Arrivederci Roma…

Weekend frenetico ma necessario, il mese di dicembre è un incubo noi commessi, tutti impegnati tra panettoni e lucine colorate, ed un momento di svago era quindi d’obbligo.
Un infinito grazie quindi a tutti quelli che, anche involontariamente, hanno fatto diventare i miei due giorni, uno splendido fine settimana.
Ed ora, Signore e Signori, persone e luoghi in rigoroso ordine di apparizione:

Fabiolino ed Edoardo: Ci hanno ospitato, ci hanno pure lasciato il letto e loro hanno dormito sul divano. Mi sentivo un mostro ruba-alcova 🙁

Il ristorante Est! Est! Est!: Ho fatto una scoperta fenomenale, il baccalà fritto. Cioè, già lo conoscevo, però quello “alla reggiana”, che è molto diverso, e così, alla fine, preso dalla golosità, mi sono scofanato un piatto di roba fritta che faceva paura. Il mio palato era in estasi 😛

– Arthè: Il posto è veramente carino, con quel profumo di spezie che fa perdere la testa. Chiacchiere al profumo di cannella e poi, anziché dolcetti, la proprietaria ci ha offerto un bel piatto di formaggio fritto, perfetto come piatto della buonanotte. Meno male che ho sempre con me il maalox 🙂

Daniele: Il mio sms è stato tipo “Ciao, io sono capitato in quel di Roma, se ci sei batti un colpo”, il suo di risposta invece è stato questo “Ciao! Ho ricevuto ora il tuo messaggio. Sono a fare trekking nella Patagonia argentina! Sto vedendo dei posti bellissimi e spero di poterti mostrare presto qualche foto! Baci!”. No dico, trekking in patagonia? Io la cosa più avventurosa che ho fatto, direi sono stati i saldi alla Rinascente di Milano 😀

– La pioggia: Correre sotto l’acqua cercando di evitare le buche più profonde e poi, bagnati come pulcini, ritrovarsi a discutere per colpa di quattro lettere dette male, anche se, proprio grazie a quelle quattro lettere, ne ho dette cinque che mi hanno bruciato la bocca.

– Le vie del centro: Alla fine non ho fatto nulla, n’è mostre e nemmeno musei, ho solo camminato per una città che riscopro ogni volta, una città caotica, con angoli così belli da togliere il fiato, e piena di quella magia che non so davvero spiegare.

– La Villetta: Un ristorante che sembra il tempio dedicato alla squadra della Roma. Ma vi immaginate se qualcuno, per sbaglio, ci porta i tifosi della Lazio subito dopo una partita in cui sono usciti perdenti? Come dite? E’ successo veramente? Ma pensa… 😀

Dolcelula: Quasi non lo riconoscevo tanto è diventato maschio. Quando mi è venuto incontro al coming out, tutto rasato, la barbaccia grattugina ed una giacca da virilone,  per un attimo ho avuto paura, pensavo fosse un qualche malintenzionato che mi voleva picchiare 🙂

Andrew: Finalmente sono riuscito a conoscerlo, è uno scricciolo di uomo (estremamente eclettico), con due occhioni che sembrano caramelle, da quanto sono dolci 🙂

Tr3: Ho scoperto che questo ragazzo, peraltro di gradevolissimo aspetto (dicesi anche “gnocco”), abita al mare… no dico, il mare! Cioè, lui se si affaccia vede le onde, mentre io invece non vedo un cazzo perché c’è sempre la nebbia. Fa la sua differenza eh? 🙁

Zona Sedna: Mi ha quasi accecato con il suo anello: una fede fiammante, alla faccia di Monsignor D’Alema e di tutti quelli che credono i gay peccatori sub-umani.

– L’obitorio: Un ristorante che deve il soprannome ai tavoli in marmo o, molto più probabilmente, all’aspetto del cameriere con gli occhiali antiproiettile. Ed al proposito dell’obitorio, voi lo sapete cosa sono i supplì al telefono?  

– Il figlio di Bruce Lee: All’uscita del ristorante ci si è parato davanti un ragazzino, direi uno zingaro, alto due spanne che, con aria spavalda esclama “chi vuole combattere con me?” e poi con uno scatto si mette in posizione Kill Bill. Noi abbiamo subito afferrato le borsette, pronti alla difesa, ma quello se n’è andato, forse terrorizzato dalla maschia prestanza fisica di Dolcelula.

– La cinese alla stazione di Bologna: Una volta che voglio fare il galante, subito succede il disastro. Questa signora che doveva scendere teneva in mano un valigione enorme. Io subito cerco di fare il brillante e, dopo aver afferrato saldamente il manico esclamo “ci penso io, lasci che l’aiuti”. tiro con forza e tac! Mi resta il manico in mano. Lei mi guarda con aria furibonda ed io, in evidente imbarazzo, gli metto in mano quello che resta della maniglia e salendo a testa china gli dico “chissà, forse si aggiusta”.

– Il punk dal cuore tenero: Insieme a me a Bologna è salito un ragazzo, ad occhio non più di 20 anni, con indosso un tripudio di borchie ed i capelli tutti lavorati che sembravano la cartella colori pantone; praticamente era un residuato dei primi anni ottanta, messo in cella frigo e scongelato recentemente… Si siede vicino a me ed inizia ad armeggiare con l’ipod. Quasi mi affogavo quando ho visto che canzone stava ascoltando “Con un poco di zucchero – Mary Poppins”. Ma che paciocchino romantico eh? 😀

Insomma, grazie davvero a tutti quelli che hanno partecipato.
Sipario.
Applausi.

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14 thoughts on “Arrivederci Roma…”

  1. dicembre x i commessi lho provato anche io sulla mia pelle: allucinante!
    il baccalà fritto è tipico delle cene natalizie giù a napoli, però non mi piace: bleah!
    il maalox è un toccasana…
    trekking in patagonia manco morto, battere un colpo invce sì sempre!
    il figlio di bruce lee è un quadretto a parte, mi manca però l’immaginetta di dolcelula:/
    salito a bologna? ma allora siam vicini di casa!! eheh

  2. Beato te che sei stato illuminato dalla presenza maschia di Dolcelula e di quella di tutti gli altri blogger, magari meno maschi ma tutti simpatici (li conosco solo tramite i commenti e i loro blog!).
    Anzi, sento già fin qui che Dolce ha reso più maschio anche te! E non è poco!! …!
    FGT

  3. Quella maschiona della Dolce…core de sta città! 😀

    Zì…m’ha fatto veramente tanto piacere riuscire finalmente a conoscerti!
    Scusa ancora per il coma dell’ultima sera, contavo sul serio di finire prima e riuscire a passare a salutarvi…:

    E grazie per le splendide parole :*

    P.S. Non ho capito se la domanda sui supplì è retorica, ma visto le belle guide che avevate credo proprio di sì…

    Comunque, per gli altri, il “Supplì al telefono” lo chiamavano così per via della mozzarella che fiiiiiiiiiiiiiiiiila come il filo di un lunghissimo telfono, appunto…
    Qyuesta denominazione mi ha sempre fatto ridere in effetti…

  4. Caro larvy, leggerti per me è sempre un piacere! Sei molto dolce e pacato nele tue descrizioni… sono ottime doti per arrivare nel cuore delle persone. Dovresti scrivere un libro perchè hai fatto trascorrere anche a me la vacanza. Un bacio.

  5. Vabbè, ha già detto tutto mutandapazza al posto mio.. Io Roma non sono ancora riuscito a vederla con calma, solo di corsa in gita (scolastica, e allora sei sotto l’occhio dei prof, oppure con i ragazzi del circolo, e allora sei te a doverli tenere sott’occhio)spero di rimediare presto.. Baci

  6. @FGT: urge una tua gita a Roma cosi’ potrai assaporare anche te la maschia possenza di dolcelula e i suppli’ al telefono dell’Obbitorio!

    @larvotto: oddio me l’ero gia’ scordato il figlio di bruce lee, meno male che ci sei tu! : - D

  7. Uffi, sei sempre in giro …ma a Firenze non vieni mai??? Questo è un invito ufficiale. Per esempio per il week end 4-6 gennaio così potresti venire anche per la festa alla Flog.

  8. @ Massimo: No guarda, proprio ‘un se ne parla!
    Figurati se il 6 gennaio il Larvotto non ti tira fuori una delle sue sottane più usate e non salta sulla sua scopa!
    Ne ha troppi da accontentare!
    FGT

  9. e io non vedo l’ora di venire nella nebbia a cercare la citta’ che non c’e’.

    e a mangiare i tortellini in brodo…. slurp slurp slurp!!!!

  10. Ciao Stellina,
    come sempre è stato un piacere avervi ospiti. Mi dispiace solo di non aver avuto tanto tempo libero per stare insieme. Un abbraccio.
    PS. confermo: la dolcelula era davvero maschia!

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