Gli omaggiosissimi omaggi di Mauro Bigonzetti

Al teatro Valli ieri sera c’era la serata di Aterballetto.
Hanno portato in scena “Next” coreografia di Fabrizio Monteverde, a seguire “passo continuo” e “Omaggio a Bach” entrambi con la coreografia di Mauro Bigonzetti.
Il primo pezzo mi è piaciuto davvero tanto.
E’ iniziato con un Alexis Oliveira di schiena, seminudo, illuminato dall’alto mentre faceva girare un hula hop, un preludio ironico ad una coreografia tutt’altro che banale, dove i ballerini sono riusciti ad esprimere tutta la loro bravura in un crescendo di atmosfere. Non posso iniziare a scrivere chi mi è piaciuto di più perché dovrei citarli tutti, anche se personalmente, credo che Amandine, Beatrice, Lisa, Susanna, Cyril, Valerio e Roberto, hanno avuto momenti davvero emozionanti.
Le due successive coreografie sono state (per me ovviamente) al limite del soporifero.
Il secondo pezzo era un passo a due tra Sveva Berti (moglie di Bigonzetti) e Thibaut Cherradi. Questo balletto doveva essere un’omaggio a Sveva, una sorta del suo “addio alle scene” anche perché, nonostante una meravigliosa forma fisica, la signora Bigonzetti ha già i suoi bei 41 anni suonati (anzi, ballati) che per chi fa quella professione, non sono pochi. Non ho ben capito dov’era l’omaggio alla moglie però…

L’ha lasciata ferma, spalle al pubbico per quasi tutto il pezzo, mentre Thibaut si esibiva in una serie movimenti da ginnasta tutto intorno. Poi lei si girava, faceva due o tre pose da leprottino, tirava su la gamba, sbatti la testa di qua, sbatti la testa di là, corsa insieme, due o tre tenute e poi saltava dentro ad un buco ed iniziava ad affondare piano piano come se fosse nelle sabbie mobili, buio, sipario, applausi. Tutto con un sottofondo musicale curato da un fisarmonicista che strimpellava “improvvisazioni su Bach” o almeno era quello che avrebbe voluto fare, perché il risultato era che sembrava di essere alla sagra della porchetta di Codigoro.
Sveva Berti è una ballerina eccezionale, se fossi in lei, la prossima volta che suo marito decide di farle un omaggio, gli suggerirei subito una scatola di cioccolatini.
Anche il pezzo successivo era un omaggio, questa volta a Bach.
Non era la prima volta che eseguivano questa coreografia, fortunatamente quella sera ero malato. Il destino mi aveva aiutato con una provvidenziale influenza, ma questa volta me lo sono dovuto sciroppare. Il balletto doveva essere ispirato al paradiso dantesco, ma è riuscito ad evocare solo il purgatorio… il mio però.
Alla fine, il vero maestro è stato ancora una volta Carlo Cerri, sue le luci di tutti e tre gli spettacoli, luci che usa come se fosse un pittore il quale, al posto del pennello, usa il “tungsteno” per dipingere veri e propri quadri viventi.
I ballerini di Aterballetto, oltre che professionisti, sono anche bellissimi. Vederli tutti in fila, seminudi, accarezzati da fasci di luci che ne esaltavano le forme, sfamava abbondantemente la vista, una innocua indigestione di bellezza alla quale cedo molto volentieri.

Insomma, il nostro Bigonzetti è diventato un vero esperto di omaggi. Ha fatto omaggi a Napoli con Cantata, Cantata 2 e Serenata, omaggio a Rossini, omaggio a Bach, omaggio ad Anna Magnani, omaggio a Sveva Berti, omaggio a Jimi Hendrix e pure a Frank Zappa. Tutta una serie di omaggi da fare impallidire il catalogo raccolta punti dell’esselunga.
Ma quali saranno i prossimi ad essere omaggiati da Bigonzetti? Io provo ad indovinare:
Omaggio ai Ricchi e Poveri: Un gruppo italiano conosciuto nel mondo, crea l’accompagnamento sonoro facile, ed allo stesso tempo trasgressivo, per un’atmosfera intensa che riflette la situazione italiana dei nostri giorni. Le nette divisioni che si sono venute a formare in questo periodo Berlusconiano, la classe dirigente da una parte (i ricchi) ed i sempre più bistrattati lavoratori dall’altra (i poveri).
Sincopati movimenti sulle note di “mamma maria”, come ad evocare un desiderio di protezione che solo un compatto nucleo familiare riesce a dare.
Omaggio a Pinco Pallino: L’uomo qualunque per antonomasia, quello che tutti citano per indicare lo sconosciuto, l’ignorato, il vero signor nessuno.
In questa coreografia per quattro danzatori, si vuole dedicare un toccante movimento a tutte quelle persone che nella vita, sono destinate ad un eterno anonimato. L’assente-presente, l’inutile-utile, dove tutto è forma e tutto può diventare espressione.
La musica sarà eseguita dal vivo, affidata ad un brillante artista, tal Girolamo Pirolanetti.
Il simpatico Girolamo, a torso nudo in scena insieme ai ballerini, grazie alla sua sinfonia “scoreggette di mano sotto ad ascella sudata”, riesce a trasportare il pubblico in un’italia di altri tempi, quei goderecci anni 70 dove, anche personaggi ai limiti del grottesco, veri e propri ignoti-noti, riuscivano sempre a trombarsi la Fenech della situazione.
Omaggio alle Nonne: Una breve composizione di teatro danza nella quale, una triste e solitaria nonnina, vero simbolo delle carezze, delle mancie per la birra del sabato sera e della torta di mele, seduta a testa china su una sedia impagliata al centro di un palco vuoto, si vede porgere da una ballerina in spaccata, una scatola di Optalidon, antidolorifico del quale i nostri anziani sono ghiotti. Un modo simpatico per trasmettere il crescente bisogno di solidarietà verso persone troppo spesso abbandonate a se stesse.
Musiche di Castellina Pasi, Raul Casadei e Titti Bianchi.
Omaggio a ……... : Scrivi tu chi vuoi che sia omaggiato. Un modo originale per fare una sorpresa alla persona a cui vuoi bene. Portala a teatro senza dirgli niente e, come in una lussuosa carrambata, sarà invitata sul palco, sarà fatta accomodare su di un trono e poi saranno eseguiti in suo onore alcuni estratti dai pezzi pù belli della compagnia.
Prezzo da concordarsi al momento della richiesta.
Sconti comitive e abbonati teatro.

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12 thoughts on “Gli omaggiosissimi omaggi di Mauro Bigonzetti”

  1. omaggio al cuerpo di zamorano e basta egocentrismi alla famiglia bigonzetti ,il secondo atto è stato imbarazzante

  2. mi prenoto per "omaggio ai ricchi e poveri": voglio vedere la coreografia sulle mitiche note di "voulez-vous, voulez-vous, voulez-vous danser"…

  3. Io sto organizzando "Omaggio a Maggio".
    Overture del gruppo danza Villa Arzilla su "MATTA-TA" di Patrizia Pellegrino.
    A seguire un assolo di GHIBLI su "Amelia" di Maria Giovanna Elmi e gran finale con le "ragazze" (va be’ ormai sono cresciutelle…) Cin Cin di Colpo Grosso che ballano su coreografia di Pamela Petrarolo "Miao" di Marcella Bella. Chi viene? Fatemi sapere prima di maggio, ovviamente…

  4. Ma Fabiolino, sono basito! "Amelia" di M.G. Elmi è un pezzo da veri amatori… musica per stomaci forti. Ma sei mai riuscito a sentirla tutta fino alla fine? E’ una vera tortura, quasi come un gatto attaccato ai maroni… Invece di "miao" sto disparatamente cercando l’mp3, io ho solo il vinile… non è che per caso tu lo possiedi? 🙂 E comunque io a "omaggio a maggio" ci sarò, dimmi dove devo firmare!

  5. Caro Larvotto, Miao andrebbe comprato pure in CD, no?! Se vuoi te lo masterizzo e te lo do quando ci vediamo a maggio. Per l’iscrizione basta che mi mandi una mail… Ho qualche problema con GHIBLI, pare che in quel periodo sia in turnè nel Belize. Comunque io vi avverto prima… ci mancherebbe! 🙂

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