Ma tu credi a tutto quello che leggi?

Parliamoci seriamente, sul blog si scrivono un sacco di cazzate.
Bisognerebbe non dare troppa credibilità a quello che si legge, o perlomeno attribuire al tutto il valore che si merita, ovvero, quasi zero.

Ad esempio, se vi dovesse capitare di leggere una storia come questa:

Ci sono serate in cui ogni cosa sembra muoversi lentamente, serate in cui nessun programma riesce a catturare la nostra attenzione, serate in cui la musica che vogliamo sentire non è tra i nostri cd, serate in cui diventa difficile accettare il fatto di non avere nessuno a cui dire, anche solo per finta “ti amo”.
Molto spesso mi trovo a ridere di tutti questi miei pensieri. Molto spesso, ma non quella sera.

L’aria nella mia stanza sembrava troppo poca, un senso di soffocamento iniziava ad agitarmi, dovevo uscire.
Non sapendo dove andare, ed essendo anche troppo pigro per pensarci, decisi di fare la prima cosa che mi veniva in mente.
Le strade del centro storico erano deserte, situazione abbastanza plausibile, specialmente se si considera il fatto che erano le 3 di notte di un anonimo mercoledì.
Passeggiavo per i vicoli senza una meta, un silenzio irreale faceva da colonna sonora per i miei pensieri, ed una leggera nebbiolina rendeva il paesaggio molto simile ad una vecchia fotografia.
E’ stato in questo contesto che ho incontrato Matteo.
“Scusa, sai se c’è qualcosa di aperto per mangiare?”
Ricordo che la sua domanda mi ha fatto sorridere, forse per colpa del suo accento romano.
Prima che io potessi dire qualcosa, l’ho visto rabbuiarsi, e poi con voce rassegnata mi ha detto “dalla tua faccia pare di no eh?”.
Sarà stato per il suo sorriso, comunque gli ho risposto serio “a quest’ora è tutto chiuso, ma se vuoi ti faccio un piatto di pasta, abito qui dietro”.
Un’ora dopo eravamo a casa mia, a mangiare una piccantissima pasta, e a ridere come se fossimo amici da sempre.

L’attrazione era stata immediata, ed entrambi, già dopo il primo sguardo, sapevamo quello che volevamo l’uno dall’altro.
Eravamo sul divano, e l’abbondante vino aveva contribuito ad abbassare le difese, e così, mentre lui mi stava raccontando di cosa faceva in città, io continuavo ad avvicinare il mio orecchio alla sua bocca, così vicino che potevo sentire il calore del suo fiato.
Il primo bacio è stato improvviso, ma non inaspettato.
Fare l’amore con lui è stato bellissimo, sembrava conoscesse ogni angolo del mio corpo, la sua bocca cercava il mio sapore, ed io cercavo il suo.
Quando mi sono svegliato, Matteo non c’era più.
In casa ho trovato un biglietto, scritto in fretta ma con un’elegante calligrafia.
Mi chiedeva scusa per la fuga alla chetichella, mi diceva che con me è stato bellissimo, e che non aveva mai provato sensazioni simili.
In poche righe mi diceva quello che non mi aveva detto la sera prima; ovvero che è sposato, che si trovava in città per lavoro, che lui era uscito perché aveva fame ma non sapeva dove andare, che ha un figlio, e soprattutto che per lui l’omosessualità è troppo difficile da accettare.
Non l’ho mai più visto.
Certe volte però, quando sono solo a casa, se chiudo gli occhi, posso ancora sentire il suo odore.

Molto probabilmente la maniera giusta per interpretarla è questa:

L’altra sera avevo voglia di cazzo, era da troppo tempo che non chiavavo, e le mie palle stavano per scoppiare.
Dopo una breve riflessione se farmi una sega oppure uscire, ho optato per la seconda ipotesi.
Sono salito in macchina e mi sono diretto deciso al battuage.
E’ incredibile come, in questi casi, io riesca ad andare subito al sodo.

Volevo concludere in fretta, e quindi ho deciso di non considerare i ragazzetti, la loro assidua ricerca del principe azzurro è estenuante, ed ho escluso anche le vecchie bagiane, non ero nello spirito da badante.
Quello che cercavo si può riassumere così: un cinquantenne, maschio, superdotato.
Matteo, o così mi ha detto di chiamarsi, rispondeva in pieno alle caratteristiche desiderate.

Abbiamo scopato nel retro del suo camion.
Non ci sono state tante parole tra noi, le uniche frasi che mi ha detto sono state “succhiami il cazzo” e poi, dopo alcuni grufolamenti, un bel “sto per sborrare”.
Subito dopo mi ha dato due fazzolettini per pulirmi e poi mi ha detto “devo andare, ciao”.
Sono sceso ancora un poco in confusione, e mi sono diretto a casa.
Eppure, anche da un incontro così fugace, è riuscito a lasciarmi qualcosa di suo… le piattole.

PS
Ogni riferimento a fatti o persone reali, è puramente casuale.

Il disegno l’ho rubato a lui, non c’entra con il post, ma mi piaceva…

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20 thoughts on “Ma tu credi a tutto quello che leggi?”

  1. Sono le due di notte e sto per andare a letto… ho passato una bella serata a parlare con Marco, Pietro, Antonio e Filippo… era tanto che non stavo così bene…

  2. in effetti il post originale mi sembra un po’ troppo romanzato per rispondere al vero.

    magari descrive solo i pensieri che erano venuti in mente al tipo mentre si faceva quella che gli spagnoli chiamano “siega a mucha pasi

  3. Harmony o All Male Studio? trash prolisso da supermercato o mediocre porno casereccio?
    dovendo scegliere: la seconda delle 2 versioni.

  4. sei stato pure buono… probabilmente manco sul camion ma appoggiati da qualche parte con una delle suddette bagiane a guardare smanettandosi…e loro che urlavano “pussa via vecchia”… forse però una dedica su “luglio” del calendario della cabina gliel’ha fatta…

  5. Ammazza come sei dissacrante!!! Ed io che invece credo tutto a quello che leggo! 😉
    Meno male che ci sei tu che mi apri gli occhi!!! :)))

  6. Mah… secondo me tutto è possibile. Uno ha un incontro e poi ci ricama un po’ su. Comunque la situazione sembra un po’ troppo romanzata.

  7. direi che i ricami meglio lasciarli fare agli stilisti, larvotto, come al solito, ci mostra la verità nascosta. e come mai non ci hai infilato qualche delle tue madonna, che ci stavano da dio?

  8. ma il particolare della pasta piccantissima…che genio letterario…e poi uno quando ti parla gli piazzi l’orecchio in bocca? penserà che hai qualche problema di udito.
    (bytheway le tue spillette sono le piu invidiate di bcn, grazie ancora).

  9. Sono un credulone, ma nei limiti 😛
    E poi non hai dimostrato di non crederci, solo di dare un’interpretazione…come dire…un pò diversa? 😀

  10. …verrebbe da dire: “parla come batti” 😉

    (post splendido)

    (ma non è che i racconti fatti dal vivo invece siano sempre così veritieri, anche lì c’è da farci la tara…)

  11. Ehi Larvotto, dopo aver dato un’occhiata al tuo blog, non so come, ma è sorta la seguente domanda: ti sei mai innamorato?

  12. larvotto, mi sa che qualcuno s’e’ offeso… ecco. comunque bravo, un bel pernacchione verso certi blog ridicoli ci voleva proprio!

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