La gita a Parigi (Epilogo)

Che dire ancora di Parigi?
Sono rimasto troppo poco per poterne parlare e dare consigli, però quello che ho visto mi è piaciuto, tanto, e conto di tornarci quanto prima.

Di Parigi mi è piaciuta la sua (apparente) calma, con quell’insieme di quartieri in cui il tempo sembra non essere passato
Mi sono piaciuti i piccoli locali sempre pieni di gente, tutti rilassati a chiacchierare… immagine ben lontana dalle rumorose calche di persone all’esterno degli happy hour nelle nostre città, greggi umani che se ne stanno ammassati all’esterno e dove una sana chiacchierata è quasi impossibile.
Mi sono piaciuti i negozi di fiori, i tanti parchi dove i cani non possono entrare e dove è bello fermarsi a mangiare una baguette comprata in una delle tante boulangerie che si trovano ad ogni angolo.
Mi è piaciuta l’orangina, che è molto più buona della fanta.
Mi è piaciuta taaaantissssssimo la crêpe alla nutella che ho comprato da un’ambulante all’uscita della metro in Saint Germain. Roba da prendere lui ed il suo baracchino e portarlo in Italia!
Mi è piaciuta la serata al locale “Zero de Conduite”, un locale dove si bevono solo cocktail, rigorosamente serviti in biberon!
Di Parigi mi sono piaciuti i (tanti) bei ragazzi che si vedevano in giro per la città, tutti in jeans e maglietta (no dico, ma solo da noi ci sono quei casi umani fan della griffe, deturparti da estetiste creative, e che sfoggiano pettinate post-atomiche pericolosamente simili a quella detta “a schiaffo” della Pina Fantozzi?)
Di Parigi mi è piaciuto il Louvre che abbiamo trovato chiuso martedì, così siamo potuti rimanere in giro a godere della bella giornata di sole (perché io sono uno scoreggione e della gioconda non me ne fregava un cazzo).

Questa vacanza però mi ha lasciato con un grande quesito, lo stesso quesito che da tantissimi anni toglie il sonno a chiunque provi a dare risposta, il quesito che ognuno di noi almeno una volta si è trovato ad affrontare: Ma come cazzo ci si pulisce il culo senza il bidet?
Me lo sono chiesto quando sono stato in America, quando sono stato in Inghilterra, quando sono stato in Spagna, in Germania, e me lo sono chiesto anche stavolta quando, dopo aver dato ampia soddisfazione alla Marcuzzi, me ne stavo in bilico sulla vasca con la doccetta in mano, cercando di non cadere dentro.
Ed a tutti quelli che stanno per dire “fazzolettini umidificati“, auguro con tutto il cuore di non trovarsi  mai in una situazione come quella capitata a me qualche anno fa.
Preferisco non scendere in particolari, solo il ricordo di quel ragazzo inglese cambia l’umore della mia giornata… in peggio 🙂

Insomma, è stato un viaggio improvvisato, vivevo alla giornata e gironzolavo la città senza cercare nulla.
La prossima volta però mi preparo un qualche appunto, e provo a mettere insieme i suggerimenti di chi ci è già stato.
Anzi, perché non fare di questo post una sorta di bacheca dei consigli?
Per adesso trascrivo quelli che già mi erano stati passati, ma chiunque volesse contribuire sarà bene accetto e, se esce una lista ghiotta, trasformo il tutto in una pagina fissa 🙂

Wondercozza: “Vai da Sapporro, 1bis rue Daunou métro Opéra e mangi per 10 € come un re”

Jack: “Io consiglio un bar che si chiama zero de conduite, in rue jacobs, poco lontano dalla fermata di st german, ma non svelo niente, diciamo che è un po’ un posto dove si torna bambini!”

Watkin: “Come consiglio segnalo il ristorante Chartier (sì, con l’hacca), giusto all’inizio di Faubourg Montmartre, fermata Grands Boulevards: una specie di trattoria tra specchi Secondo Impero, a prezzi assolutamente turistici. E poi i cassettini in legno tutti allineati, dove nell’Ottocento gli impiegati ministeriali conservavano le proprie posate personali, sono deliziosi.
Altrimenti L’Européenne, davanti alla Gare de Lyon: si spende un po’ di più, ma sono comunque prezzi potabili e per quello che si ha in cambio ne vale davvero la pena!
Per non parlare del sempiterno La brioche dorée: una specie di franchising del buon cibo, si spende come ad un MacDonald’s ma si mangia come in una brasserie; il più comodo è nella piazza dell’Hotel de Ville, ma ce ne sono altri sparsi per la città”

L’anonimo Italiano: “Consiglio vivamente il Cafè Lateral… atmosfera carina e buon cibo. Ups. saran passati 3 anni dall’ ultima volta che ci sono andato però tentare non nuoce…”

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32 thoughts on “La gita a Parigi (Epilogo)”

  1. Si vede che sei una paesana. Fai tanto provincia… Entusiasmarsi per PARIS (nel 2008) fa molto naive. Torna all’affettatrice, luogo a te quanto mai adatto. E subito anche! Maintenant!! SALUMAIA!!!

  2. PS: “Di Parigi mi è piaciuto il Louvre che abbiamo trovato chiuso martedì, così siamo potuti rimanere in giro a godere della bella giornata di sole (perché io sono uno scoreggione e della gioconda non me ne fregava un cazzo).”

    Dio, quanto sei GREZZA!

    No further comment…!!

    Ma si può???

    !!!!!!!!!!!!!!!!!!!ORRORE!!!!!!!!!!!!!!!!!

  3. @La Salama: Ma certo che sono una “paesana scoreggiona”, non mi sembra di averlo mai nascosto.
    Ma senti, visto che tu sei una/o esperta/o, con quali città è ancora concesso entusiasmarsi?

    @Paciugo: Se guardi bene qualche foglia morta la trovi sempre 😀

  4. oh,io l’anno scorso a parigi mi sono entusiasmata anche davanti all’inflazionatissima tour eifelle…che e’ tutto dire…

  5. Constatato che sei capace di alti voli: perchè, dunque, entusiasmarsi per Parigi come una qualsiasi serva che sogna gli abiti e i gioielli della Padrona comprati in Faubourg Saint-Honoré?

    Ma ABBASSO Parigi!

    C’est insupportable!!

    (PS: però dovevi vedere il Louvre almeno solo per “La belle ferroniere” di Leonardo: da sola, vale molto più di tutto il viaggio. E molto più della “Joconde”. Un’esperienza di vita. Pensa a quanto ti dico, quando ne riavrai occasione…)

  6. Premesso che a me il salame piace (valgono i doppi sensi di marcia) e quindi, per la logica del Nebraska Test (ti ricordi quello che compilammo ai tre giorni militari? ecco) mi piace anche il salumaio o la salumaia che dir si voglia, mi sono ricordato con appena 12 ore di ritardo il nome della blogger brava e bella che le suonò al povero Marione sulle questioni di gender: Restodelmondo. E se vuoi anche il suo indirizzo et voila: http://restodelmondo.blogspot.com/

    Io la Francia la conosco poco e niente, così come Parigi. Prima o poi rimedierò, nel mio esilio volontario 🙂 Grazie per ieri!

  7. @sol: io mi sono entusiasimato davanti ad un negozio vintage di fronte al Centre Pompidou 😀

    @La Salama: continui a non proporre alternative, spara una città! 🙂

    @Anellidifumo: Il tuo commento era finito nello spam tra pillole di viagra ed altre aminità 😀
    Eccolo recuperato!
    Grazie a te per ieri, è stata una piacevolizzzima serata.
    ps
    Ho iniziato il libro, presto ti dirò 🙂

  8. ciao cara paesana scoreggiona, sei proprio cretina, ma cosa cazzo vuoi che sia parigi..non e meglio, non so, milano? e molto piu vicina, parlano la tua lingua….forse 😀
    pure a me parigi era piacuta, come mi sono piaciute madrid, barcelona, zaragoza, berlino, colonia, amsterdam…ogni cita ha il suo fascino e ogni popolo il suo perche…
    a proposito di bidet….ma quanto sei stupida, ovvio che in spagna ci sono i bidet, ci sono pure 2 (!!!) nella casa di mia nonna, ormai vecchia come la papessa maledetta, ubicata in un paese di 15 case, fai un po te 😀

  9. ah, dimenticavo, grazie per la lettera che mi hai spedito, mercoledi spedisco il tuo pacco, qui quellle pu***ne della posta chiudono a orari improponibili 🙂

  10. Oddio, ma da dove è venuta fuori questa Salama!? La “Joconde”!??!? Tesoro, direi che più servetta provinciale di così davvero non si possa proprio fare, ci hai spiazzato tutti insieme! E poi via, dichiararsi antifrancese (anzi, “anti-gallica”) ormai è una cosa davvero meritevole di compassione… Auguri.

    Passando a cose frivole.
    Come consiglio segnalo il ristorante Chartier (sì, con l’hacca), giusto all’inizio di Faubourg Montmartre, fermata Grands Boulevards: una specie di trattoria tra specchi Secondo Impero, a prezzi assolutamente turistici. E poi i cassettini in legno tutti allineati, dove nell’Ottocento gli impiegati ministeriali conservavano le proprie posate personali, sono deliziosi.
    Altrimenti L’Européenne, davanti alla Gare de Lyon: si spende un po’ di più, ma sono comunque prezzi potabili e per quello che si ha in cambio ne vale davvero la pena!
    Per non parlare del sempiterno La brioche dorée: una specie di franchising del buon cibo, si spende come ad un MacDonald’s ma si mangia come in una brasserie; il più comodo è nella piazza dell’Hotel de Ville, ma ce ne sono altri sparsi per la città.

    E per quanto riguarda i bei ragazzi in maglietta a profusione… ah, che bei ricordi… *sospiro*

  11. ma quando ti danno della salumaia è perché ti piace il salame?? e vabbè sai che novità, questi arrivano proprio per ultimi come la puzza

  12. Parigi è molto bella, ci sono stata 10 giorni 2 anni fa e mi sono divertita molto e trovata abbastanza bene.
    Quello del bidet è un problema serio, serissimo. Non voglio scendere nemmeno io in particolari, specialmente perchè sono donna.
    Però al Louvre dovevate andare!! Anzi, metodo per non pagare: il venerdì sera e la prima domenica del mese (come molti musei a Parigi) l’ingresso è gratuito!

  13. Caro Larvotto, lascia perdere La Salama. Il repertorio è sempre lo stesso e a me – purtroppo! – tristemente noto. Commenti riciclati in ogni blog, appena si parla di un viaggio.
    Alessandro Morgillo e Simone Ricci, rispettivamente Pharao e LaMarqui del forum di Gay.it così passano il tempo. Non c’è di che meravigliarsi! 😉

  14. Premettendo che quando si viaggia e si fa i turisti
    1: si è sempre in giro a scorrazzare
    2: che durante il ciclo mestruale (sia uominì *(non ridete, è verissimo che in alcuni giorni del mese siete irritanti e irritabili)* che donne) non essendo più un tabù dagli anni 70 si può fare la doccia
    …credo che una bella scartavetrata al divino sedere con un bel chilometrozzo di carta igienica e una bella doccia rifrescante e DEODORANTE si possa fare a fine giornata! D’altra parte se ti cala impellente il braccio di scimmia nel bistrot davanti al louvre che fai?? lo reprimi o lo lasci calare affogandolo in tanta candida carteigenica?? ragazzi…

  15. Watkin on 21 Jun 2008 at 2:18 pm #

    “Passando a cose frivole.
    Come consiglio segnalo il ristorante Chartier (sì, con l’hacca), giusto all’inizio di Faubourg Montmartre, fermata Grands Boulevards: una specie di trattoria tra specchi Secondo Impero, a prezzi assolutamente turistici. E poi i cassettini in legno tutti allineati, dove nell’Ottocento gli impiegati ministeriali conservavano le proprie posate personali, sono deliziosi.
    Altrimenti L’Européenne, davanti alla Gare de Lyon: si spende un po’ di più, ma sono comunque prezzi potabili e per quello che si ha in cambio ne vale davvero la pena!
    Per non parlare del sempiterno La brioche dorée: una specie di franchising del buon cibo, si spende come ad un MacDonald’s ma si mangia come in una brasserie; il più comodo è nella piazza dell’Hotel de Ville, ma ce ne sono altri sparsi per la città.”

    Bello…!

    Così ricco di particolari…!! Postaci le foto di ‘sto viaggione di nozze a Paris del ’62. Quello in cui ti arricciavi la lingua blaterando di croissants nelle brasseries…E les charcuteries? Quelle ammmour…!
    Non dimenticare le foto all’Etoile, completamente ricoperta di piccioni come Tippi Hedren in “Gli uccelli” 😉

  16. Beh, mi entusiasmerei pure io per qualcosa/qualcuno che mi piace e che vedo per la prima volta. Mica si può vivere sotto la cappa frigida dell’understatement ogni attivo della vita schifa che ci capita!
    Larvotto, continua pure a raccontare, anzi, posta qualche bella foto!

  17. Larvotto wrote: “@La Salama: continui a non proporre alternative, spara una città! :-)”

    Reggio Emilia! 🙂

  18. Siccome mi ci sono trasferita e sono mezza francese non posso essere proprio obiettiva, ma per me Parigi è meglio di Londra e di Berlino. Ovviamente molte città italiane sono archittetonicamente più belle ma, come diceva Goethe, purtroppo ci sono gli italiani, e finché non ci sarà uno Stato sociale decente, mi tocca rimanere in un paese civile dove posso curarmi i denti senza dovermi rivolgere agli usurai (anche perché nessun dentista mi farebbe pagare in natura) e dove si trova lavoro semplicemente spedendo curricola.
    Ma perché non sei rimasto per la Fête de la Musique?

  19. Il bidet…il bidet…
    Pensa che quando disegno un appartamento (io che lavoro in zona francofona) e ci metto un bidet dentro di solito mi dicono: “Ma a che serve? Per i piedi?”

  20. capito adesso perché ho chiesto a quella mentecatta che difendeva Marco Carta e che millantava di avere un moroso francese, se gli avesse già spiegato che cosa fosse il bidé e a che cosa serviva? io, nei miei ennemila viaggi a parigi e dintorni, finora ho visto un bidé in due occasioni due: una a casa di un ragazzotto maglietta e jeans appena conosciuto per caso in strada, l’altra in un alberghetto di provincia che aveva il bidé in ogni camera, ma che aveva inequivocabilmente la struttura di un ex-bordello riadattato a pensione low cost. per il resto: niente bidet, loro dicono che si fanno la doccia ma considerando che ho visto molto diffusa l’usanza di fare la pipì e poi saltare a pié pari il lavabo per le abluzioni alle mani, qualche dubbio francamente ce l’ho – o meglio, la faranno senz’altro ma non so se subito “dopo”. quanto a consigli: aspetta che cali la notte poi attraversa la Cour Carré del Louvre: è uno spettacolo assolutamente magico. per mangiare, c’è un posticino nelle vicinanze del Centre Pompidou, dietro alla zona gaya ma non dentro alla zona gaya, deliziosissimo che si chiama “Pan, Vin et Fromage”, un nome un programma 😉

  21. Voglio andare anch’io al locale dove servono i cocktail nel biberon!!! Mi ci porti? E dai! Su! Per favore! Mi ci porti vero? :)))

  22. @La Belle Charcutière
    Io a Parigi ci ho abitato per sei mesi, carissima, il viaggio di nozze lo farò a Venezia come Fantozzi e la Pina.

  23. @Watkin

    la cosa non ti ha sgrezzato, visto che scendevi sulle spiagge del quais con ombrellone e tegliona di alluminio coi manici di ottone, zeppa di pasta al forno e timballo alla materana. Morta de femme!! 😉

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