Il Verissage (Carta Canta)

Ieri sono stato alla presentazione del libro di Marco Luglil’uomo tatuato”.
Ci tengo a precisare che, il fatto che Marco sia un’amico, sia bono e sia incredibilmente ricco, non influirà minimamente sul mio giudizio complessivo.

Appena arrivato davanti alla sua Enoteca, una delle più belle d’Italia, mi sono accorto subito che stavo per prendere parte ad un vero e proprio evento.
Il locale era strapieno, tutti erano molto emozionati e cercavano disperatamente di scambiare due parole con Marco, e poter avere una copia autografata del libro.
Per mascherare quest’ansia crescente, quasi tutti stavano distrattamente a fianco delle tavolate imbandite, mangiando con fare regale gli stuzzichini, ed accompagnando i bocconi con timidi sorsi di vino, soffermandosi però a scegliere quale, tra i tanti tipi proposti. Insomma, sembravano un branco di piranha affamati, all’assalto dell’ultimo brandello di carne.

Per riuscire a prendere una solitaria tartina alla cipolla con aceto balsamico, ho dovuto stendere con una gomitata la voracissima invitata con maglietta lurex argento. Infatti, quell’autentico “buco nero vivente”, continuava a girare da un tavolo all’altro, fagocitando tutto quello che gli capitava a tiro.
Sottrargli l’ultima tartina è stato per me un’autentica dimostrazione di coraggio.

In compenso, dopo avere tanato il cameriere con una mossa di ju jitsu, ho preso finalmente possesso di una boccia di “Nero D’Avola”, grazie alla quale il mio tasso alcoolico ha abbondantemente superato quello di Sue Ellen in una puntata di Dallas.

Quando bevo molto, tra i tanti sintomi, c’è anche il mio irrefrenabile desiderio di piantare la lingua in bocca a qualsiasi cosa abbia due labbra, e ieri sera molte persone hanno rischiato grosso.
Mi aggiravo per il locale con sguardo spermatozooico, cercando di mantenere un’espressione più sana possibile e pregando di non incontrare un posto di blocco sulla via del ritorno.

La serata è stata piacevole, la compagnia era otti ma, il vino pure.
Ho anche ricevuto una proposta di matrimonio da una sexissima blogger. Abbiamo chiacchierato un po’, e mentre lei mi parlava, io guardavo invidioso i trenta chili di capelli che aveva in testa… un vero schiaffo alla miseria 🙂

Alla fine, dopo mille peripezie, ma soprattutto quando molte delle persone presenti sono andate a casa, anche io ho potuto mettere le mani sul pacco di Marco sull’ambito libro.
Ovviamente ho preteso una dedica personalizzata.
Conserverò gelosamente quelle frasi e le userò subdolamente al momento opportuno.
Carta canta caro Lugli 😉

ps
Inutile dirvi come mi sentivo stamattina.
Non ne avete idea? Allora cliccate qui.

24 risposte a “Il Verissage (Carta Canta)”

  1. Il pacco te l’ho toccato io.
    Considerando che hai sparso la voce su questo blog che si accede allo stesso digitando “Ragazzo Superdotato” sui motori di ricerca, non instillerò il seme del dubbio nei tuoi naviganti e custodirò gelosamente il segreto.
    Potresti per cortesia rammentarmi quali esatte parole hai detto a mia madre (tu ubriaco, lei con coliche intestinali) per congratularti del sottoscritto?
    Ti soaluto con due note:
    1) Non sono ricco. Se lo fossi non farei l’oste che scrive ma lo scrittore che va in osteria.
    2) Quando hai sfidato la mia eterosessualità mettendomi la lingua in bocca, il tuo alito sapeva in effetti di cipolla!

  2. Mandami la foto (anche quella oscena) e la scansione della dedica così che anchio abbia memoria delle promesse fatte.

    Ti adoro.

  3. No scusa, vuoi dire che, non solo ti ho baciato e non me lo ricordo, ma di questo momento magico, l’unica sensazione è stato il sapore di cipolla??? :

  4. Paciugo, maledetto, avrei dovuto riconoscerti! La maglia in lurex era un travestimento!!!
    Ma scusa, il girovita era almeno di 3 metri… cosa nascondevi sotto? Bottiglie di vino? 😀

  5. Marco ti ha baciato in bocca e toccato il pacco e non te ne sei manco accorto? sta cosa da da pensare..in effetti.. e comunque potrei pure essere gelosa!

  6. bastava che mi annusassi… avresti riconosciuto il profumo con cui mi avevi abbondantemente docciato!!!

    il girovita… 😉

  7. Non posseggo nulla di mio.
    Erediterò però. (presto se dici delle cose strane a mia madre…) Quindi sono un buon partito. MI vuoi sposare?

  8. Buongiorno! :)non c’entra nulla. o si dice non centra? boh..l’italiano, questo s_conosciuto. cmq non ho voglia di far nulla. o quasi.. un paio di cosette le farei volentieri. tipo andar a far shopping.
    ( malpensanti! )però… si dice shopping anche se vado dal salumiere? ecco. ora oltre alla voglia di far nulla avrò sta domanda che mi gira per la testa ( ne ha di spazio per muoversi..) ok. armiamoci e partite! Buona giornata a tutti!

  9. Caro Larvotto, se definisci la Bottiglieria “l’enoteca più bella d’Italia” sospetto che tu non debba essere un eminente conoscitore di enoteche; inoltre definendo la presentazione “un vero e proprio evento” nemmeno gli eventi, veri o presunti, devono esserti così congeniali. Ciao.

  10. Caro Rumenigghe, mia nonna diceva sempre: non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace. la bellezza è una sensazione soggettiva. si vede che per Larvotto, la Bottiglieria è l’enoteca più bella che ha visitato. per te no. ma quelle che piacciono a te magari a me fan schifo. tutto questo, mi par lapalissiano, potrei quindi interpretare il tuo scritto come acredine verso qualcuno. o semplice pedanteria. oppure potrebbe essere che tu pensi di essere migliore degli altri, quindi il tuo giudizio è il migliore. Di mio posso dire che anche a me piace l’ambiente della Bottiglieria. Lo trovo caldo, accogliente, riservato, e tranquillo.. insomma, riesce a soddisfare quasi tutti i miei sensi..

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