
Ieri pomeriggio ho ascoltato per la prima volta la nuova canzone della Kelly Osbourne, One Word.
La figlia del mangia pipistrelli ha infatti deciso, qualche anno fa, di buttarsi nel mondo musicale, ma purtoppo per noi non si è schiantata.
Il suo nuovo brano si distacca dal filone rocchettaro con cui aveva iniziato, nuovo disco, nuovo sound, nuovo look.
Se i primi lavori della Osbourne ci lasciavano perplessi, senza un preciso stile e senza personalità, il nuovo progetto ha invece la sua precisa collocazione musicale, l’ultima.
E’ al limite dello scandaloso.
Questa mera operazione commerciale è stata ben preparata, iniziando dal look.
Hanno speso in fotoritocco la stessa cifra pagata per gli effetti speciali di guerre stellari (perché lei è un vero cesso, diciamolo) operazione necessaria per cercare di dare una faccia ad una ragazza che, da struccata, assomigliava in maniera preoccupante al padre truccato.
Oltre all’immagine poi è stata preparata la parte musicale, confezionando la classica canzoncina carina, con il ritornellino simpatichino, ballabilina e già piena di mix, remix e re-remix del mix che aveva già mixato il mix.
L’ho sentita ieri a radio deejay, ed Albertino alla fine ha commentato “ma come ha fatto la figlia di Osbourne a fare una canzone così carina?”.
Ma è molto semplice caro Albertino, ha ascoltato Fade to Grey dei Visage.
Fatelo anche voi, ascoltate le prime strofe della ex buzzicona:
One word breaks the code of silence,
Silence tells me all I need to know.
One Word,
One Word, tells me everything I need to know
E poi ascoltate quelle dei Visage:
One man on a lonely platform
One case sitting by his side
Two eyes staring cold and silent
Shows fear as he turns to hide
Notate una differenza? Potrebbe essere un giochino della settimana enigmistica, tipo “questi due brani si differenziano per 25 piccoli particolari, scoprite quali”.
Non serve avere orecchio, qui anche Niky Lauda si accorgerebbe del plagio.
Dimenticavo, la soluzione è nella penultima pagina.
