Tanned Life

Sono iniziate le vacanze, le città si vuotano, non ci sono problemi per parcheggiare e tutto ha un ritmo rallentato. Una delle cose più fastidiose di questo periodo è la classica frase di quelli che si sono già fatti i loro giorni di relax. Arrivano, ti squadrano e poi, con una smorfia di pietà iniziano a cantilenare come in un’antica preghiera indiana:"ma come sei biaaaaanco…."… E ti credo, vacca boia, sto dalla mattina alla sera sotto alle luci al neon del negozio, di che colore vuoi che sia, al massimo posso essere verde dalla rabbia.
Ma quest’anno, per evitare questi commenti, ho deciso di ricorrere ai potenti mezzi che tecnologia ci mette a disposizione: le lampade solari. Chi almeno una volta non è mai stato in un centro di abbronzatura? Moderni templi devoti al culto della bellezza dove sempre più fedeli vanno in pellegrinaggio. A Reggio ne hanno aperto uno molto grande, lampade nuove e potenti, la musica in sottofondo che fa unz unz, un arredamento accattivante e le ragazze fighe dietro al bancone, come resistere?
Il primo impatto che ho avuto varcando la soglia è stato quello di pericolo. Come il teschio di un bisonte all’inizio del deserto, appoggiati su uno sgabello, c’erano i resti di quello che una volta era una donna. Se non avesse girato la testa verso di me, avrei sicuramente pensato che era morta. Si riuscivano ancora a distinguere i corti capelli ossigenati come quelli della Rettore in Cobra, un discreto abitino da pomeriggio che ricordava molto l’incantevole Creamy dopo il pimpulu pampulu parimpampum e le labbra vittime di un’overdose al silicone. Immobile all’ingresso, la poveretta era completamente carbonizzata. All’esame del carbonio 14, ha rivelato avere una cinquantina d’anni, ma lei, a testa alta, fissava tutti come a voler dire "non mi arrendo", fiera anche del fatto che una volta seppellita, essendo già fossile, tra 10.000 anni si trasformerà in un bellissimo diamante.

La prima volta non si scorda mai.
Attirato da un’allettante offerta, che proponeva 3 docce solari al prezzo di una, ho dato una svolta colorata alla mia estate. La ragazza alla cassa è stata molto gentile, quando ho chiesto di iniziare con quella più potente, mi ha subito spiegato che, a causa del mio virginale pallore, sarebbe stato meglio iniziare con una a bassa pressione. Poi, una volta data la prima mano di colore, avrei potuto tranquillamente passare a quella ad alta pressione. La donna carbonizzata intanto, ascoltava interessata tutte le spiegazioni, sorrideva appena, come a voler dire "povero illuso, non sarai mai come me!". Timido e rassegnato, ho rispettato quello che era il rituale: due sedute di preghiere a bassa pressione e, solo dopo il benestare dei sacerdoti devoti a Santa Melanina protettrice dei Pigmenti, avrei potuto passare al livello superiore, quella ad ultra mega super altissima pressione, la lampada MATRIX!
Ero molto emozionato, da brava matricola avevo fatto come consigliato, ancora poco e sarei entrato nella cerchia degli eletti. Quando sono arrivato all’appuntamento, mi aspettavo di trovare la signora carbonizzata della prima volta, la quale, da vera sacerotessa, mi avrebbe spogliato e cosparso di misteriosi unguenti. Poi, recitando formule a me sconosciute, mi avrebbe fatto entrare nella cabina magica. La signora di carbone purtroppo non c’era e mi sono dovuto accontentare di Nicole, la ragazza alla reception che, formule a parte, ha iniziato ad elencarmi tutta una serie di raccomandazioni, non da ultima quella della protezione per le parti intime.

Il perizoma usa e getta.
L’abito sacrale si usa davvero, per i fedeli, anzichè una bianca veste, c’è un imbarazzante perizoma di carta. Nicole mi ha detto che sarebbe stato meglio usarlo, un pò come a dire: "vorrai micca che ti resti il segno della mutandazza eh?". Dopo avermi mostrato dove si accende la lampada e dove si regola la (menomalechec’era) ventilazione, Nicole mi ha lasciato solo nella cabina. Una volta indossato il perizoma, mi sono guardato allo specchio e ho subito realizzato che sono un cesso a pedali. Ho capito che questa era una prova alla quale si viene sottoposti, solo i più coraggiosi potranno farcela. Quindi, come una mitologica medusa che rischia la pietrificazione, ho evitato di guardare la mia immagine riflessa nello specchio, sono entrato nella cabina MATRIX e ho premuto deciso il tasto start!

13 minuti di pura agonia
Mentre all’interno si stava scatenando una sorta di delirio ultravioletto, io ero già alla settima allucinazione dopo solo 5 minuti. Mi sono apparsi nell’ordine:
– I Re Magi e la stella cometa
– Heidi, Peter e Nebbia
– Wanna Marchi (questa è stata durissima)
– Il divino Otelma con le candele
– La dottoressa Tirone circondata dalle alghe
– Adriano Celentano che cantava Yuppi Du
e, non da ultimo
– Hass Fidanken

Erano trascorsi appena sette minuti, quando una voce ha sentenziato una inquietante frase: "La informiamo che è trascorsa la metà del tempo"… La metà del tempo? Come la metà? A me sembravano mesi… anni… ed invece avevo ancora davanti a me altri 7 minuti! Non potevo cedere proprio adesso, dovevo continuare! Mi sono appeso ai sostegni laterali, ho alzato la ventilazione al massimo e ho gridato con tutto il mio fiato: "Sandra Mondaini, aiutami tu!".

Clik! Zzzzzzzzzzz… Allo scadere dei 13 minuti, uno strano silenzio è improvvisamente calato nella cabina, le luci si sono spente ed una voce metallica mi ha detto: "la seduta è terminata". Faticavo a riprendermi, ero stremato, sono uscito dal box e mi sono accasciato sulla sedia, sembravo Rutger Hauer nel finale di Blade Runner…
Quando poi mi sono guardato allo specchio, quella che vedevo riflessa non era la mia immagine. Con indosso solo il perizoma usa e getta e le ciabattine, un nuovo Larvotto mi sorrideva felice. Improvvisamente al mio fianco è apparsa la signora di Carbone che vidi il primo giorno. Si è avvicinata, mi ha sorriso e porgendomi la sua secca mano, mi ha accompagnato alla cassa cantando: "è uno di noi, è uno di noi, è uno di noi…"

ps
Se un qualche stolto nutre ancora dei dubbi su come mi stava il perizoma usa e getta, non avrà che da cliccare per la prova fotografica, qui per il fronte e qui per il retro… Ma ricordate, se cliccate lo fate a vostro rischio e pericolo!

Published by