Prove tecniche di “scema col botto”

Non so se è legato al fatto che io stasera sarò qui, in ogni caso, è tutto il giorno che continuo a fare figure di merda.

ORE 7.20
Con passo svelto (per quanto possibile alla mattina alle 7.20) mi stavo dirigendo al lavoro, quando incontro il nuovo barista del caffè vicino al negozio. Lo saluto con enfasi, gli chiedo come va, tutto sorridente inizio con la solfa di quanto è noioso lavorare di sabato, di come sarebbe bello avere ritmi meno frenetici, e via con tutta una serie di frasi fatte.
Ad un certo punto, lui mi guarda con i suoi grandi occhi nocciola e mi chiede “scusa, ma io e te ci conosciamo?”.
Mentre raccoglievo i frammenti della mia faccia pensavo “questo è quello che si dice, essere notati”.
Oggi colazione al bar di fianco.

ORE 10.00
Viene la signora Graziella a fare la spesa, una donnona sui 60 anni piena di simpatia.
Mentre la stavo servendo, alla radio mettono su “Amourex Solitarie” di Lio.
Inizio a canticchiarla e, mentre lei mi guardava divertita, dico “quando è uscita questa canzone io ero un bambino”.
E lei incuriosita “ah si? Ma quanti anni hai?”
“quasi 37 Graziella, sono un’ometto”.
“Ma dai!” risponde lei con un tono che caricava il mo orgoglio “te ne davo 10 di meno”.
Stavo cominciando con la smorfietta di circostanza e lei continua con “è anche vero che voi gay sembrate sempre più giovani. Siete più curati”
Io resto pietrificato, la guardo con occhi sgranati ed allora lei, pensando che forse si era sbagliata, mi chiede “perché tu sei gay vero?”.
Non mi è restato che annuire, qualsiasi tentativo di negare sarebbe stato ridicolo.

ORE 11.30
Viene a fare la spesa Guglielmo, un signore non vedente.
Gli preparo la roba e lo accompagno alla porta scambiando quattro chiacchiere.
Ad un certo punto mi dice “Massimo, dimenticavo di dirti che ti saluta la Pina”.
“Grazie Guglielmo, è un sacco che non passa da queste parti” rispondo io, ed aggiungo “quando la vedi ricambia i saluti”.
Guglielmo si ferma e sorridendo mi dice “beh, se la vedo è un miracolo”.

ORE 13.30
Recupero la macchina in parcheggio e, mentre mi dirigo in stazione per il biglietto, fermo al semaforo nella macchina a fianco, noto un ragazzo belloccio con occhiale scuro.
Mi guarda, lo guardo, ammicco, lui continua a guardare, sorrido, lui intanto continua a guardare e, proprio mentre mi stavo immedesimando nella parte della Samantha Jones dè noartri, lui mi dice “ma che cazzo vuoi?”.
Di bene in meglio insomma.

ORE 15.00
Arrivo a casa, scarico la posta e trovo una mail di Fabiolino dove mi manda questa foto, e scrive “io voglio ricordarti per sempre così, come in questa foto“:

Vabbè, io vado.
Ciao :o)

14 risposte a “Prove tecniche di “scema col botto””

  1. Non trovi che sia una gran bella fichetta? :o) Vorrei essere bravo anche io con il fotoschiop! Sai quanti giochini farei?

  2. Be… spero tu abbia sfoggiato questo completino per la serata SCEMA COL BOTTO! Fresco, semplice, di grande effetto e poco impegnativo… come sei tu!!! ;P

  3. sono onorato di conoscere personalmente il vincitore della nota e inimitabile serata: i miei sentiti omaggi!!!!
    BRAVISSIMA!!!

  4. Ogni tanto passo di qui e mi faccio dei ghignatoni infininiti… spero di non essere debole di cuore perchè l’apnea potrebbe essermi letale. Larvotto, sei geniale. La versione ibrida j-LOrvotto è inquietantissima, sembra presa da un video di Aphex Twin!!!

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