Un momento di lettura

Anche io, come B16, ho deciso di iniziare la settimana della lettura e, come primo brano, ho scelto un pezzo del 1700 dedicato a Maria Luigia D’Austria.
Buona visione.

Avete una qualche lettura da proporre?
Conoscete brani che è giusto non dimenticare?
Bene!
Se qualcuno volesse partecipare, sono pronto a pubblicare qualsiasi video 🙂

Published by

Have thoughts to share?

Write your response

19 thoughts on “Un momento di lettura”

  1. STREPITOSO!!!|
    Hai fatto pisciare addosso tutto l’ufficio!
    Via, non puoi fare ‘ste cose di prima mattina, anzi si!
    Bacio
    FGT

  2. Sorry io al posto della Gigiazza nel canale conoscevo la Rosina nell’orto, che ora ti vado a presentare:

    E la Rosina la va ne l’orto
    la va a cater il tomachi
    la g’ha na pluga in til ciapi
    la g’ha na pluga in til ciapi…

    Poi c’era la seconda strofa, un po’ più osè, che fa tipo:
    E la Rosina la va ne l’orto
    la va a cater l’ortica
    la g’ha na pluga in t’la BIIIIP!
    la g’ha na pluga in t’la BIIIIP!

    (dove “pluga” sta per “pulce”, lo dico per chi abita fuori dal mio quartiere 😛 )

  3. Te sei un mito. Io propongo un qualsiasi passo,scelto a caso da una qualsiasi pagina di “V.M.18” di Isabella Santacroce.

  4. Son commosso,
    da cotal poema,
    che mi piango addosso.

    Ha così scosso l’alma mia,
    la gigiassa,
    che me la son fatta addosso
    inve’che nella tassa!

    Sei formidabile larvotto! Vado a spulciare tra le tradizioni del mio paese se c’è qualcosa di simile po ti faccio sapere. Ciauz!

  5. E la Gigiasa in tal Canel
    E la Gigiasa in tal Canel a gamba avirta
    A ghern ados in sett o in ott
    A ghern ados in sett o in ott a la Gigiasa
    Ma no Gigiasa chi t ‘ fan mel
    Ma no Gigiasa chi t’ fan mel tut int na volta!
    E la Gigiasa al de’ dop all’ ospedel tutt’ inbrusieda!

  6. ciaooooo larvotto.. avrei un libro che vorrei tanto tanto che me lo leggessi .. peró purtroppo fin’ ora esiste solo in tedesco… quindi o impari tu il tedesco o aspettiamo finché esce ( speriamo ) un edizione in italiano. Cmq si chiama “Feuchtgebiete” ed é della signorina Charlotte Roche, donna estroversissima della tv tedesca. Il titolo “Feuchtgebiete” te lo traduco giá ora.. vuol dire piú o meno: “spazi-umidi/bagnati” 🙂 saluti dell alto adige !

  7. io proporrei uno dei due incipit, a scelta, fra “Schiavi di New York” di Tama Janowitz:

    «Da quando mi ero messa a fare la puttana avevo dovuto vedermela con peni di tutte le forme e dimensioni possibili. Certi grossi, altri raggrinziti e con testicoli penduli. Certi venati di blu che puzzavano di gorgonzola, altri avari. Peni bisbetici, fatati, cosparsi di perle come i grandi minareti del Taj Mahal, peni burloni, striati come la coda di un procione, ardenti, crestati, impossibili, profumati. Più passava il tempo e più ero contenta di non possedere una di quelle appendici».

    o “Porci con le ali” di Rocco e Antonia (M.L.Radice e L.Ravera)

    «Cazzo. Cazzo cazzo cazzo. Figa. Fregna ciorgna. Figapelosa,
    bella calda, tutta puzzarella. Figa di puttanella.
    Niente. Una volta con le filastrocche ci venivo, o almeno
    mi veniva voglia. Dicevo le parolacce e poi ridevo, se ero con i miei amichetti. Se ero sola le pensavo, le dicevo a mezza voce e poi mi infilavo le mani nelle mutandine, rapida rapida, con un occhio alla porta e le orecchie così tese che sentivo fischiare le scale. Era un grande spavento. E la mano poi me la sarei tagliata, ma era bello, una grande felicità bagnata, strappata, un urletto soffocato. Adesso, anche se sono sola è come se fossi in mezzo alla gente: mi viene da ridere. Cioè non è che mi viene da ridere, rido perché non sono mai sola, c’è sempre qualcuno, anche se non c’è nessuno, qualche maledetto coglione che mi giudica.
    Cazzo gonfio, cazzo duro, con la sua pelle, pelle pellosa e
    la sua cappella spellata: ne ho toccati già sette. Non mi hanno fatto grande impressione. Però non sono tutti uguali, c’è n’è che sembrano malati e che sembrano sani. Quelli tutti rugosi e quelli belli levigati. Uffa, tanto non mi viene: mi levo il pigiama e mi sdraio sulla schiena, come se fossi morta».

    🙂

  8. M I T I C O!!!!!
    Suggerimento: perché per la prossima lettura non inviti a iniziare il brano la stessa attrice che ha aperto su Raiuno la lettura della Bibbia? 😉

Comments are closed.