Sono vivo. E vegeto (Proud to be lazy)

E’ stato un frizzante fine settimana pieno di sorprese.
Giovedì ho vissuto un momento cinematografico quando, grazie a delle interessantissime lezioni di pronto soccorso ho, con tempismo e sicurezza, salvato un manichino grazie ad un massaggio cardiaco e respirazione bocca a bocca; adesso, forte di questi insegnamenti, se qualche cliente dovesse sentirsi male in negozio, io sarei in grado di soccorrerlo… dopo però avergli amputato le braccia e le gambe, così da farlo diventare uguale al manichino.

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Venerdì, finalmente, sono tornato a teatro. In cartellone c’era Aterballetto con due coreografie: “Terra” di Mauro Bigonzetti e “Minus 7” di Ohad Naharin… ma di questo parlerò in un post a parte 🙂

Sabato è stato all’ultimo respiro. Ho iniziato alle 6 con la cottura di pane e pizza, ed ho finito dopo mezzanotte mangiando pizza al compleanno più rumoroso della storia.
Parlare con la persona che mi era a fianco era impossibile, ho quindi continuato a bere e mangiare fino a che la mia faccia non è precipitata nel piatto della torta.
A quel punto ho pensato che era meglio andare a letto.

Sono arrivato a domenica completamente distrutto, ed ho deciso che sarebbe stata all’insegna del dolce far niente: ho dormito fino a mezzogiorno, pranzo con alcuni amici e poi di corsa dentro alla mia tuta da casa (da ginnastica avrebbe dato un’idea troppo dinamica), tuta che, grazie ad una improvvisa settimana di ferie, mi toglierò molto probabilmente lunedì prossimo.

7 risposte a “Sono vivo. E vegeto (Proud to be lazy)”

  1. bastardo…….. e ce lo vieni pure a dire….. io avro’ una settimana datachicardia e pressione terrificantee….. gia’ guardo l’orologio e sento sullea spalla ansimare sempre piu’ l’arrivo del lunedi’…..

  2. Bravo caro, riposati e rilassati… che a una certa età i tempi di recupero si allungano sempre di più… hihihi
    Scherzo! 😉

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