica insieme al missile laser (sono le mie preferite e le ho tenute per il gran finale), sono riuscito a sconfiggere quel demone malefico.

Quando sono uscito dalla galleria il signore dell’autolavaggio guardava stranito la mia espressione, forse pensava mi fosse venuta una paresi. Il poveretto non sapeva che in realtà gli avevo appena salvato la vita. Ha avuto anche la sfrontatezza di chiedermi 7 euro… Non c’è giustizia per gli eroi.

Guidare il grande Mazinga è stato bellissimo, ma ho deciso che devo darmi altre possibilità di confronto, non dimentichiamoci che ci sono da provare ancora Goldrake, Mazinga Z, Daltanius e soprattutto Daitarn 3… “Attacco solare…. Energia!!!!”

Manie di protagonismo?

Ho finalmente fatto sto benedetto esame e sembra che sia tutto ok, quindi almeno per quest’anno niente calcoli.

Nota a proposito della visita mentre mi stavano facendo le varie radiografie: Ero sul lettino a pancia in alto, il dottore posiziona la lastra, si sposta nella stanza attigua e, attraverso il vetro, inizia a dirmi come mi dovevo muovere. Ad un certo punto dal microfono dice: "Signor Larvotto, dovrebbe spostare il suo pene verso il basso perchè copre un pò la vescica", sembrava la classica frase del fotografo isterico: "ma chi cazzo è quel cretino davanti all’obbiettivo?".

Povero il mio membrino, voleva esserci anche lui nella foto 🙂

Enteroclismi

(un prot post intimo)

Sono un poco preoccupato, spero vivamente che il mio corpicino non abbia deciso di creare degli altri sassolini. Avendo già avuto problemi di coliche renali, ed avendo già subito una operazione a febbraio di quest’anno, per togliermi ogni dubbio, farò una bella uroscopia. Domattina alle 11.30 mi metteranno una flebo con un liquido particolare detto "di contrasto" e poi faranno tutto un servizio fotografico a reni, uretere, vescica e zone limitrofe, servizio che verrà poi pubblicato in esclusiva sul prossimo numero di ELLE MAISON, con il titolo: Sassi nei reni? L’acciottolato zen nelle vie urinarie.

Per rendere questo servizio fotografico davvero speciale, devo seguire tutta una seria di precise regole:
Il giorno prima (oggi)
– colazione e pranzo leggeri
– ore 13.00, quattro pastiglie di poursennid (purgante)
– pomeriggio e sera digiuno
– durante tutta la giornata solo tè ed abbondante acqua…

Il mattino successivo
– digiuno
– due ore prima dell’esame, praticare una pulizia interna con 2 litri di acqua tiepida ed un cucchiaio di sale

Bel programmino eh?

Ora, avete mai avuto la (s)fortuna di dovervi violentemente purgare? Credete che un enteroclisma sia una sciocchezza? Beh, anche io lo credevo, almeno fino a quando non ho letto il foglio con le istruzioni allegate al marchingeno, istruzioni che voglio riportare a scopo informativo:

Destinazione d’uso ed utilizzi non consentiti
– Serve esclusivamente per eseguire irrigazioni rettali o vaginali (questo significa che non lo posso usare per innaffiare il mio benjamin, o per un simpatico ed inusuale gavettone estivo)
– Utilizzare per un periodo non superiore ai 60 minuti (casomai ci prendeste gusto… poi passatelo ad un vicino)
– Altri usi quivi non espressamente indicati sono considerati impropri e quindi VIETATI (voglio vedere se me lo infilo in un orecchio cosa mi dicono)
– Non utilizzare con liquidi al di sopra dei 35°C (ed io che pensavo di riciclare l’acqua della pasta dopo la cottura)
– Non introdurre sostanze che non siano liquide e con una viscosità diversa dall’acqua (quindi niente panna, miele o nutella)
– Utilizzare senza aver sentito il parere del medico (domattina gli telefono)
– Abusare nell’uso (‘azzazola, e io che mi ero già programmato un fine settimana alternativo…)

Precauzioni ed avvertenze
– Utilizzare il dispositivo con coscienza (a ridaje, ma hanno paura che qualcuno ci si diverta?)
– Al termine di ogni uso il dispositivo deve essere lavato con acqua e sapone neutro (ah si? non si rimette subito nella scatola?)
– Non adatto per i bambini (e invece per le bambine si?)

Modo d’operare dell’utente (e qui viene il bello)
– Non lasciare il dispositivo incustodito durante l’uso (infatti c’è la fila fuori dal bagno che me lo vuole fregare)
– Non tentare di riparare il dispositivo danneggiato (portatelo dal vostro meccanico di fiducia)
e poi, dulcis in fundo
Operare in condizioni ed in scenari di sicurezza, evitando ogni situazione di potenziale pericolo per se e per gli altri

Beh? e questo cosa significa? c’è pericolo di esplosioni? Dopo il terremoto del 96 c’è a Reggio il pericolo dell’enteroclisma del 2004? Ma dovrò avvertire il 118? Vuole dire che non lo posso fare in piazza durante il mercato? O alla fermata del tram? Lo potrò usare come arma per una rapina? "Fermi tutti, mani in alto! Questo è un enteroclisma e questo è un culo… sono carichi tutti e due!"

Domattina verso le 9.00, a Reggio Emilia è previsto un tempo di merda…

Volevo essere proprio sicuro…

L’ho aperto una volta, poi una seconda, alla terza mi sono dovuto rassegnare, il frigo è vuoto. Mi sono anche messo davanti alla dispensa in contemplazione, come a voler pregare in silenzio qualche misterioso santo, ma nessun miracolo si è compiuto. Devo ricordarmi che il pranzo non si materializza da solo, se non ne preparo io, non si mangia. Ho fame, forse dovrei uscire per mangiare qualcosa… o forse no…

Tsunami experience

Prendete un contenitore e iniziate a mescolare questi ingredienti:
– 3 parti di uragano
– 3 parti di terremoto
– 2 parti di maremoto
– 1 parte di bora triestina
– 1 parte di sostanze stupefacenti

Lo sapete cosa viene fuori?
Viene fuori una Tsunami.
La Tsunami non si ferma mai, salta da una parte all’altra, è ipercinetica, ti mordicchia le mani, ti salta in braccio, se mangi vuole assaggiare, se non la guardi abbaia, di notte viene a fianco a te e si accoccola. Ma se inavvertitamente, pensando si sia calmata, provi ad accarezzarla, lei scatta in piedi, ti mordicchia la mano e via che riparte, senza sosta.

La Tsunami vive insieme a lui. Sono stato suo ospite (gradito…?) ieri. Un fine settimana istruttivo dove, tra le tante cose, mi è stato insegnato che, una busta di pasta surgelata, prima di aprirla, bisogna sbatterla due volte sul piano di cottura, questo per essere sicuri che i gamberetti siano davvero morti 🙂

La Pierina

Uno arriva al lavoro tutto scoglionato, con un umore sotto i piedi, una faccia che sembra abbia dormito sotto al culo di un gatto, e si trova questo biglietto attaccato all’affettatrice con su scritto:

Nel mezzo del cammin di mezza vita,
vestita a festa,
incontrai un’osso nella coppa di testa.

Hei amico non indulgiare assai,
una bella affilata non guasta mai!

La tua Affettatrice.

La Piera, se non ci fosse bisognerebbe inventarla!