La grande domanda

Se eri un bambino negli anni 50, 60 o 70 come hai fatto a sopravvivere ?

Mi è arrivata una mail con in allegato questa domanda, e di seguito tutta una serie di situazioni e di confronti con le situazioni di vita attuali.
Davvero molto bella.
Non so chi l’ha scritta, ho fatto una ricerca in internet e ho visto che molti l’hanno già pubblicata, ma l’autore resta ignoto…

Io ero un bambino negli anni 70, ed aggiungo anche "meno male!".
Anzi, adesso mi faccio una spada incrociando due bastoni, metto il cappellino (che poi mi toglierò appena fuori dalla porta), e corro in giardino a far finta di essere un pirata.
Chi vuole giocare con me?

22 risposte a “La grande domanda”

  1. io, io!!!
    però poi saltiamo con l’elastico e andiamo in bici con le cartoline fissate ai raggi con le mollette!!!

  2. Io sono stato bambino negli anni 80 ma era essattamente la stessa identica cosa. Fai una spada con i legni anche per me, che intanto disegno la mappa del tesoro sbruciacchiando un foglio di carta…. (nostalgia…)

  3. giocavo alle bande in strada con i bambini del quartiere,andavo a scuola da sola in bicicletta e,poco + grande, in giro in autostop…..inpensabile ora per un quindicenne!!! anch’io mi unisco al “meno male” : - )

  4. carina! Anche se alcuni pensierini sono un po’ banali.
    Comunque non so se ti è arrivata pure a te la mail “noi degli anni ’80”. Questa mail ha avuto proprio un successone… è stata addirittura pubblicata su la repubblica affari & finanza, ricamandoci 2 paginoni di articolo.
    Questa che hai postato tu è un po’ sulla falsariga di quella “anni ’80”, infatti ne riprende alcuni contenuti.

    ciao : - )

  5. io sono stato un bambino a metà tra gli anni ’70 e quelli ’80, ma il succo non cambia.
    mi ricordo che facevo diventare un fustino del detersivo della lavatrice (quello rotondo ve lo ricordate?) o una nave dei pirati o un cavallo.
    bacitanti

  6. detto senza scherzo: noi da bambini, nel pieno degli anni ’60, giocavamo in gruppone sui ponti di venezia. il nostro gioco preferito era “nudos”: i bambini si sedevano tipo platea sui gradini di un ponte (quindi nel bel mezzo della strada), le bambine stavano in basso, si toglievano le mutandine e poi ballavano il can-can alzandosi le gonne mentre noi scandivamo in coro “nu-dos nu-dos”. avevamo tutti tra i sette e gli otto anni….

  7. A ben pensarci, gli effetti di quell’educazione così all’aria aperta e poco attenta alle mille insidie del mondo moderno si vedono… o no? Baci

  8. veramente la mia non è stata tanto “all’aria aperta” (tranne che d’estate), però ricordo che avevamo molta più fantasia, rispetto e generalmente ci erano date molte più occasioni per toccare, scoprire, sporcarci, farci male.
    perché, mi dicevano sempre, anche il dolore fa parte della vita.

  9. Anche se ho dieci anni in più di te (nato nel 1978) posso dire anch’io di aver vissuto in quel modo. Non ho avuto tutti i “vizi” e le attenzioni dei ragazzini di oggi. Anche io ero sempre in giro con amici, non avevo videogiochi, sono stato senza cinture e alcune volte in campagna ho viaggiato nel portabagagli aperto!
    Quante volte mi sono “stampato” a terra con i carretti costruiti con gli amici (e naturalmente senza freni!!). Mi ricordo che in estate uscivo al mattino alle 9 e tornavo alla sera alle 19, giocavo al campo di calcio con gli amici fino al tramonto.
    Ora si è esageratamente iperprotettivi nei confronti dei figli e più si va avanti più questi manifesteranno problemi di ogni tipo (come incompatibilità a relazionarsi o coliti ulcerose e morbi di Crohn).
    Qui devo dire (come fanno gli anziani) “si stava meglio quando si stava peggio!!”

  10. chi e’ fuori e’ fuori chi e’ sotto e’ sotto… ma penso che con un paio di virgolette valga ancora adesso.

  11. Mi hai fatto ricordare che quando eravamo piccoli e andavamo con zii e cuginetti all’isola d’Elba, per raggiungere il mare da casa bisognava prendere la macchina ma non ci stavamo tutti nella panda della nonna (eravamo tanti noi bambini), allora finiva sempre che almeno tre di noi venivano sistemati nel bagagliaio e la nonna ci diceva “Mi raccomando adesso dovete fare l’astronave eh!”. Quanto era divertente, facevamo a botte per poter finire nel porta bagagli come tre cadaveri 😀 Roba che a farlo adesso ti sbattono in galera….

  12. ma noi NON siamo sopravvissuti!
    noi siamo delle stelle… niente più e ci guardiamo da lassù!

  13. Bello leggere questi commenti.
    Sembra un po’ “mi ricordo” di Matteo Bianchi, tutto uno smottamento di vecchie emozioni 🙂

  14. che gran confusione… tutte le generazioni stanno facendo propria questa domanda/lettera…addirittura quella degli anni 80 è ridicola… come si fa ad essere nati in quegli anni e aver portato i pantaloni a zampa dei 70? oppure essere riusciti ad ascoltare nick kamen? io sono nato nei ’60 e leggere questo testo mi mette un enorme malinconia… chi appartiene alle generazioni successive(a cominciare da chi non ha mai visto la tv in bianco e nero… e le prove di trasmissioni a colori che duravano un intero pomeriggio), si goda la propria gioventù -per favore- ed eviti di fare il nostalgico, che non è il caso.

  15. Io sono del 59,sono vecchia lo so, e sono sopravvissuta leggendo Il manuale delle Giovani Marmotte e andando a scuola su una 600 guidata da uno spericolato papà che trasportava altri 6 o 7 bambini come me! Adesso si beccherebbe una denuncia assieme ai nostri genitori!Eravamo molto felici ora lo capico infatti vado a piangere un pò……………

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