Vi è mai capitato di vedere un eterosessuale al supermercato?
Non sanno fare la spesa, sono impacciati, e si aggirano tra gli scaffali con la lista della spesa.
La tengono bene in vista come se fosse la mappa del tesoro, e prima di mettere il prodotto nel carrello controllano bene che il nome coincida.
Non hanno la più pallida idea di quello che stanno comprando, si limitano ad eseguire gli ordini impartiti dalla “donna”, e che sia la madre o la moglie non è importante.
Le scene più patetiche sono quelle al banco gastronomia.
Aspettano emozionati il proprio turno e poi, leggermente imbarazzati nel ruolo di massaia dicono: “Mi da’ un etto di cotto ‘tal dei tali‘ tagliato sottile”.
Recitano come fosse la poesia dell’asilo, tutto quello che hanno scritto nel foglietto, e basta un niente per farli entrare in confusione.
Ad esempio, se il salumiere chiede “il cotto ‘tal dei tali‘ non ce l’ho, le taglio questo?”, l’eterosessuale inizia a balbettare, non sa cosa rispondere, vaneggia frasi tipo “ehm… non so… mia moglie mi ha detto questo…”, perché lui non sa cosa sta comprando, si limita ad eseguire degli ordini.
E se il commesso prova a venire in suo soccorso dicendogli “guardi, è lo stesso identico prodotto, solo una marca diversa”, la situazione peggiora ulteriormente, perché lo si costringe a prendere una decisione.
Quando li sento con frasi tipo “mia moglie mi ha scritto questo, non vorrei portare a casa qualcosa che non va bene…”, li vorrei prendere a sberle.
Cioè, nemmeno gli avessero proposto di comprare delle cotiche di maiale crude, allora si che, forse, la moglie avrebbe avuto qualcosa da ridire.
E quello sarebbe il sesso forte? Altro che “fallocrazia“, in questi casi si potrebbe dire “vaginocrazia“.

Un discorso a parte lo meritano i single.
Fanno tenerezza, non hanno nessuno che gli dica cosa devono comprare, ed allora cercano di improvvisare.
La spesa media?
Paste surgelate già pronte, precotte e premasticate, buste di insalata già lavate, già tagliate, già dosate, fettine di pollo già panate o, più in generale, qualsiasi cosa che possa essere scaldato velocemente nel microonde.
I più bravi invece si limitano ai sughi già pronti e, dimostrando una buona padronanza della cucina, riescono a preparare la pasta e successivamente mescolarci il condimento, senza sporcare più di sei utensili da cucina tra padelle e pentole.
Per loro il cibo è solo nutrimento, l’importante è che nel frigo ci sia la birra.

A questo punto il mio dubbio è questo: l’uomo ha più bisogno di una compagna oppure di una domestica?