E tutto il mondo fuori…

La prossima settimana sono in ferie e non avete idea di quanto ne abbia bisogno.
Tutte le corse di questi ultimi mesi mi hanno fatto (quasi) dimenticare cosa vuole dire una giornata in completo relax.
Una di quelle meravigliose giornate che, una volta ogni tanto, ognuno di noi dovrebbe regalarsi, una giornata in cui non si deve guidare, non si deve rispondere al cellulare*, non si deve lavare/stirare/spolverare/cucinare, non si deve pensare per nessun altro all’infuori di noi.

Una mia ipotetica giornata di relax contiene minimo tre (o più) voci elencate in seguito:

– Musica soft
– Un libro
– Il bagno caldo (mamma mia quanto mi manca)
– Cioccolato, cioccolato ed ancora cioccolato
– Divano & coperta
– Tante candele accese
– Meditare
– Le tisane
– Un gatto che si addormenta sulla mia pancia
– Il camino acceso (sniff… Cippo, posso tornare ad abitare a casa tua?)
– I biscotti
– Scrivere
– Provare a riordinare quella vecchia scatola piena di fotografie (tanto non lo faccio mai, ma è bello così)
– Fare tanti sonnellini

E la vostra? 🙂

*Una eccezione la fa il telefono fisso.
Parlare tenendo in mano la buona vecchia cornetta del telefono, casomai sdraiati in una posa da gatto, mi fa tornare bambino.
Ovviamente la telefonata DEVE essere con un amico/amica, deve essere incredibilmente stupida e bisogna ascoltare/confessare un grosso segreto.

L’isola dei famosi

Ieri sera ho guardato l’isola dei famosi, anzi, a dire la verità ho guardato l’ultima mezz’ora dell’isola dei famosi.
Ma davvero ci sono persone a cui quel programma piace?
Io l’ho trovato senza senso, stupido, ed incredibilmente irritante.
Come funziona lo sanno tutti: c’è questo gruppo di cretini che sta sull’isola, mangia noci di cocco e, particolare per me assurdo, vive con dei cameraman che continuamente li riprendono.
Praticamente ne vedi due seduti che confabulano, si raccontano segreti a bassa voce e poi pensi “ma cazzo, hanno uno ad un metro da loro con la telecamera in mano!”.

Poi urlano, fanno dele discussioni che sembrano all’asilo, e dallo studio quel catafalco di Simona Ventura insieme a quello che resta di Mara Venier ed a Luca Giurato, un uomo che ha lo stesso dinamismo di una pianta grassa, cercano di spiegare quello che succede sull’isola… un niente che dura per ore.

L’unica cosa divertente è leggere le varie cronache in giro per blog, ma in questo caso il merito va al blogger, non al programma.

Inquietanti scoperte

Le coccinelle scoreggiano!

C’era questa piccola coccinella che si era attaccata al mio cuscino, io l’ho fatta scivolare sulla mia mano e poi l’ho buttata dalla finestra.
Ecco, la piccola coccinella, forse spaventata dalle mie manovre, mi ha spetazzato sul palmo della mano.

Uè! Non è che, visto i tempi, era una cimice travestita da coccinella?

Madri snaturate!

Ieri al supermercato ho visto una madre con la sua bambina.
Ad occhio direi 50 anni, elegantissima nel suo tailleur, belle gambe esaltate dai tacchi, lunghi capelli neri ricci e folti, che mi hanno fatto subito pensare a Cher.
Si muoveva con molta calma, esaminava attentamente i prodotti che metteva nel carrello, non parlava ed ignorava quasi completamente sua figlia che, rumorosissima, la seguiva nella spesa.

La figlia continuava a mangiare patatine, saltava da una parte all’altra, urlava di continuo perché voleva che la mamma le comprasse le peggio schifezze.
La madre annuiva, leggeva gli ingredienti, e poi metteva nel carrello.
Da notare che la cosa più “sana” scelta dalla bimba (ed approvata dalla mamma) erano le barrette di cioccolato al latte.

Per questo piccolo mostro goloso la mamma aveva scelto un look adatto ad esaltarne le rotondità.
Lei, così attenta alla moda, aveva selezionato per la bimba un paio di leggings rosse, una felpa con cappuccio rossa ed un bel paio di ballerine rosse.

Cazzo, sembrava il gabibbo!

Ma dove sono finite le mamme che amavano le loro figlie e che facevano tutto il possibile per farle diventare delle piccole principessine?

Il meraviglioso mondo dei plugin!

Amici, ma che soddisfazioni!
Oggi pomeriggio lo spirito di un webmaster si è impossessato di me, ho sentito il mio corpo tremare, le mani hanno iniziato a battere freneticamente sui tasti, digitavo stringhe di codice complicatissime, compilavo tabelle e mi inventavo degli script sfiziosissimi.
Ovviamente tutto questo a computer spento, perché io di programmazione non ne capisco una mazza. Lo facevo solo per darmi un tono.

Però, giusto per soddisfare la parte di me che si sentiva “contadino informatico che compila campi”, ho deciso di cercare qualche nuovo plugin per il mio blog.
Qualcosa di facile facile insomma e, tra i tanti, ho scelto StatPress!
Il tutto è stato molto veloce e non mi ha nemmeno richiesto la chiave Api.
Ha varie cosine interessanti, ti fa vedere in quanti ti leggono via feed, quanti spider visitano il tuo blog, i visitatori, le pagine viste e, ovviamente, le chiavi di ricerca!
Beh, volete sapere qual è stata la prima parola che ha condotto un ignaro visitatore al mio blog?
La prima parola è stata “nonne”.
La ricerca è stata fatta su yahoo, ma la cosa più divertente sono i suggerimenti subito sotto.
Li trovate qui.
No dico, ma avete visto cos’altro suggeriscono agli utenti che digitano “nonne”?
C’è da aver paura.

Dopo qualche minuto ho riaperto la pagina, volevo vedere quale altra perla mi avrebbe regalato il mio nuovo StatPress, e devo dire che anche con la seconda parola il risultato è stato tristissimo: “onli adult”.
Onli?
Ma dico io…

E’ un peccato non sapere chi è l’autore di questa intelligente ricerca, andrei di corsa a casa sua, lo legherei alla sedia e lo costringerei a guardare filmati con nonne arrapate, nonne che scopano e nonne in calore per una settimana a fila.

Attenzione alla masturbazione!

I pericoli della masturbazione sono conosciuti da secoli: prima di tutto la perdita della vista ed a seguire il male di culo.
Eh si, non lo sapevate?
La masturbarzione è una delle prime cause.

Ecco di seguito un video che vi aiuterà a capire.

ATTENZIONE!
Si consiglia la visione del video ad un pubblico adulto, quindi, se non siete maggiorenni, se non siete di comunione e liberazione, se non siete la giusy, se non siete dei baciapile, se non siete dei cacacazzi, continuate pure.

Il video lo trovate qui (ho dovuto fare una modifica perché l’embed mi sputtanava il template, appena ho tempo lo sistemo 🙁 )

Capito cosa intendevo?

🙂

Il larvotto non è multitasking!

Me lo aveva già detto una collega tempo fa lamentando il fatto che, noi uomini, abbiamo il cervello limitato e riusciamo a fare una cosa alla volta, mentre le donne sono capaci di organizzare più cose contemporaneamente.
All’epoca l’avevo mandata a cagare (e per farlo non avevo smesso di fare quello che stavo facendo), ma adesso mi tocca ammettere che aveva ragione, almeno per quello che mi riguarda.
Doveva già essere un segnale il fatto che, quando sono in macchina, se devo stare attento alla segnaletica istintivamente abbasso il volume della radio, perché se c’è la musica alta non riesco a concentrarmi.
Doveva essere un altro segnale il fatto che, se faccio un lavoro manuale impegnativo, non riesco a parlare.

Io ho ignorato tutti questi segnali, ed oggi ne ho pagato le conseguenze.

Ero in palestra e mi stavo allenando su quel maledetto tappeto con le sforbiciate.
Stavo andando alla massima velocità, controllavo i passi ed accompagnavo il tutto con la musica del mio iPod.
Dovevo rendermi conto che era già più che sufficiente per la mia mente limitata, ed invece no, ho voluto strafare.
Continuando a sgambettare ho preso la bottiglietta dell’acqua ed ho provato a bere.
Un disastro.
Ho appoggiato il labbro inferiore sul bordo superiore esterno, e mi sono rovesciato l’acqua sul mento.
A quel punto ho fatto uno scatto istintivo ed ho perso il ritmo con i piedi, di conseguenza ho appoggiato il piede destro sulla striscia di tappeto sinistro, e mi sono ritrovato sparato indietro.
Ho quindi afferrato il manubrio per non cadere e, nel farlo, ho strizzato la bottiglietta, schizzando un poco di acqua in testa al ragazzo che stava facendo sollevamento pesi davanti a me.
Ovviamente la scena è stata accompagnata da un mio delizioso urletto strozzato, subito seguito da un rude porcoddio, e si è conclusa con un secco “ma cazzo!” del ragazzo di fronte che, a giudicare dalla faccia, ha speso tutte le sue energie per non tirami un cazzotto sul naso.
A quel punto ho cercato di assumere un’espressione da koala che cerca l’eucalipto ed ho sfoderato un timidissimo “schiusa”.
Mi sono vergognato come un ladro e, dopo aver cercato di capire quanta gente ha seguito la mia disastrosa performance, ho ricominciato a correre.

Da adesso in poi farò una cosa alla volta, senza fretta.
L’esperienza insegna.