Io ho una collega di lavoro che è assolutamente formidabile. Era da un po’ che ne volevo parlare sul blog, ma Lei mi ha sempre diffidato a pubblicare nome o fotografie. Nel pieno rispetto della sua richiesta, eviterò di scrivere che si chiama Anuska, ed userò un nome di fantasia. La chiamerò quindi “Matrioska”. Grazie a questo brillante stratagemma, nessuno scoprirà mai la sua vera identità, anche se qualcuno di voi dovesse capitare in negozio, vedendo una ragazza minuta, esile, con capelli e occhi neri, una bocca carnosa ed un fare deciso, chiederebbe “tu ti chiami Matrioska?”, lei risponderebbe “no, perché?”.
Matrioska è un vero fascio di nervi, nonostante l’aspetto quasi da elfo, nasconde un carattere molto forte, capace di mettere tutti sull’attenti in soli due urla.
Da quando poi il divieto di fumo è diventato totale, il suo umore ne ha molto risentito. In quanto tabagista incallita (era chiamata anche “la ciminiera” oppure “locomotiva”), le ore senza la sigaretta la rendono piuttosto nervosetta
E’ stato durante una di queste crisi di astinenza che il destino l’ha fatta discutere con un fornitore che, oltre ad aver sbagliato giorno, negozio e consegna, pretendeva che la merce la sbancalassimo ugualmente. Inutile dire che è stata una scena epica. Sono volate parole molto grosse e la piccola Matrioska ha davvero regalato momenti indimenticabili.
Dopo aver bevuto con una cannuccia entrambi gli occhi del malcapitato, lo ha “gentilmente” accompagnato alla porta, e poi lo ha salutato con un delicato “mò vàt’là tòr in tàl cùl, fnoch!” (trad: ma vai a prendertela in culo, finocchio!).
Appena pronunciato questa frase, si è girata verso di me con la faccia di una che sta arrampicandosi sugli specchi, ed ha iniziato a giustificarsi:
“Scuuuusa veh, non volevo dire finocchio per offenderlo veh, quelle sono frasi che si dicono così, per offendere, cioè, non è che se uno è finocchio è grave, però lo sai com’è vero? Lo si dice così, è un modo di dire quando sei incazzato con qualcuno. Cioè, se uno è gay a me non me ne frega niente lo sai, ma delle volte si dice così, ma non seriamente, cioè, non che deve essere per forza finocchio, ma lo si dice lo stesso per offendere, ma non per offendere i gay, per offendere Lui
cioè
hai capito cosa voglio dire?”
E io cercando di rimanere serio (ma assicuro che era difficile) rispondo “Beh, veramente no
”.
Lei allora si gira di scatto, e con il tipico gesto che indica una strada dritta, esce dall’ufficio dicendomi “e alòra vàtla’tòr in tàl cùl ànca tè!” (trad: e allora vai a prenderla in culo anche te!).
Matrioska, ti voglio bene
)

Nella foto vediamo Anuska (che assomiglia molto a Matrioska) con un misterioso messaggio pubblicitario.