Ed improvvisamente (buio) il rumore dell

Ieri pomeriggio al lavoro c’è stato un black out.
E’ durato poco, forse meno di un minuto; però a me è sembrato lunghissimo: una manciata di secondi in cui, quasi fossimo tutti automi, ci siamo fermati e siamo rimasti in silenzio.
Soltanto quando un rumore continuo cessa ci si rende conto di quanto sia fastidioso: i motori dei frigoriferi, il ronzio dei neon, il gracchiare delle casse ed il continuo bip bip, il climatizzatore, il girarrosto della macelleria, le ventole dei banchi.
Tac!
Tutto si è fermato ed io me ne stavo immobile, illuminato solo dall’azzurro della luce d’emergenza, a godere di questa improvvisa quiete e quasi mi sembrava di non provare nessun dolore.
Poi, così come se n’era andata, l’elettricità ha ricominciato a correre all’interno dei cavi e, mentre tutto ripartiva, si sentiva un rumore che sembrava il decollo di un’astronave.
E’ stato come risvegliarsi.
Di fronte a me una signora. Continuava a fissarmi. Io le ho sorriso ed ho ripreso a servirla,  pensando che, in mezzo a tutto quel rumore, sembrava più lontana.

Published by

Have thoughts to share?

Write your response

15 thoughts on “Ed improvvisamente (buio) il rumore dell”

  1. troppo rumore distrae ed assorda. il rischio è quello di non riuscire più a sentire il sottile ronzare della vita.

  2. @Alex_Vr: Speriamo che l’ospedale sia dotato di generatori autonomi 🙂

    @liquido: come la canzone dei depeche mode

    @iltequila: esattamente 😉

  3. e vogliamo parlare di quanto il silenzio amplifichi anche quella certa carica erotica subliminale che accompagna sempre i black-out? 😉

  4. Bel post, complimenti!
    Siamo persi senza tutte le nostre comodità, siamo troppo abituati ad avere tutti i comforts dell’era moderna, ma prima si viveva meglio o no?

  5. a lavoro da me succede sempre, anche più volte al giorno. in quei minuti chiudo gli occhi e faccio pilates -.-

  6. Bell’immagine. Io forse mi sarei fatto un po’ prendere dal panico.

    Ma con te vicino no…in quel caso avrei più che altro provato a toccarti

  7. @gattopesce: quello non è un blackout, è una dark 😀

    @ssynth: grazie chery :*

    @megbr: 🙂

    @max: Oddio, sarebbe a dire “sistavameglioquandosistavapeggio”?
    Io non so se farei cambio… diciamo una via di mezzo sarebbe l’ideale 🙂

    @ge: vero! quell’assurdo bisogno di dover dire qualcosa a tutti i costi 🙂

    @checchesenedica: ciao 🙂

    @ste: scusa, ma quanto durano? 🙂

    @neroinchiostro: sei un birichino 😀

  8. quanta poesia in questo post, larvotto caso. peccato che ti conosciamo e sappiamo bene che in quei due minuti di buio sei andato a toccare di nascosto gli zebedei all’elettricista spacciandoti per una cassiera.

Comments are closed.