Don Zaucker? No, Luca Coscioni!

Stavo, molto di controvoglia, tornando al lavoro e quindi cercavo, nascosta nell’etere, una canzone che mi risollevasse il morale.
Quando ho acceso l’autoradio però, anziché un bel groove, ho trovato una voce narrante.
La frequenza era quella di Radio Radicale e stava trasmettendo l’intervento di Luca Coscioni al congresso di Orvieto.
Dopo le prime parole, e prima di capire chi era, ho pensato fosse uno scherzo.
La cosa mi aveva anche strappato un sorriso, quel parlare metallico mi ricordava la voce elettronica di Don Zaucker, il cattivissimo nemico di Daitarn3.
Dopo il primo minuto ho finalmente capito che si trattava di una cosa molto seria.
Il discorso era appena iniziato, ed io sono stato rapito dalle sue parole.
Mi sono profondamente vergognato per lo sfottò che avevo pensato prima.
Alla fine la canzone non l’ho ascoltata, ma le belle parole sono sempre musica per le mie orecchie!

Se sei curioso, il discorso lo trovi qui.
Poi fatti un giro per il suo sito, che merita pure quello…

Luca Coscioni è stato colpito dalla sclerosi laterale amiotrofica. Per parlare utilizza gli occhi, con il loro movimento controlla una tastiera virtuale e compone parole, che vengono successivamente lette da un sintetizzatore vocale… ed io invece sto qui a lamentarmi dei peli superflui 🙁

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5 thoughts on “Don Zaucker? No, Luca Coscioni!”

  1. cattivissimo, ma non posso…
    hai mai acquistato il vernacoliere degli ultimi tempi fa, dove don zaucker compariva in fumetto&abito talare…?
    oops

  2. Dopo aver letto questo post sono andato sul sito e ho letto un po’ di storie. Mi ha colpito quella di un bel ragazzo, ormai legato al respiratore, che ci ricorda come poter fare un giro in bicicletta per noi sia scontato e possibile. Per lui no.
    Due anni fa sono dovuto andare a fare un compromesso in un ospedale della collina torinese, dove ci sono persone che fanno riabilitazione dopo traumi alla colonna vertebrale. Mi ha colpito che fossero per lo piu’ giovanissimi (e manco a dirlo mediamente bonazzi)… tutti sulla sedia a rotelle. E ridevano e scherzavano al primo sole di marzo.
    E io mi sono immensamente vergognato dei miei tanti musi lunghi.

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