Ridateci i soldi! (REC 2005, festival d’autunno)

Ieri sera, dopo tanto tempo, sono tornato a teatro.
All’interno del festival REC, c’erano alcune rappresentazioni che “sembravano” molto interessanti. Peccato che lo sembrassero e basta.
Il piano per la serata era questo: ore 21, teatro della cavallerizza per i primi due spettacoli: Bugula e, a seguire, Real Madrid. Dopo di che, migrazione di massa al Valli per l’opera di teatro musicale di Giuliano Corti “Lumen 3 Suono Buio Sento”.

Il teatro della Cavallerizza, recentemente ristrutturato, ben si presta agli spettacoli contemporanei, con la sua particolare struttura, fa da corince perfetta per molti progetti, ed alle volte ne esalta l’esecuzione.
Peccato che, in questo caso, l’unica cosa che avrebbe potuto salvare la serata, era un black-out.

Sistemi dinamici altamente instabili – “bugulA”, autobiografia coreografica di Alessandra Sini e Antonella Sini.
Quali sono stati i traumi infantili che hanno spinto Alessandra Sini a credersi una coreografa? E soprattutto, quali sono stati i traumi che hanno fatto credere ad Antonella Sini di essere una ballerina? Probabilmente gli stessi.
Una scenografia a pannelli bianchi, immagini compiuterizzate (molto banali), palle che rotolano (quelle degli spettatori?), palle che cadono (idem come prima), musica elettronico/industriale, ritmi al limite dell’ossessivo a sottolineare 50 inutili minuti di movimenti spastici e sincopati.
Si arriva alla fine di questa sorta di tortura completamente esausti, senza nessun potere reattivo. Anche gli applausi sono stati molto calmi, eravamo troppo concentrati, tutti intenti ad autocontrollarci per evitare di andare giù e prenderla a sberle.
Premesso che, a me, la base musicale è piaciuta, tutto quello che si voleva esprimere in questo pezzo, lo si riusciva tranquillamente a fare in 5 minuti. Gli altri 45 sono stati inutili.
Mi sono ripetutamente chiesto come mai, una coglionata del genere, è riusita ad approdare al festival REC.
L’unica risposta plausibile è stata che Alessandra Sini è raccomandata da Abbado (infatti sono sui anche i movimenti coreografici del Flauto Magico (DIE ZAUBERFLÖTE).

Pausa per cambio scena ed il pubblico, in massa, ha assaltato la macchinetta del caffè.

MK ESC – “Real Madrid”, progetto sostanzasonora
Visibilmente provati dal primo spettacolo, siamo entrati tutti con fare guardingo e preoccupato. Una volta seduti, ci siamo accorti che molte persone erano andate a casa. Codardi o saggi?

Lo spettacolo è iniziato con un ragazzo di colore, seminudo, faccia scimmiesca e fisico statuario, immobile sulla scena.
Nemmeno il tempo di fare una qualche battuta che subito siamo ripionbati nell’oblio.
Improvvisamente infatti, tutta una serie di rumori striduli e scordinati, sparati da grosse casse ad un volume abbondantemente oltre il fastidio, ha ributtato il pubblico nello sconforto.
Sicuramente, la parte più divertente, era controllare quante persone stavano dormendo. Io ne ho contate almeno 10, poi ho fatto un pisolino anche io. Quando, dopo 5 minuti, ho riaperto gli occhi, i due attori (perchè quelli non si possono definire ballerini) erano ancora immobili sul divano, la musica continuava a dare fastidio, ed il ragazzo di colore continuava a restare immobile.
Tranquillizzato da tutta questa staticità, ho richuso gli occhi e mi sono girato dall’altra parte per poter riposare l’atra natica.
Che cosa avrà voluto dirci il coreografo? Anche leggendo il programma, molte parti restano oscure.
Altri 50 minuti di angoscia e poi, dopo timidi applausi, tutti fuori.

Lumen 3 Suono Buio Sento – opera di teatro musicale di Giuliano Corti e Walter Prati
Non ancora sufficentemente distrutti, abbiamo lasciato velocemente la Cavallerizza e, invece di buttarci in una pizzeria, siamo andati al Teatro Valli per l’ultimo spettacolo della serata.
L’idea era interessante (vecchia come me, però carina).
Quando ci hanno fatto accomodare, anziché mandarci verso la platea, ci hanno fatto seguire un percorso fino ad arrivare sul palco.
Ci hanno fatto accomodare su sedie disposte in cerchio, hanno spento tutte le luci, dopo di che, una suadente voce di donna (qui un campione), variamente effettata, ha iniziato ad accompagnarci verso il terzo abbiocco della serata.
Mentre stavamo al buio, chiedendoci se non era meglio andare a letto, macchine particolari disposte in alto, hanno iniziato a diffondere nell’ambiente tutta una serie di profumi: gelsomino, calendula, rosa ed anche spezie tipo cannella, chiodi di garofano.
L’unico momento interessante è stato, a mio parere, quando si è aperto il sipario. Il teatro Valli è molto bello visto dal palco.
Anche questo spettacolo è durato una cinquantina di minuti.
Alla fine, completamente distrutto, insoddisfatto ed anchilosato dalle scomode sedie, sono andato a fare quello che ho cercato di fare durante tutta la serata, dormire.

 

Una buona sintesi l’ha fatta, alla  fine dello spettacolo, una signora che vedo sempre a tutte le manifestazioni teatrali. Come conclusione ad uno scambio di pareri, tutti negativi, sulla serata, mi ha detto: “E’ dagli anni 60′ che continuano, ciclicamente, a proporre un brutto teatro, nascondendolo dietro al nome di ‘avanguardia’… Hanno anche un po’ rotto i coglioni!".

10 thoughts on “Ridateci i soldi! (REC 2005, festival d’autunno)

  • la signora ha purtroppo ragione! se penso alla biennale teatro di Venezia l’anno scorso! quei polli crudi sputati dai sacchi a pelo!(è una lunga storia).
    ah! stavo x dimenticare: se desidera ancora quelle rarità degli Eighth Wonder mandi 1 e-mail a:
    tessie.tod@gmail.com
    le risponderò a colpi di mp3!
    ; - )

  • Eppure quest’arte irraggiungibile (perchè troppo in alto o perchè troppo in basso) non è prerogativa del teatro. Io il giorno che netrerò in sala operatoria per un varicocele, dovrò dedicare l’intervento a una sfilza di nomei, dal teatro alla pittura, dal cinema alla musica. Mi chiedevo se non dovrei cominciare a fare un corso di brail, almeno nel buio di una sala, davanti a mega pipponi mentali con eiaculazione cerebrale precoce posso sempre leggermi qualche buon libro.

  • io ho smesso di farmi. dopo l’ultima volta, quando siamo andati a vedere l’opera lirica contemporanea, con la cantante che aveva ingoiato una webcam e ci riproponevano sul video le sue interiora. ho detto basta, ed ora vado a vedermi solo Pirandello.

  • Ma Zia Larvy, potevi riconvertire la serata già dopo il primo intervallo e cominciare a molestare i vigili del fuoco o le maschere in servizio al teatro! :DDD

  • per me queste forme di “arte” son solo una solenne presa per il culo (si può dire culo?)

    molto meglio le serate di liscio alla nuova idea di milano

  • Misto, invece sarei davvero curioso di vedere un tuo saggio : - )

    Gattopesce, quando vuoi, per due giri di lisssssio io sono sempre pronto 🙂

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