Sono rientrato dalle ferie lunedì e già mi sembra tutto un lontano ricordo.
Che sensazione strana, quasi come se tutto quello che mi è accaduto sia stato solo un racconto. Eppure l’ho fatto, ho le foto, altre persone possono testimoniare.

La prima tappa è stata Roma.
In un solitario girovagare per note strade sconosciute, camminando accarezzando mille pensieri, tutti senza importanza, mi sono ritrovato sotto al Colosseo. Un enorme divertimentificio dove si andava a guardare la gente morire. Non è poi molto diverso da adesso, dove noi, come moderni romani, guardiamo corpi straziati da guerre infinite, donne e uomini perdere la propria dignità, e lo facciamo stando seduti su comode sedie, al caldo, mangiando distrattamente ed un poco annoiati, il nostro pane quotidiano.
Bella Roma, calda nonostante la bassa temperatura, invitante e maliziosa ad ogni angolo.
Ho incontrato amici (lui e lui, e poi anche lui)che mi hanno portato a mangiare e bere in luoghi molto carini.
Ho giocato con una pazza sulla metropolitana e forse, alla fine, il pazzo sono io.
Ho messo la mano nella bocca della verità.
Non ho lanciato monetine nelle fontane.
Ho visto la mostra di Esher.
Ho letto tranquillo un libro, seduto su dei gradini al circo massimo, mentre venivo riscaldato da un meraviglioso sole ed allietato dalle grida di due buffi (ed un poco imbranati) giocolieri.
Ho fatto un misero shopping.
Ho preso il caffè nel bar in piazza S. Eustachio, mentre il barista mi faceva l’occhiolino J
Ho attraversato la strada di nuovo.
Ho conosciuto anche un gatto meccanico.
Sono stati tre giorni intensi.

Nota divertente.
Mentre camminavo lungo via dei Fori Imperiali, avevo davanti a me un ragazzo, presumibilmente tedesco, vestito da autentico punk londinese anni 70/80, con tanto di cresta a punte di almeno 10 cm.
Ad un certo punto, un buffissimo signore, un poco grassoccio, vestito da centurione romano, con calzamaglia di lana color carne, elmo con sopra scopa rossa rovesciata, spada e, vero tocco di classe, scarponi da neve, ha iniziato a seguire con lo sguardo il ragazzo punk.
Poi, mentre lo guardava allontanarsi, lo ha indicato con la mano ad elemosina e mi ha detto “aò, anvedi com’è vestito quello!”…
Avrei voluto dirgli “aò, pure tu però…”









Te l’avevo detto di non alloggiare dalla Pampanini!
Mitico Fabiolino!
…Penso che tra il nostro Larvotto e il geniale Fabiolino nascera’ un grande sodalizio artistico… stiamo assistendo all’inizio di un connubio destinato a passare alla storia e, noi potremo dire che c’eravamo.
Però nel resoconto ci sono buchi sospetti… tipo l’occhiolino del barista… e poi?
Tace forse qualcosa?? 
Belle vacanze davvero
che invidia, sono secoli che non vado a roma…
Beh, te la sei passata bene!
Anche io anni che non ci vado, una voglia…
uh che bello il princyrubinetto: penso sempre che il simbolino sulla manetta centrale sembra uno smile.
baci
andrea
Pensa che al circo massimo negli anni ‘70 si batteva dietro alle frasche.
Mi ha fatto piacere conoscerti.
Avevi freddo ?
Sabato sera c’eravamo anche Asia ed io!
Sgrunt!!
Tatone!
hai ragione!!! Potrai mai perdonarmi?
MMMMMMMMMMMMMMM…………MICHELE….SLURP!