Paolo Poli

paolo-poli.jpgErano molti anni che non vedevo uno spettacolo di Paolo Poli, l’ultimo è stato “Jacques il fatalista” di Denis Diderot, e lo ricordo esilarante.
Ieri sera, insieme ad alcuni amici, sono andato a vedere il suo nuovo lavoro “Sei brillanti giornaliste del novecento”.
Sincero?
Mi è piaciuto a metà.
La prima parte, escluso alcuni momenti, è quella che ho trovato “meno riuscita”, mentre la seconda mi ha deliziato, e non poco.
Il testo che mi è piaciuto di più è quello tratto da “Adagio un poco mosso” di Elena Gianini Belotti.
La sua interpretazione di Teresa è stata bellissima.

A vederlo saltare da una parte all’altra del palco, sempre con quella sua voce che passa da toni avvolgenti a gridolini squillanti, si fa veramente fatica a credere che sia nato nel 1929.
Certo un discorso come questo non si potrebbe fare a Lui che, quasi sicuramente, risponderebbe con “Come si permette? Non ci si rivolge così ad una povera diva a una signora agée che oramai le banane riesce solo a mangiarle per bocca!”.

Ma in fondo mi piace per questo, il suo essere sempre sopra alle righe con incredibile signorilità ed intelligenza, anche quando se ne esce con frasi poco condivisibili come il suo giudizio su omosessuali e gay pride, oppure come quando, da vero affabulatore bricconcello, attacca bottoni micidiali ai vigili del fuoco presenti in teatro 🙂
In fondo Lui, alla sua maniera ed in tempi diversi, un personalissimo pride lo ha fatto autonomamente.
Non credo esista un altro artista così.

Chiudo questo post con un piccolo saluto.
Volevo ringraziare la misteriosa Marisa, che, poco prima dell’inizio spettacolo, si è avvicinata sorridendo e mi ha detto: “ciao, leggo sempre il tuo blog”.
Io sono diventato tutto rosso.
E’ strano conoscere persone che, in un certo senso, sanno tutto di te.

Beh, amici, sono soddisfazioni 🙂

14 thoughts on “Paolo Poli

  • Poli e’ sempre un grande, con le sue esagerazioni e con i suoi costumi demodèe alcune volte. L’ho visto qualche mese fa da Fazio e a livello di battute, da’ dei punti ad alcuni giovani di oggi, senza usare volgarita’….
    Bacini bacini
    Pietro

  • Ciao Larvotto…eccomi qui, mi paleso e mi dichiaro ufficialmente la prima fanlive del tuo blog! 😀 Avevo mandato il link del post relativo al maghetto ignudo, ad una mia collega, le ho parlato di te e le avevo detto che mi sarebbe piaciuto incontrarti per dirti di persona che ti leggo tutti i giorni. Quando, mentre ero in fila, mi sono girata e ti ho visto…carrambbbaaaa, non ce l’ho fatta e mi sono avvicinata, con una mega vampatona perchè credo di essere diventata viola, ma come diceva un mio carissimo amico: meglio arrossire che impallidire!
    Per quelli che leggeranno il mio commento: ragà, è trooooppo bellino visto live sto Larvottino! 😀
    Ah…e pure gli amici non erano male!
    Ciao alla prossima…
    Mari
    p.s avresti dovuto vedere il cappottino arancione con pelliccina color marmotta che indossava Paolo Poli quando è andato via…na figata!
    Per lo spettacolo: quoto il tuo giudizio.

  • Il pezzo della Gianini Belotti è davvero bello. E’ giocato tutto sul confine fra ingenuità e profonda consapevolezza, fra dedizione e formalità necessaria.

    La Vingarda è troppo simpatica 🙂

  • @SuperPop: Non ho mai visto quello spettacolo, so che in passato gli ha causato molti problemi… vedrò di procurarmi, se esiste, la registrazione 🙂

    @Pietro: Ho visto anche io quell’intervista, stupendo 🙂

    @Vingarda: Senti, visto che oramai il ghiaccio è rotto, la prossima volta ci spingiamo oltre e prendiamo qualcosa da bere insieme ok? 😀
    Io mi sono innamorato della tua voce 😉

    @IlTequila: Vero 🙂

  • Che meraviglia! Paolo Poli è il mio idolo, ogni due anni vado al Càrcano a vedere il suo spettacolo, una volta mi sono trattenuto fino alla sua uscita dal teatro e mi sono fatto fare l’autografo sulle videocassette di tre suoi spettacoli 🙂
    “Il cuore e il cervello si sà, combinan guai, ma la mano quella non sbaglia mai!” (disse Paolo mentre lanciava una palpatina a un attore in scena)

  • Quando a Venezia esisteva ancora il Teatro del Ridotto (un microteatrino dalla programmazione di qualità ricavato nel salone d’ingresso a pianterreno di un palazzo nobiliare), Paolo Poli era un appuntamento fisso, con almeno uno spettacolo a stagione. Una volta, poco prima della fine dello spettacolo ci fu un’acqua alta notevole che tenne bloccato il pubblico in sala fino a tarda notte. Ebbene, il Nostro senza scomporsi, finito il suo spettacolo, aiutò il pubblico a ingannare l’attesa forzata raccontando a ruota libera storielle, aneddoti, barzellette piccanti (sempre in modo non volgare) fino a quando la marea consentì a tutti di uscire. Un mito.

  • Posso assolutamente confermare che la mia amica è diventata rossa come un peperone (rosso, ovviamente). E’ stato molto divertente.

    ps: Ringrazio Vingarda per il complimento! 🙂

  • Ho visto anche io lo spettacolo a Roma.
    Il mio giudizio è simile a quello espresso per tutti gli ultimi spettacoli di Paolo Paoli: lui è sempre grandissimo ma sembra che la costruzione degli spettacoli sia inesorabilmente sempre la stessa, con monologhi ben recitati, canzoncine improbabili riprese dagli angoli più ascosti del passato remoto e graffiate come solo lui sa fare, siparietti con balletti francamente spesso inutili eseguiti dal codazzo di “giovin artisti” di cui si circonda, scenografie sempre interessanti “Luzzati style”…
    Anche questo spettacolo non fa eccezione… E’ sempre Paolo Poli, ma forse mi piacerebbe ogni tanto una ventata di novità anche nell’impostazione dello spettacolo stesso.
    Chissà se Paolo Poli fosse riscoperto come attore drammatico, o se potesse scendere una volta nei territori del crudelmente vero e non del consueto (seppur divertentissimo) “grotesque”?

  • Ciao a tutti! Sono una editor di passaggio e mi permetto di unirmi al coro di lodi per Paolo Poli: innanzitutto, anch’io concordo sul giudizio sullo spettacolo: meglio la seconda parte della prima. La prima è davvero troppo deprimente, a volte persino morbosa (penso al padre che strangola i suoi figli, alla canzoncina sull’ostessa che ha ucciso la figlia dandola poi in pasto agli avventori) priva della consueta (e memorabile!) leggerezza del nostro il quale, quando ha composto questo spettacolo, aveva appena perso Ida Omboni, collaboratrice ed amica da una vita, quindi non era molto in vena di gogliardate e frizzi e lazzi. Tuttavia, ad un colosso come lui si può perdonare questo ed altro, persino la scena di attori, come dire?, di scarso talento? (non infieriamo!). Godibilissimo il bis con ‘seguendo la flotta’ di Arbasino. Se poi uno volesse tagliare i colletti, vi consiglio di visitare il my space di Andrea Farri, il suo nipotino preferito, figlio della sorella Lucia. Leggete il profilo di Andrea e constaterete che il genio, a volte, salta una generazione!

  • Bobet concordo pienamente su tutto quello che hai scritto!
    Sono una generazione di Artisti (con la A maiuscola).
    Ho conosciuto (e visto esibirsi dal vivo) tutti e 3 e posso confermare che sono persone meravigliose… Viva Paolo, Lucia ed Andrea!

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