Eutanasia di un appartamento

Dieci anni sono tanti, un quarto della mia vita.
E dieci anni è il periodo che io ho vissuto nella casa in zona stazione.

“Buongiorno, sono un tecnico enel…” questo l’inizio della telefonata dove, un ragazzo leggermente balbuziente, mi informava che, per un qualche strano motivo, non riuscivano a togliere la corrente al mio vecchio appartamento “il computer non riesce a collegarsi all’apparecchio, dovremmo venire a fare il lavoro manualmente”.
La mia vecchia casa non voleva morire, non lasciava che uno stupido tecnico la spegnesse, avrei dovuto farlo io.

Sono entrato quindi, per l’ultima volta, in quell’enorme casa vuota.
Di quello che c’era prima non è rimasto nulla, solo i fantasmi dei quadri sui muri.
Ho indugiato un attimo in ogni stanza, sembrava tutto così diverso.
Mi sono diretto verso l’ultima camera, e camminando i miei passi rimbombavano per tutti i centoquaranta metri quadri.
Il suono mi sembrava assordante, facevo fatica a sopportarlo.
Dalla centralina, in fondo alla stanza buia, una luce rossa sembrava fissarmi, mi implorava di non abbassare quella piccola leva nera.
Ed è stato come se, quella piccola luce, iniziasse ad elencarmi tutto quello che la casa aveva fatto per me.

Mi ha urlato i nomi di tutti quelli che sono stati tra quelle mura, riportando alla mia mente ogni singola emozione.
Tutte le persone che ho amato, quelle che mi hanno amato, le bugie, i compromessi, le notti di sesso, le urla, le risate, le sorprese, le lacrime, i baci, le coccole nel letto, le cene, la rabbia, l’odio, la luce dai cristalli, i muri arancioni, le mie lucine, il sangue, il sudore… click!

Con un rapido gesto ho staccato la corrente, la luce rossa si è spenta, e la voce che stava gridando ha improvvisamente taciuto.

Prima di uscire, ho dato un bacio a tutte le porte e poi, con un giro di chiave, ho chiuso una serratura che non aprirò mai più.

41 risposte a “Eutanasia di un appartamento”

  1. ogni casa in cui abitiamo è la conchiglia di un pezzo di vita…sono appena tornato da una domenica sera serena, en passant ho sbirciato che si diceva qui..e ho sfiorato questa malinconia.

    La luce si riaccenderà…i bei sogni portano sempre nei posti del cuore.

    Buonanotte.

  2. 140 metri quadri??? sono sconvolto dalle dimensioni! l’ultimo tugurio in cui ho abitato (lontano dai miei) era sì e no sui 30 metri quadri!!! e non ero neppure da solo!!

  3. Che intensità!
    Ti capisco perfettamente anche se mi è capitato una sola volta. Continuavo a pensare cosa ci avrebbero fatto gli altri. Ero geloso.

  4. quando abbiamo lasciato la nostra prima casa (e dire casa è un eufemismo, date le dimensioni) IlSanto ed io ci siamo dati senza pudore ad un pianto straziante; confesso di avere anche ululato di dolore.
    ergo, ti capisco benissimo.

  5. io all’ultima che ho lasciato, dopo 5 anni a luglio, ho toccato i muri l’ho ringraziata e mi sono quasi messo a piangere. Ora ci passo ogni tanto e vedo ragazzini affacciati alla finestra di camera mia…che nostalgia!

  6. il primo addio è stato difficile anche per me, ora invece non vedo l’ora di salutare per sempre la topaia in cui sto.

  7. …io non riuscii a trattenere la lacrimuccia quando dissi addio all’appartamento che avevo affittato nella City! E ci avevo vissuto solo un anno e x di più uno dei peggiori della mia vita!

    Quindi ti capisco! ^^”

    doltino
    PS: Grazie x essere passato dalle mie parti. Il mio temp l’ho fatto io, yep yep! Cmq qua mi piace troppo. Ci torno di sicuro…..

  8. andare via. eutanasia. Non c’e niente di + difficile e necessario. il potere dell’addio cantava qualcuno…

  9. Per quanto mi riguarda non riesco a lasciare nemmeno gli oggetti. Sono un nostalgico cronico, non ti nascondo che leggendo il tuo post ho avuto un po’ di paura, la paura di quando dovrò liberarmi dell’appartamento in affitto che tanto critico.
    Un Bacio

  10. “Eutanasia di un appartamento”, sembra il seguito surrealista di Mare Dentro. Si potrebbe realizzare un corto a riguardo 🙂

  11. quando dovetti abbandonare un appartamento un pò più grande di quello a Firenze causa.. chiamiamoli disguidi familiari, andavo ancora al liceo e decisi di organizzarci un festone mostruoso per capodanno, quando ovviamente era già disabitato. Non ti dico in che condizioni è stato ridotto, però è una liberazione 😉

  12. Visti gli ultimi sviluppi, è meglio così; io ho dei bei ricordi su quella casa, per quel poco che ci sono stato, ma per merito dell’inquilino.

  13. io ho cambiato talmente tante case che certe volte la mattina quando mi sveglio mi capita di non sapere dove mi trovo. A voi capita mai?

  14. i cambiamenti,per quanto dolorosi, sai che a volte sono necessari,abbandonare per poter mantenere i bei ricordi e non farti travolgere dall’odio che provavi per quella casa e ciò che era diventata! concordo con Divina, ERA ORA!(senza contare che io ci ho guadagnato un larvotto in casa : - ) )

  15. E un quarto di vita si è staccato definitivamente dalla tua. Ora, senza zavorra, puoi volare più in alto.

  16. Io ci son stato una volta lì, per poco tempo… e mi era piaciuta… i muri arancioni mi avevano colpito… beh, tanto potrò rivederli (migliori) anche dove abiti adesso assieme ad una fantastica fanciullina! :*
    Bacìn :o)

  17. La mia vita ci sta tutta in tre scatoloni, tutti gli altri oggetti che ho attorno non sono così indispensabili.
    Due scatoloni e mezzo per ricordare ciò che ho fatto, mezzo scatolone per ricordare chi ho incontrato.
    In caso di emergenza mi basta portarmi via mezzo scatolone.

  18. ma che dolce larvotto!!!
    io ormai ogni sei mesi cambio cas e (a parte che nn ne posso piu di traslochi) un po di nostalgia ce l’ho sempre..penso che mi sentirei morto se dovessi lasciare una casa in cui ho vissuto 10anni..
    bisous
    C.Ex.

  19. gli ultimi giorni del trasloco io ho pianto assai!
    anche io ovviamente ho fotografato la casetta vuota

  20. Nonostante quella casa fosse diventato un incubo, il distacco è stato strano…

    Però nella nuova casa c’è il camino 😛

  21. dio mi, mi viene da piangere, sinceramente sono molto triste che hai chiuso definitivamente quella porta. porta che ha fatto parte della mia vita per tutti quei anni. penso che se fossi stato io a dover chiudere la porta mi sarei messo a piangere….dio che ansia, mi vengono in mente tutti i ricordi belli, brutti, le feste, le risate, le cene, i baci e bacetti, insomma tutto. ma la cosa piu brutta e sapere che non solo la casa e stata chiusa definitivamente, ma anche un periodo della mia vita. spero che tutto questo non abbia influenze strane sulle amicizie che ho istaurato in quel periodo. l

  22. Splendido, non ho avuto mai un’esperienza del genere, l’ho vissuta in parte leggendo il post, davvero triste. Ogni casa ha un’anima, diventa parte di noi, fin quando un giorno possiamo solo ricordare momenti.

  23. Bellissimo testo. Segno che i luoghi hanno un’anima, anche se spesso è solo un’amplificazione della nostra.

    Un saluto

    Z.

  24. dovevo ammalarmi e rimanere sola a casa per potermi collegare e veder lo foto della casa che è stata anche mia per un bel pò ….le persone, gli avvenimenti, le crisi e … la mia prima gravidanza… un abbraccio grandissimo

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