Italiani brava gente

Non riconosco più il paese dove vivo, specialmente quando leggo storie come quella capitata a Barbara al centro commerciale Carrefour di Assago.

Notizie come queste mi fanno andare il sangue alla testa, soprattutto per l’isopportabile senso di impotenza che ti lasciano dentro.

Ho telefonato al numero verde del Carrefour, ho mandato una mail al servizio clienti e, per quello che mi riguarda, non andrò mai più a fare la spesa in un supermercato della loro catena.

E’ l’unica maniera che ho per mandare un abbraccio a Barbara ed al suo bambino.

Al proposito vi invito a leggere la riflessione di Camu, riflessione che, purtroppo, mi trova quasi completamente daccordo.

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31 thoughts on “Italiani brava gente”

  1. Devo confessarlo, mi dispiace che la riflessione ti trovi d’accordo, perché significa che oramai il senso di rassegnazione ed impotenza nei confronti della parte cattiva del popolo Italiano (che non è più in minoranza, ahimè) che sta prendendo il sopravvento. Qualcuno dice “educherò i miei figli ad essere migliori” ma come faranno ad esserlo quando la scuola, gli amici, la società… gli trasmettono messaggi assolutamente opposti a quelli che gli vorresti insegnare. Non c’è più soluzione.

  2. Come ho già scritto nel Blog di Camu, ho l’impressione che tutti abbiamo paura di fare il primo passo, un po’ come in disco, parte la musica ma finché uno non si lancia gli altri attendono, così ho l’impressione succeda nella società, sono ottimista, ma non voglio credere siano tutti meschini.
    So solo che se avessi assistito alla scena e mio figlio avesse aggiunto, come è accaduto “Oh, mi sa che quello è scemo” io gli avrei mollato un manrovescio e mandato il “fotografo” a cagare… per nn dire altro.

  3. @Falcon: si, io ho pensato anche di peggio

    @ranokkio: credo sia successo lo stesso a chiunque con un minimo sindacale di anima

    @Camu: Beh, se leggi ho scritto “purtroppo”, però il pensiero è quello.
    Un bambino trattato in maniera orribile, nessuno dei presenti (nessuno cazzo) ha il coraggio di reagire, anzi, la trovano pure una cosa divertente; e tutto questo in un paese dove al governo abbiamo truffatori, inquisiti e fascisti, dove i finocchi vanno picchiati, dove la chiesa è diventata la metastasi della laicità, dove le televisioni hanno un solo padrone e dove i programmi sono tutti inguardabili e dove l’unico credo è il calcio.
    Come non sentirsi impotenti?

    @Skymino: ma anche io gli avrei mollato un ceffone, così come avrei urlato “cretino” al fotografo ed al suo assistente, e così come avrei sputato in faccia alla ragazza che ha fatto quel simpatico commento.
    Invece la maggioranza delle persone è stata zitta, anzi, si è messa a ridere.
    E questo dimostra che 20 anni di televisione spazzatura hanno fatto un lavaggio del cervello perfetto.

  4. Ciò che ho letto da Barbara e da Camu è senz’altro molto scoraggiante… sono rimasto senza parole. Comunque penso che sputtanare la società intera non sia la soluzione. Credo che casi come questi debbano essere trattati così come fate voi, cioè, facendogli conoscere perchè è così che poi le persone reagiscono e si rendono conto di com’è semplice fare le cose per bene anzichè agire in maniera sbagliata o, se mi permettete, cafona. Per quanto mi riguarda sono dell’idea che ognuno ha la possibilità di fare che questo sia un posto migliore di quello che è. Io, per fortuna, sono bibliotecario, lavoro in una piccola biblioteca pubblica dove gran parte degli utenti sono persone molto umili, immigranti, gitani (sì sì, anche loro ci vengono a trovare ogni tanto!). Spesso gli immigranti vengono perchè nella loro casa non hanno nulla da fare (mentre da noi possono trovare cd, film, conessione gratuita ad internet, corsi di informatica… tutto gratis, ovvio) e perchè sopratutto se si fanno la tessera della biblioteca appena arrivati in Spagna in un futuro gli può aiutare per avere il permesso di soggiorno in regola. Insomma io nel mio piccolo cerco di fare che tanto loro come chiunque altro entri dalla porta della biblioteca si trovi a suo agio, si trovi in un ambiente accogliente in un ambiente dove non importa se hai il velo, se sei anziano, se capisci il catalano o se hai un livello culturale basso (o spesso nullo), cerchiamo semplicemente (io e i miei colleghi) di creare legami per fare che la società che abita nel nostro quartiere abbia a loro disposizione la possibilità di avere un accesso libero e senza alcun tipo di blocco all’informazione`, perchè l’informazione ci fa liberi. Tutto ciò per dire che ognuno di noi nel proprio lavoro può aiutare a che l’altruismo esista e, magari, contagiarlo anche ad altri. Infatti poi vieni ripagato, un’aneddoto: un po’ di mesi fa ho avuto problemi allo stomaco, è arrivato un utente marocchino che capisce poco lo spagnolo e a stento lo parla e che una volta aiutai con una consulta che mi fece di carattere amministrativo, mi ha chiesto come stava la mia famiglia e come stavo io, gli ho detto che la famiglia stava bene e che io avevo dei dolori di pancia. È andato via dalla biblioteca. Dopo venti minuti mi ha portato delle erbe dal marocco e mi ha spiegato come dovevo fare gli infusi che mi avrebbero tolto i dolori di stomaco. E aveva ragione. E a me questa cosa mi ha emozionato tanto.

  5. Sottoscrivo in pieno l’ultima fase. I “complottisti” in questo caso direbbero che era tutto organizzato, iniziando a tirare fuori la P2 ed il piano di lobotomizzazione del popolo italiano attraverso la televisione e bla bla bla. Io non ci ho mai creduto, ma forse è il caso che io inizi a riconsiderare le mie convinzioni. Ma non solo la tv spazzatura ha colpa: i nostri genitori ci hanno cresciuti in mezzo alla bambagia, viziandoci. Questo ha creato una generazione di gente che non ha responsabilità, che non ha senso civico, che non ha imparato il “valore delle cose” e gli basta una parola per avere 100 euro da spendere il sabato sera. Il problema è molto complesso, ci vorranno generazioni per riparare tutto ciò…

  6. Cito parte del discorso già fatto su Camu:

    Io sono giunto ad una conclusione, e non potendo andarmene, ho deciso di cambiare.
    Cambio pensando con la mia testa, cambio non andando più su un negozio con i falsi sconti, cambio raccogliendo una carta che getta un altro.
    Cambio spegnendo la tv, leggendo libri, non correndo dietro alla tecnologia. Cambio lentamente ed inesorabilmente facendomi forza al mio pensiero positivo.
    Sono pienamente convinto che migliaia di piccoli cambiamenti come il mio possano aiutare.
    Cambio non votandoli, cambio non votando più per colore ma per fatti, cambio non mettendo le persone in schemi rigidi.
    Cambio perché quando avrò un figlio gli insegnerò che la maestra ha ragione, e se mi risponderà male gli arriverà la classica e sana “sberla sul sedere”.
    Cambierò nel mio piccolo le cose perché la generazione di figli che stanno crescendo ora sono figli di genitori “del benessere” e non “della guerra”. Insegnerò a mio figlio una morale e ci sarà una regola di base, massima responsabilità=massima libertà.
    Poi arriverà anche la coscienza sociale, politica e la certezza della pena. Ormai questa gente è marcia, ma prima o poi dovranno lasciare il passo … e quello sarà il momento. Per ora non mi faccio prendere dallo sconforto e vigilo attento

  7. mi hanno risposto via mail (avevo espresso pacatamente quello che pensavo dell’accaduto) boh, risposta di routine ma almeno educata, pare vogliano approfondire…bontà loro.
    baci neh

  8. @Dani: Anche io mi sarei emozionato. Io sono assolutamente convinto che tutto torni indietro, prima o dopo ognuno di noi avrà per quello che da. Tu hai dato, e giustamente hai avuto. Sono queste piccole cose che fanno grande la vita, e basterebbe poco per fare in modo che sia così sempre 🙂

    @Camu: e sai qual è la cosa più terribile? che questa generazione di figli di grandi fratelli, di telefono e vinco milioni, di voglio fare un sacco di soldi stando al telefono per 10 minuti al giorno, di guarda che macchina grande che ho quindi fammi subito un pompino, di vado a puttane e sniffo cocaina quindi sono figo, di vesto solo firmato, di lunedì sera alla discoteca, ecco tutti questi esemplari saranno a loro volta madri e padri. Ci sarà tanto da fare…

    @Jgor: Ok, vinci il premio “commento ottimista della giornata” 🙂
    Hai stra-ragione, come dicevo prima, basta davvero poco per dare il via al cambiamento, ma dobbiamo farlo tutti insieme. Sarà un percorso lungo, molto lungo 🙁

    @popkiller: un bacetto 🙂

    @ranokkio: si, anche a me, l’hanno mandata uguale a tutti quelli che hanno scritto. Spero però non si fermino a questo 🙁

  9. A me fa specie tutto questo fracasso per qualcosa che ben presto lascerà il posto a qualche video divertente di Larvotto.
    Indignarsi part time non serve ad un cazzo, come non serve trascendere tutto quanto. Un bambino ha avuto un evento traumatico, ci sono cose che non si possono evitare, sta alla madre educarlo in maniera tale da poter affrontare simili eventi, e non farlo rinchiudere in una bolla di sapone.
    Larvotto scrive la lettera a Carrefour? E sai che cazzo ottieni..Ora sembra che siamo diventati tutti dei Michael Moore, è diventato tutto politico-televisivo, cosa imparerà un bambino? CHe quando qualcosa non va bene deve correre dal Gabibbo di Striscia la Notizia? E’ questa la nostra risposta di genitori? Ma come facevano quando non c’era la televisione a crescere i bambini?
    Io non mi indigno più di tanto, anzi è stato quasi un bene che al bambino sia successo questo, imparerà a trattare da subito con certi figli di puttana.
    E ricordiamoci che qui in Italia viviamo tutti in cattività, ben consci di essere ostaggi della criminalità prganizzata che ha preso piede in tutti i livelli della società..è normale che la gente impara a farsi i cazzi suoi. Abbiamo tutti paura.
    Volete indignarvi? Andate a Napoli per un mese, uscite la sera, passeggiate per strada e vedete come si vive. Io personalmente non ci metterò più piede.

  10. @ranokkio: dici che aiuta? 🙂

    @simo: Ma certo, tutto questo lascerà il posto ad un video inutile. That’s life.
    Per quanto riguarda la lettera, beh, credo sbagli, e di grosso.
    Se solamente il larvotto scrive la lettera, allora carrefour ci si pulisce il culo, ma se in tanti scrivono la lettera, allora carrefour è obbligato a fare qualcosa, e non c’è bisogno di essere dei Michael Moore oppure di andare dal gabibbo.
    E’ orribile quello che dici, davvero pensi che ci sia bisogno di essere buttati in pasto ai leoni per crescere?
    Davvero riesci a fregartene di tutto quello che ti succede intorno?

    In italia viviamo in mano alla criminalità organizzata per colpa di tutti quelli che, egoisticamente, si fanno beatamente i cazzi loro.

  11. Forza, allora, prendi la spada e vai a combattere, fammi vedere quanto non ti fai i cazzi tuoi.
    Ti reputo una persona intelligente, non fare il qualunquista anche tu..in Italia viviamo in mano alla criminalità organizzata non per colpa dei poveri disgraziati come me e te che si fanno i cazzi loro, ma per ben altri motivi. Perchè la gente che contava qualcosa è stata ammazzata, perchè lo stato non è presente, perchè non siamo ascoltati e tutelati, ma solo derisi.
    Poi non voglio buttare nessuno in pasto ai leoni, ho solo detto che queste cose succedono, e succederanno ancora, se educato in una maniera positiva questo bambino riuscirà a comportarsi come deve, quando e se qualcosa del genere accadrà di nuovo.

  12. io non so se sia stato programmato o se sia venuto fuori da sè, spontaneamente (ma poi volutamente sostenuto, questo sì): ma il lavaggio del cervello e delle coscienze c’è stato eccome e a questo ha portato, purtroppo. l’imbarbarimento che si vede in giro è generale: l’arroganza dei comportamenti, l’indifferenza verso il prossimo, l’insofferenza quando non l’odio verso il “diverso” e il “non omologato” di qualsiasi tipo esso sia, la ricerca del successo/notorietà facili (in fin dei conti, per diventare velina o ministro basta darla via alle persone giuste e il gioco è fatto), il bengodi e il paese dei balocchi come massima meta della propria vita. e se ti comporti da persona civile, secondo i canoni di civiltà di una volta, passi per strano se non per uno di cui diffidare, perché non si pensa più che un gesto di aiuto, di attenzione sia disinteressato.

    e non penso affatto che sia “inutile” far qualcosa, per quanto piccola possa sembrare, su questo concordo con larvotto: non fare niente significa essere “complici” o accettare questo stato di cose. o bisogna, all’italiana, aspettare sempre di essere toccati in prima persona e di viverla sulla propria pelle, l’indifferenza altrui, per dire “non ci sto e faccio quel che posso”?

  13. Esempi tristi e drammatici come questi fanno chiaramente capire che Berlusconi non è la causa, ma l’effetto di un popolo costituito da milioni di piccoli berlusconi (di merda).
    😉

  14. Questo è un messaggio per Simo, molto d’accordo su quello che dici che i bambini vanno educati anche a sopravvivere davanti a esperienze ostili tipo questa qui, ma bisogna tenere in conto che il bambino di cui si parla è autistico per cui la percezione del mondo che ha e la capacità di cognizione è ben diversa da quella che hanno il resto di bambini non autistici quindi il tuo discorso, secondo me, non procede. Poi è semplice dire che la società e la politica italiana sia in mano della criminalità organizzata e così lavarsene le mani, ma allora che si fa? Niente? Ecco perché sono andato via dall’Italia, perché potevo stare in un altro posto dove la gente dopo anni e anni di repressione ha deciso di dire basta e farsi sentire.

  15. Dani, sottoscrivo in pieno quello che dici. Ma non sono d’accordo con la ricetta “spartana” di Simo. Forse nel film 300 ha visto i bambini buttati dalla rupe, e c’è rimasto così impressionato che non riesce a togliersi quell’immagine dalla mente. Non è quella la ricetta: educare a difendersi dal “mondo cattivo” non aiuta, bisogna educarli a costruire anzi un mondo meno cattivo, come diceva Jgor. Ma non è una cosa di cui si prenderà coscienza facilmente… almeno in Italia. E non in tempi brevi. Ed ecco perché persone come Dani e me decidono di fare le valigie. Per vivere in un posto dove la gente si fa sentire, ed il Governo li ascolta. Io adoro la Spagna…

  16. Per fortuna sono convinto che con la violenza non si ottenga nulla, (Anche se pratico sport violenti) al massimo un primo premio o una coppa su una competizione sportiva. La parola e l’azione deve essere la malgama centrale del discorso.
    Careffour se ne frega’ gli mando la mail. Se ne frega? Non mi vede come cliente. Se ne frega? Chiamo un avvocato. Se ne frega? Provo a vedere se ad un giornale può interessare la cosa.

    Insomma far valere i nostri diritti e non lasciarsi andare al “tanto cosi’ fan tutti”

  17. Post sul mio blog.
    Italiani brava gente potrebbe essere un’altro titolo valido!
    Nota come nessun media parla delle tendenze politiche esplicitamente espresse dai due del bar!!
    Ma tutti a dire che non c’è movente razzista!!

    Ucciso a sprangate.

    Quanti ancora ne devono morire?
    Frequento quel bar da cinque anni e in nessun altro bar nella mia vita avevo visto esporre un calendario di quel deficiente di benito mussolini, né tantomeno sentito cantare la classica canzoncina dell’impero (Ma quale impero!!).
    Questo governo continua a permettere alla destra estrema di fare tutto quello che vuole, non mi sorprenderei se la sinistra facesse dei gesti altrettanto estremi e altrettanto stupidi.
    La nostra costituzione e le nostre leggi sono chiare in merito.
    L’Italia è una repubblica antifascista fondata sul lavoro che ripudia la guerra.
    E il fascismo, morto e sepolto, e le sue incomprensibili stronzate non possono essere usate come motivi o scusanti per i propri fini, tantomeno per dar sfogo alle proprie frustrazioni, in strada come allo stadio.

    Non voglio esprimere giudizi sui due che hanno ammazzato un ragazzo di 19 anni con delle spranghe di ferro, non potrei, non conoscevo bene il figlio tantomeno il padre.
    Ma ad un uomo grande e grosso, decisamente forte e conscio della propria forza fisica come lo è il padre, sarebbe bastato dare due scianfoni ad un ragazzo di 19 anni per fargli seriamente del male.

    Ma il pensiero della madre e moglie dei due mi angoscia.
    Piccola e magrissima, ma con un carattere d’acciaio, sarda, fino in fondo.
    Delicata e fragile sotto la scorza, ma capace di lottare sino allo sfinimento per suo figlio.
    Le donne costruiscono e gli uomini distruggono nella letteratura sudamericana, come in “Cento anni di solitudine” o “Gabriela, zucchero e cannella”.
    E’ per lei che oggi sono stupido, incapace di pensare se non al sorriso con cui ogni volta che arrivavo in quel bar lei mi accoglieva.
    Con un po’ di riconoscenza e di stima e un po’ di sfida.
    E so che, anche questa volta, sarà lei a ricostruire tutto.
    E che quando la incontrerò di nuovo mi sorriderà, perché la vita di tante donne è così.
    FGT

  18. @FGT: mi dispiace ma non condivido la tua dissertazione in chiave politica. La politica in questi casi, non è una causa ma un effetto. La causa, lo ripeto, per me è la lobotomizzazione che abbiamo subito dalla televisione negli ultimi 20 anni.

  19. E’ quello che pensavo da un po’ di tempo, il totale disinteresse verso gli altri… se questo fatto o anche una semplice caduta in strada fosse accaduto ai tempi dei nostri genitori ci sarebbero state ben altre reazioni. Adesso persino se tieni la porta aperta di un negozio, per far passare qualcuno, vieni guardato con sospetto…

    Non sopporto però chi si lamenta che “in questa società nessuno ti ascolta” specialmente se è il primo che giustifica il non parlare e il chiudersi nell’individualismo… se non c’è nessuno che parla è logico che si viene ignorati e non ci si può aspettare che tutto cada dal cielo…
    Tornando alla politica, le grandi lotte sui diritti (divorzio, aborto,…) sono state vinte ai tempi dei nostri genitori quando la politica non aveva intenzione di intervenire… la richiesta massiccia ha mosso i palazzi… adesso ci si indigna soltanto.

  20. Io ribadisco un concetto che da tempo fa strada nella mia piccola mente.
    I miei genitori mi hanno dato un’educazione semplice, basilare, rigorosa.
    In soldoni dopo le prime regole: non accettare caramelle dagli sconosciuti, stai composto a tavola, non rispondere ai più grandi, studia siamo arrivati all’epoca dei miei 15 anni alla regola:
    “Massima Libertà, Massima Punizione”.
    Mi spiego, io a 17 anni potevo andarmene in discoteca fino alle 5 di mattina. I miei non battevano ciglio. Ma il sabato DOVEVO andare a scuola e DOVEVO andare bene. STOP. Se una delle due condizioni veniva inattesa, basta alla discoteca ed altri privilegi.

    Mi trovo con bambini allucinanti. Mio cugino di 7 anni viene a tirarmi un calcio perché volevo spegnere la TV di casa mia!!!!!
    Solo che io rispondo e una sberla è volata. Tra un po’ mi manderanno il telefono azzurro.
    Questa estate ho sentito un ragazzino dire a suo padre: “Papà sei scemo?”
    Se avessi detto una cosa del genere, non sarei qua. O quantomeno mi ricorderei ancora la nuvola di schiaffi che mi sarebbe arrivata.
    Il problema è la generazione di 40 figli di genitori non della guerra, ma del benessere.
    Probabilmente è una mia impressione, ma quando mio figlio andrà scuola, le maestre avranno sempre ragione.

  21. CONCORDO CON TE……PER ME IL CARREFOUR HA CHIUSO.
    MA QUEL CHE MI PREOCCUPA E’ L’INIFFERENZA DELLA GENTE CHE C’ERA ATTORNO……PERCHE’ SI SA CHE LA SIMPATIA E LA CORDIALITA’ DEI DIPENDENTI CARREFOUR E’ FAMOSISSIMA………..PARE QUASI CHE IN QUEI MAGAZZINI VENDANO MERDA E QUINDI TI TRATTANO COME UN STRONZO………
    Sergio

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