Ieri è stata una frizzante serata all’insegna delle bestemmie.
Rientrando a casa dopo una giornata di lavoro, ho trovato come sorpresa di benvenuto la finestra del balcone aperta e la casa sottosopra, chiaro segnale della visita di un qualche topo d’appartamento.
La mia espressione nei primi dieci minuti è stata questa e, se escludiamo la cravatta, la somiglianza è davvero impressionante.

Dopo le quattordicimilasettecentoventidue bestemmie del caso, ho iniziato a fare un inventario di quello che hanno fatto.

Sono saliti arrampicandosi dalla grondaia, hanno forzato la porta esterna, hanno spaccato il vetro e sono entrati.
Tra gli oggetti in bella mostra hanno completamente ignorato Il mio computer (unica cosa a cui tengo in questa casa), la televisione, il mio Panerai, cellulare, macchina digitale, iPod,  monete storiche, stereo, videocamera, portachiavi di Tiffany, anello vibrante della durex ed un paio di manette pelose.

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Hanno invece vuotato il mio armadio buttando tutti i vestiti a terra e, nonostante il mio cattivo gusto in fatto di abbigliamento sia paragonabile a quello di Cher, si sono portati via una giacca della Geox con una tasca rammendata, una maglietta di Zara presa in saldo e mai sfoggiata, un paio di camice talmente brutte che non le hanno volute nemmeno alla caritas ed un paio di maglioni in pura plastica comprati all’ipercoop.

i casi sono due:
- il topo d’appartamento è qualcuno disgustato dai miei vestiti e questo è un modo estremo per impedirmi di indossare certi obbrobri.
- i ladri che sono entrati sono degli imbecilli.

Qualunque sia la risposta, auguro agli autori del furto di cagare duro come acqua per almeno un mese, una prostatite acuta (solo un uomo che l’ha provata può capire) ed una labirintite fulminante mentre sono attaccati ad una grondaia al quinto piano di un qualche palazzo.

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