Noah’s Ark

Ieri, un giorno come tutti gli altri, anzi forse anche peggiore perché pioveva ed io non sopporto i giorni di pioggia.
Per evitare di essere distrutto dalla noia ho deciso di fare quattro passi e mi sono fermato così in un negozio di musica.

Odio impolverarmi le dita sfogliando quelle confezioni toccate da tutti e, la terribile sensazione che ti porti dietro, di avere le mani sporche.
Ma è troppa la voglia di trovare sempre qualcosa da ascoltare che possa darmi nuove emozioni.
Ero assorto nella mia ricerca quando la suoneria di un cellulare ha catturato la mia attenzione, mi sono voltato ed ho visto, forse, il ragazzo più affascinante di tutta la mia vita.
Alto non più di un metro e settantacinque, moro e con gli occhi neri come la pece.
Era alla cassa che stava pagando.
L’ho osservato in tutti i suoi particolari.
E’ uscito.
Non ho saputo resistere e l’ho seguito; appena fuori ha buttato lo scontrino del suo acquisto, poi è salito su di una macchina bordeaux targata BR 525 AB ed è partito.
Mentre guardavo la macchina che si allontanava, ho fatto una cosa che non avrei mai pensato di fare, ho raccolto lo scontrino da terra.

Desideravo sapere tutto di lui, più di ogni altra persona al mondo, conoscerlo attraverso i suoi ascolti, sempre che il suo acquisto non fosse il regalo per qualcuno o qualcuna. Aveva comprato “I COM” di Miss Kittin, che mi piace da morire, e

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One thought on “Noah’s Ark”

  1. Un disco bellissimo, anche se il primo “La maison de mon Reve” era più spaizzante: chi si aspettava che due sorelle fossero tanto intraprendenti da usare i giocattoli per suonare? Comunque io ho usato una canzone di noah’s Ark come suoneria per il mio secondo cellulare (quello che uso solo per i videogiochi!), è la canzone che le Cocorosie cantano insieme ad Anthony, parla di bellissimi ragazzi con tatuaggi. di navi, di àncore, di lacrime. Dìo che struggente, meno male che non suona mai!

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