
Ieri pomeriggio al lavoro c’è stato un black out.
E’ durato poco, forse meno di un minuto; però a me è sembrato lunghissimo: una manciata di secondi in cui, quasi fossimo tutti automi, ci siamo fermati e siamo rimasti in silenzio.
Soltanto quando un rumore continuo cessa ci si rende conto di quanto sia fastidioso: i motori dei frigoriferi, il ronzio dei neon, il gracchiare delle casse ed il continuo bip bip, il climatizzatore, il girarrosto della macelleria, le ventole dei banchi.
Tac!
Tutto si è fermato ed io me ne stavo immobile, illuminato solo dall’azzurro della luce d’emergenza, a godere di questa improvvisa quiete e quasi mi sembrava di non provare nessun dolore.
Poi, così come se n’era andata, l’elettricità ha ricominciato a correre all’interno dei cavi e, mentre tutto ripartiva, si sentiva un rumore che sembrava il decollo di un’astronave.
E’ stato come risvegliarsi.
Di fronte a me una signora. Continuava a fissarmi. Io le ho sorriso ed ho ripreso a servirla, pensando che, in mezzo a tutto quel rumore, sembrava più lontana.




ecco, ora pensa a quella che era su un tavolo operatorio mentre c’è stato il black out
adoro il silenzio
troppo rumore distrae ed assorda. il rischio è quello di non riuscire più a sentire il sottile ronzare della vita.
@Alex_Vr: Speriamo che l’ospedale sia dotato di generatori autonomi
@liquido: come la canzone dei depeche mode
@iltequila: esattamente
e vogliamo parlare di quanto il silenzio amplifichi anche quella certa carica erotica subliminale che accompagna sempre i black-out?
splendido post!
che carina.. sembra una storia di Marcovaldo ….
Bel post, complimenti!
Siamo persi senza tutte le nostre comodità, siamo troppo abituati ad avere tutti i comforts dell’era moderna, ma prima si viveva meglio o no?
una queite relativa, ma sempre strana.
la verità è che non sappiamo più gestire il silenzio, e il vuoto.
ge
ciao
a lavoro da me succede sempre, anche più volte al giorno. in quei minuti chiudo gli occhi e faccio pilates -.-
Bell’immagine. Io forse mi sarei fatto un po’ prendere dal panico.
Ma con te vicino no…in quel caso avrei più che altro provato a toccarti
@gattopesce: quello non è un blackout, è una dark
@ssynth: grazie chery :*
@megbr:
@max: Oddio, sarebbe a dire “sistavameglioquandosistavapeggio”?
Io non so se farei cambio… diciamo una via di mezzo sarebbe l’ideale
@ge: vero! quell’assurdo bisogno di dover dire qualcosa a tutti i costi
@checchesenedica: ciao
@ste: scusa, ma quanto durano?
@neroinchiostro: sei un birichino
quanta poesia in questo post, larvotto caso. peccato che ti conosciamo e sappiamo bene che in quei due minuti di buio sei andato a toccare di nascosto gli zebedei all’elettricista spacciandoti per una cassiera.
Ivo, la pianti di sp*****armi? Guarda che non ti confido più niente!