La tribù del Bobongo

Ieri sera, sul canale 403 di Sky, c’era un interessante documentario sulla tribù del Bobongo.

Un ex marine americano, pieno di spirito di avventura, ha vissuto per un periodo nello sperduto villaggio, ne ha studiato le abitudini, ed ha fatto di tutto per cercare di essere uno di loro.

Il percorso non è stato facile, le condizioni di vita erano estreme.

Ma quello che ha colpito la mia attenzione, è stato un momento quasi alla fine del servizio.

Come gesto di accettazione, gli uomini della tribù hanno fatto seguire all’ex marine (di cui non ricordo il nome), il loro rituale di purificazione che, in breve, è una sorta di delirio indotto.

Gli hanno fatto mangiare in grossa quantità una strana radice, per loro pianta sacra che, in dosi massicce, porta ad avere allucinazioni.

Dopo essere stato imbottito di alcaloidi, è stato trascinato in un ballo sfrenato, strumenti a percussione suonavano ritmi ossessivi, gli uomini della tribù ballavano senza sosta intorno a lui, tra le mani agitavano mazzi di paglia infuocati che, bruciando nel buio, creavano affascinanti ed ipnotici giochi di luce.

Dopo alcune ore l’ex marine, oramai cotto come un’ossobuco, ha iniziato a rivivere episodi dimenticati del suo passato, a biascicare frasi sconnesse.

Alla fine ciondolava seduto a terra, ed i suoi occhi erano fissi nel nulla.

Non trovate anche voi che, tutto questo antico rituale, assomigli a quello che normalmente succede negli “after” del sabato notte?

Ricordo che, quando ero stato in questa serata, arrivati alle 11 della mattina, le facce dei partecipanti, tra alcool, musica e pasticche, non erano poi molto diverse.

Alla fine, il Bobongo siamo noi…

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13 thoughts on “La tribù del Bobongo”

  1. In fondo non siamo così diversi dai “selvaggi”, ci facciamo forse un po’ di seghe mentali in più. E forse non solo mentali.
    Buona domenica

  2. cioè significa che siamo dei selvaggi anche noi occidentali civilizzati? Questo spiega l’alta perfcentuale di cerebrolesi al governo… non è che per caso c’erano anche Berlusconi e Castelli in quella festa?
    ; - )

  3. E io che ti credevo una ragazza seria, cresciuta ad erbazone fatto in casa, tra i monti di Ligonchio! Dai retta alla Silvana: lascia la via del retto e imbocca la retta via! Altro che LaMessa (in c..o!)

  4. Ti sembra strano quel rituale? Sei mai stato ad una messa cattolica? Ci fanno un sacco di cose strane: il celebrante si veste con la sottana; praticano l’antropofagia mangiando il corpo del loro dio; venerano una cadavere appeso in modo orribile ad una croce; dicono di avere un solo dio e poi venerano una quantità enorme di altri dei che chiamano “santi”, molti dei quali sono raffigurati scorticati, decollati, torturati, ecc…

  5. @Gattònico: sarebbe stato meglio eh? 🙂

    @brokenarts:il “cannibalismo” cattolico è in effetti una questione molto interessante…

  6. Almeno i “selvaggi” lo fanno una sola volta nella vita, non tutti i sabati sera.

    Per quanto riguarda quelli travestiti da vedova, più che antropofagia direi che è teofagia, che è pure peggio..

  7. beh anche fuori dalla famosa discoteca “mascotte” della quale hai parlato tempo fa, la domenica mattina vedevi delle belle scene (a pensarci bene anche al sabato notte non si scherzava) :-O Ma ti ricordi le “rotowash”???

  8. sono assolutamente d’accordo: rave, discoteche e qualsiasi altra forma collettiva e ludica non sono altro che la trasposizione attualizzata di antichi riti catartici. L’uomo si evolve ma i bisogni fondamentali rimangono invariati.

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