Tanto tempo fa, ma neanche tanto poi, c’era una discoteca dove il Larvotto andava spesso. Si chiamava Mascotte, era a Nonantola ed era bellissima. Adesso ha cambiato nome, si chiama Vox e non mi piace più così tanto, anche se a volte ci fanno dei concerti bellissimi.

Sono cresciuto in un piccolo paese dove, tutte le mie stranezze, erano viste davvero male.
Per me riuscire a frequentare posti diversi era vitale, e il mascotte è stata la prima discoteca dove ho potuto essere me stesso, senza limiti.
Non ho mai seguito una corrente precisa e, anche se il mio look era ricollegabile ad un filone “gotico”, i miei gusti musicali erano molto vari. Spaziavo tranquillamente dal rock, al punk e post punk, al rockabilly, alla new wave, all’italo trash, ma sempre con forti brividi anali dati dall’electopop, mia vera linfa e anche fonte di ispirazione nel mio periodo come musicista.
Gruppi e artisti come Soft Cell, Marc Almond, Depeche Mode, Eurithmics, Cure, Yazoo, Siouxie, Nina Hagen, The Cult, hanno buttato le basi del mio primo morboso attaccamento alla musica, sono stati e lo sono tutt’ora la colonna sonora della mia vita.
Se adesso iniziassi a fare l’elenco di tutti gli altri artisti che con il tempo ho imparato ad apprezzare, non si finirebbe più. Dico solo che, tutti quelli che hanno spulciato la mia collezione di cd, l’hanno trovata quantomeno imbarazzante, mettere fianco a fianco Bauhaus e Baccara oppure Coil e Camerini, non è sempre ben visto.
Ho iniziato a frequentare il Mascotte cira 20 anni fa. Era così liberatorio per me farmi la cresta o tingermi i capelli, colorarmi gli occhi, vestirmi con svolazzanti spolverini neri, pieno di catene e catenelle, le scarpe con le punta e tutta una serie di ninnoli che incrementavano il mio peso specifico di almeno 10 Kg. Riguardare foto di quel periodo a volte è imbarazzante, posso però leggerci ancora la mia infinita voglia di fuggire dalla noia e dal (finto) perbenismo di provincia. Lo stesso apatico nulla dove a volte, ultimamente, vorrei tornare.
Il Mascotte aveva più piste ed in ognuna c’era un genere diverso. Io gironzolavo tra tutte, ballavo dove capitava e dove mi andava. Ballavo sempre, tranne quando si pogava alla psicho perché avevo paura di ritrovarmi a terra. Quando però il pezzo mi esaltava particolarmente, tipo i Guana Bartz, arrischiavo un timido pogo a bordo campo giusto per sfogare l’adrenalina.
La cosa più particolare che ricordo, è la varietà di personaggi che frequentavano il locale. Dark, skin, punk, metal, rockabilly, new wave, tutti che convivevano (quasi sempre) tranquillamente in un’unica grande casa. E’ vero che spesso scoppiava una rissa, ma pensando al minestrone di generi che c’era dentro era quasi logico.
Quello che accumunava tutti però era la voglia di trasgressione, fatta sempre in modo autentico e mai legato ad imposizioni televisive, come spesso ultimanente accade.
Non c’erano dei dress code precisi, e non c’erano nemmeno negozi con look Prêt-à-Porter. Ognuno mescolava libero le proprie idee, creando a volte dei veri orrori, ed io in queste cose ero un maestro
probabilmente chi mi ha visto con il completo aderente a righe verticali bianco e nero, il ciuffo a punta tipo Mark White e ai piedi le creeper, è ancora in analisi.
Il periodo Mascotte è durato diversi anni, contaminato alla fine dalla mia scoperta dei locali gay, locali nei quali ho poi reincontrato moltissimi mascottiani come me.
Non credo che ci sia più stato un locale simile.
Oggi, in una sorta di nostalgico ventennale, mi sono preparato un cd per la macchina copiando a memoria la scaletta di una mia vecchia audio cassetta.
Non ha una logica di genere e nemmeno una particolare ricerca sonora. Un polpettone di canzoni mescolate senza regole, con un ordine dettato solo dalle emozioni del momento, confusionario accompagnamento musicale suonato e risuonato sulla mia vecchia e fumosa R5.
Ora, non voglio assolutamente mettermi in competizione con lui, anche perchè non ne sono nemmeno capace, però mi ha fatto stare così bene riascoltare questi brani che ho deciso di dividerli con qualcuno, perché la musica, non sempre è bello viverla da soli.
Quindi, per un periodo limitato, potete scaricarvi la cartella compressa da qui. Attenzione però, il file è di grosse dimensioni, circa 50mega, quindi pensateci bene prima di fare click.
(la cartella è stata rimossa, contattami se sei interessato)
La cartella contiene queste canzoni:
01 Sid Vicious – My Way
02 Dead Kennedys – Too Drunk to Fuck*
03 CCCP – Valium Tavor Serenase
04 Toy Dolls – Nellie the Elephant
05 Sex Pistols – Anarchy in the UK
06 Siouxie – Cities in Dust
07 Soft Cell – Memorabilia
08 Devo – Girl you Want
09 Virgin prunes – Baby turn Blue
10 PIL – This is not a love Song
11 Skiantos – Eptadone
12 Toy Dolls – She goes to finos
13 Nina Hagen – Wir leben immer noch
14 Beastie Boys – Fight for your right
15 Cult – Go west
16 Smiths – What difference does it make
17 The Jam – Batman
18 The Marcels – Bluemoon
19 Stray Cats – Stray Cat Strut
20 B-52′s – Private Idaho
21 Doctor and the Medics – Spirit in the sky
* Mi ero sbagliato a scrivere il nome del gruppo
Ovviamente non sono i Butthole Surfer ma i Dead Kennedys quelli giusti! Grazie Asymmetrical…. Poi qualcuno mi spiegherà perchè, proprio io, ho pensato ai Butthole…
