Meno male che sono gay!

Vi è mai capitato di vedere un eterosessuale al supermercato?
Non sanno fare la spesa, sono impacciati, e si aggirano tra gli scaffali con la lista della spesa.
La tengono bene in vista come se fosse la mappa del tesoro, e prima di mettere il prodotto nel carrello controllano bene che il nome coincida.
Non hanno la più pallida idea di quello che stanno comprando, si limitano ad eseguire gli ordini impartiti dalla “donna”, e che sia la madre o la moglie non è importante.
Le scene più patetiche sono quelle al banco gastronomia.
Aspettano emozionati il proprio turno e poi, leggermente imbarazzati nel ruolo di massaia dicono: “Mi da’ un etto di cotto ‘tal dei tali‘ tagliato sottile”.
Recitano come fosse la poesia dell’asilo, tutto quello che hanno scritto nel foglietto, e basta un niente per farli entrare in confusione.
Ad esempio, se il salumiere chiede “il cotto ‘tal dei tali‘ non ce l’ho, le taglio questo?”, l’eterosessuale inizia a balbettare, non sa cosa rispondere, vaneggia frasi tipo “ehm… non so… mia moglie mi ha detto questo…”, perché lui non sa cosa sta comprando, si limita ad eseguire degli ordini.
E se il commesso prova a venire in suo soccorso dicendogli “guardi, è lo stesso identico prodotto, solo una marca diversa”, la situazione peggiora ulteriormente, perché lo si costringe a prendere una decisione.
Quando li sento con frasi tipo “mia moglie mi ha scritto questo, non vorrei portare a casa qualcosa che non va bene…”, li vorrei prendere a sberle.
Cioè, nemmeno gli avessero proposto di comprare delle cotiche di maiale crude, allora si che, forse, la moglie avrebbe avuto qualcosa da ridire.
E quello sarebbe il sesso forte? Altro che “fallocrazia“, in questi casi si potrebbe dire “vaginocrazia“.

Un discorso a parte lo meritano i single.
Fanno tenerezza, non hanno nessuno che gli dica cosa devono comprare, ed allora cercano di improvvisare.
La spesa media?
Paste surgelate già pronte, precotte e premasticate, buste di insalata già lavate, già tagliate, già dosate, fettine di pollo già panate o, più in generale, qualsiasi cosa che possa essere scaldato velocemente nel microonde.
I più bravi invece si limitano ai sughi già pronti e, dimostrando una buona padronanza della cucina, riescono a preparare la pasta e successivamente mescolarci il condimento, senza sporcare più di sei utensili da cucina tra padelle e pentole.
Per loro il cibo è solo nutrimento, l’importante è che nel frigo ci sia la birra.

A questo punto il mio dubbio è questo: l’uomo ha più bisogno di una compagna oppure di una domestica?

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15 thoughts on “Meno male che sono gay!”

  1. …Praticamente hai descritto me al supermercato, soprattutto nel momento “Mi fa tot etti del prosciutto tal dei tali tagliato sottile”. E’ la mia frase preconfezionata al banco salumi, e se il salumiere mi sconvolge un solo elemento, potrebbe essere la fine… Vorrà dire che sono etero?

  2. eheheeh io che vivo da solo mi faccio pure la lista altrimenti mi scordo quel che devo comprare.
    Soccia se mi scordo
    šŸ˜‰

  3. se le cose stanno cosi’, io sono un superfigo: da single, quando faccio la pasta, preparo tutto nel microonde e cuocio tutto in una pirofila in vetro. dico tutto: la pasta, i condimenti, il sugo, etc.etc.

  4. hanno bisogno di una lobotomia almeno hanno una scusa valida. C’è anche chi ha la moglie che prepara la borsa per la palestra/calcetto…

  5. io adoro improvvisare…mi faccio sedurre dalle confezioni…e poi arrivo alla cassa e ho almeno metà delle cose che sono inutili… ma al supermercato io mi diverto e STO BENE

  6. L’uomo etero che va al super da solo è ancora più insopportabile quando ce l’hai davanti nella coda alla cassa. E’ lento… e poi non sa mai riempire i sacchetti nel modo migliore… poi a metà si interrompe perchè deve andare a pagare… nel frattempo la commessa ha già cominciato a far ‘scorrere’ la mia spesa… ed io devo passare… ma lui (ed il suo carrello) è ancora in mezzo alle palle, che deve mettere la carta di credito o il resto nel portafoglio. Poi ha anche il coraggio di guardarmi male e di traverso, perchè ha paura che gli porto via la sua roba. Poveretti!

  7. Azz io sono un compendio delle due cose. Mi faccio la lista da solo e me la porto dietro perché sono rinco e rischio di scordarmi alcune cose! E il mio carrello oltre all’insalata già lavata di solito include una sfilza di dolci e cose inutili!!! :)))

    PS: congratulazioni per il lavoro nuovo!!!

  8. o ma sei TERRIBILE!Io sono bravissimo a fare la spesa, sono un salutista (fumi vari a parte), i 4 salti in padella mi schifano, cucino da Dio ed al supermercato mi muovo mevglio di bree van der kamp.
    quindi le cose sono due:
    1 sono quantomeno bisex, ma date le mie frequentazioni le occasioni non mi sono mancate.
    2 se un etero scappa a 17 anni da casa onde evitare l’omicidio della sopracitata bree poi diventa bravissimo in quanto a “ECONOMIA DOMESTICA”
    per inciso, io stiro pure le camicie da dio, se vuoi te lo faccio dire dalla mia migliore amica,detta marverl girl, super lesbica.A Roma,20eeni,le stiravo le camicie(si vestiva alla Giuni) e le preparavo la cena, peccato per il sesso, se no lei sarebbe stato l’uomo della mia vita, ed io una casalinga felice, anche perchè lei, ha fatto ‘n sacco di soldi!

  9. bellissimo! hai fatto il ritratto di mio marito. Non ci tengo a dargli la lista della spesa, ma se non gli dico esplicitamente cosa prendere è capace di tornare a casa solo con un pezzo di pane convinto di aver preso tutto… Non mi arrabbio se prende qualcosa in più o di diverso, so che è alle prime armi e che mammà non gli ha insegnato ad essere autosufficiente-cosa che invece io mi auguro che impari il prima possibile-.
    Comunque la risposta alla tua domanda è: una domestica, che possibilmemte ogni tanto facia sesso con lui senza avere niente da pretendere.

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