Incatenato!

Sono stato coinvolto in una catena. Premesso che a me queste cose NON piacciono e le trovo piacevoli come un gatto attaccato ai maroni, ho deciso di stare al gioco perchè questa almeno non finisce con la frase maledetta “manda questa catena ad altre 10 persone altrimenti…”. In questo caso avrei provveduto ad inviare un simpatico virus ad Acciaio Liquido :o)
Partiamo dunque con il compilare il questionario…

Volume dei file musicali:
– 16,4 Giga di mp3 sul computer
– circa 3 giga di mp3 su cd
– circa 1000 cd audio
Ultimo cd Acquistato:
– Una compilation anni 80
Canzone che sta suonando ora:
– “hit me with your rhythm stick” Ian Dury & the Blockheads

Cinque canzoni che ultimamente ascolto sempre o che significano molto:
Beh, qui vado solo con il secondo caso…
“Numbers – Soft Cell” perché vorrei averla scritta io e perché Marc Almond è uno dei miei artisti preferiti (avrei quasi potuto scrivere un qualsiasi pezzo della sua produzione)
– “I’ve seen that face before (libertango) – Grace Jones” perché mi fa sognare
“Israel – Siouxie and the Banshees” perché con questa canzone ho sinceramente amato per la prima volta
“The Robots – Kraftwerk” perché mi ha fatto capire al primo ascolto che io adoro la musica elettronica
“La guerra di Piero – Fabrizio de Andrè” perché è una tra le più belle poesie che io abbia mai letto

Arriva il momento del passaggio del testimone…
Beh, visto che in genere questo ragazzo si rivela solo per i suoi sogni, sarei molto curioso di sapere qualcosa del suo mondo reale 😉

La popolarissima della Balorda

I progetti per oggi erano altri, poi per tutta una serie di infiniti motivi abbiamo cambiato intinerario.
Armati di parrucca, tette finte e birra, ci siamo diretti in zona Carpi per l’edizione 2005 della popolarissima della balorda e se volete sapere in cosa consiste potete curiosare nel loro sito.
In questa alcoolica impresa hanno partecipato lui, lui, lui e anche il buon Alle.
Devo dire che, essendo io una persona molto timida e riservata, ho avuto vari problemi di ambientazione in tutta quella confusione. Solo dopo 2,5 lunghissimi secondi ho iniziato ad apprezzare l’atmosfera di follia che si respirava in paese.
E’ molto difficile riuscire a trasportare in parole la giornata, posso però dire che sono fermamente intenzionato a partecipare come concorrente alla prossima edizione.
Quanto prima pubblicherò tutte le foto scattate durante la kermesse, intanto metto online alcuni scatti che aiuteranno a far capire che tipo di gente si vedeva in giro.

Come resistere a questi due bei bocconcini?

Ecco anche, tra i deliri del pubblico, arrivare armata di paletta, nientepopòdimenoche “Cristina Aguileira”

Per questo vichingo, un sacco di persone si stavano strappando i capelli… ovviamente io no :o)

Una favolosa hawaiana

Una parte del gruppo alla partenza

Di questo personaggio quello che si notava di più era il bianco ottico della pelle!

Driiiinnnnnnnnnnn!

Ho il telefono!

Finalmente oggi, dopo innumerevoli peripezie, il tecnico telecom con le braccia erotiche è venuto a terminare l’installazione!

Purtroppo, nello sperduto paesino dove mi sono trasferito, la linea adsl non sanno nemmeno cosa sia, qui vanno ancora con la connessione a cricetini zoppi.
Tutto emozionato, chiamo al numero verde per sapere qual’è il numero di connessione gratuita:
“Buongiorno, mi chiamo larvotto, mi hanno appena attivato la linea telefonica e, visto che vorreio collegarmi in internet, mi potrebbe dire i parametri di connessione?”
e lui prontamente:
“certo signor larvotto, è molto semplice! Si colleghi a www.187.it e scarichi il dialer di configurazione automatica”…

No dico, ma mi prende per il culo? E come mi collego se non ho i parametri? Troppo simpatici questi operatori telecom con i loro scherzi da prete.
Insomma, daje che ti ridai, sono finalmente riuscito a fare tutto. Inizia quindi un nuovo capitolo.

A questo proposito, volevo chiedere una cortesia… A tutti gli amici che mandano vagonate di posta (alcune anche simpaticissime per carità), evitate di includermi se contiene allegati con peso specifico assurdo. Sennò a scaricarlo ci metto una notte… capito Franci? : - )

Buona ginàstica a tutti

Chi è che ha avuto la fortuna di imbattersi in una televendita mediashopping?
Io sono rimasto rapito dalla delicatezza della presentatrice, quel suo “leggero” accento straniero, la calma con cui descrive tutti questi utilissimi articoli, il ragazzo e la ragazza alle sue spalle, due facce da nobel che mostrano come usare al meglio i vari prodotti.
Poco fa stavano mostrando il fun stepper, uno stepper obliquo che permette, oltre che a rassodare i glutei, anche di imparare a sculettare. Bastano pochi minuti al giorno per acquistare un andamento ancheggiante deciso e sicuro!
In poche settimane di allenamento otterrete un movimeto di anca così regolare e preciso, che Galileo Galilei lo definirebbe “isocronismo del gluteo”.

Come non farsi tentare da queste allettanti offerte?

15 Minutes of Fame

Ieri sera, improvvisamente, ho scoperto che c’era Lui in concerto a Reggio Emilia.
La notizia non mi ha turbato più di tanto… Infatti, dopo essermi dato un pizzicotto nel braccio, una strizzata di capezzolo, una martellata su un dito, uno spillone in una coscia e l’olio bollente sui piedi, ho velocemente iniziato a perdere il controllo di tutti i miei orifizi.

I concerti erano due, i primi a suonare erano i Transglobal Underground. Sono arrivato ai loro ultimi minuti di performance e la prima cosa che ho pensato è stata che sono stato davvero fortunato ad arrivare ai loro ultimi minuti di performance.

La fortuna poi mi ha sorriso la seconda volta facendomi trovare un posto in prima fila, e senza nemmeno pagare il canone.
Una ragazza seduta vicino a me ad un certo punto mi ha chiesto:
“Scusa, ma chi deve suonare adesso?”
Ovviamente la mia risposta, con tanto di nome e cognome, non deve averla appagata più di tanto.
Infatti subito dopo mi ha chiesto:
“Karl Bartos? E chi è?”
Accantonato il desiderio di mandarla a cagare, ho cercato di essere gentile passando una qualche breve informazione.
Dopo avergli detto che Bartos è stato uno dei membri storici dei Kraftwerk e che si è staccato dal gruppo verso la fine degli anni 80 per intraprendere la carriera solista, la signorina mi ha guardato con due occhioni pieni di niente e poi, come se avesse improvvisamente capito la soluzione del rebus, mi ha fatto un sorriso dicendo:
“Ahhhhhhhh siiiiiiiii, i “kaffen”, quelli che si pitturavano la faccia d’argento!”.
La prima parola che mi è venuta in mente è stata “cretina”, seguita subito dopo da “scema”, poi da “deficiente” e anche da “idiota”…
Il mio self control ha avuto il sopravvento, e sono riuscito, fingendo anche di sorridere, a spiegargli che quelli non erano i Kraftwerk bensì i Rockets. Anche se entrambi sono gruppi di musica elettronica, lo sono in maniere completamente differenti (che vorrebbe suonare come: nonostante siano marroni tutte e due, non è bello confondere la merda con la nutella…).

Ho inutilmente provato a fornire ulteriori spiegazioni, ma non credo che abbia tutt’ora capito chi aveva davanti, infatti dopo 10 minuti di concerto la signorina ha lasciato la sala.
Impegnato com’ero a tenere sotto controllo i miei orgasmi multipli, non ci ho badato più di tanto.

Alla fine sono pure riuscito a sgattaiolare dietro alle quinte, ma non ho avuto il coraggio di dirgli niente. Probabilmente se avessi avuto davanti il Papa avrei avuto meno problemi.

Tempi bui per gli etero

Nello sconcertante panorama etero-sessuale degli ultimi anni, abbiamo assistito ad un vero e proprio accanimento verso le donne da parte di quasi tutti gli stilisti.
I primi raggi di sole invitano a liberarsi da ingombranti abiti e voluminose giacche, con risultati non sempre piacevoli.
Ma con che cuore si può infierire così su queste poverette?
Hanno lo slancio coscia di un coniglio, e loro gli appioppano dei pantaloni aderenti lunghi fino al polpaccio, con sotto calze corte e scarpe con i tacchi.
Micro-magliette lasciano scoperto un ventre flaccido che si adagia mollemente sulla cintura.
Una circonferenza vita che si fa prima a saltarle che girargli intorno.
Questa voglia di anni 80 ha riportato in voga spalline, tagli di capelli, colori acidi e bigiotteria pacchiana che nemmeno Madonna nel suo periodo paleolitico aveva mai preso in considerazione.
Se poi, com’è capitato a me, un po’ incredulo ti metti a fissarle, rischi anche che ti venga chiesto “‘azzo c’ai da guardare?”
Beh, l’unica risposta che mi viene in mente è “Tesoro, perché non ti attacchi anche una catena all’orecchio? Come cesso saresti perfetta!”.

Dreams are my reality

Il raffreddore ha avuto la meglio. Ho mal di gola, la mia voce è roca e cavernosa, la mia faccia pallida ed emaciata e mi fa male la schiena.

Nonostante questo, i miei pensieri oggi sono altri.

Vorrei essere in una discoteca rumorosa ed affollata e, mentre la musica “unz! unz!” a tutto volume mi fa vibrare il diaframma, un affascinate uomo arriva alle mie spalle, mi mette in testa un enorme paio di cuffie e, mentre la musica di “Reality” inizia ad invadere la mia mente, noi iniziamo a ballare insieme incuranti del resto del mondo.

Io le cuffie anni 80 le ho, il lettore con dentro la musica giusta pure e la discoteca rumorosa la troviamo senza problemi… quindi, se ci fosse un qualche ometto affascinante e disponibile, io sarei pronto.