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6 thoughts on “Eluana”

  1. io mi domando… ma quei poveretti che stanno davanti alla clinica a pregare con quel freddo e il tempo avverso di questi giorni… non hanno proprio niente da fare? Secondo loro cambia qualcosa se se ne stanno lì fuori a farsi venire i geloni? E poi non è meglio passare la domenica a casa davanti a delle confortanti lasagne al forno?
    Suvvia!

  2. sono un branco di imbecilli.
    ne piu’ ne meno.
    vogliono salvare un povero corpo morto cerebralmente e non vogliono la ricerca sulle staminali che potrebbe salvare milioni di persone con malattie genetiche che portano anche alla morte…se non e’ controsenso questo…
    io sono per la vita, ma per quella che IO ritengo degna di essere vissuta, se fossi Eluana vorrei mi lasciassero libera di andare in quello che (secondo loro) e’ un posto migliore…

  3. Io auguro a tutti coloro che erano e sono tuttora fuori dalla clinica La Quiete di vivere prontamente il dramma di Beppino Englaro nella propria famiglia. Van bene anche solo 10 anni, non devono essere proprio 17, via, oggi mi sento magnanimo. Lo dico per il loro bene, eh, devono capire da vicino cosa significa.

  4. Quei cartelli infami fuori dalla clinica…le parole offensive di politici e soprattutto vescovi…

    se esiste un dio da qualche parte farà paga la loro poca carità e comprensione. Sì, ne sono certo….la pagheranno, ma non con l’incoscienza, una bella piaga purulenta sul culo piuttosto!

    Uhhh, come godo!

  5. mi permetto di aggiungere un altro documento toccante e che mi sento di condividere in pieno: la lettera che la scrittrice dacia maraini ha indirizzato a beppino englaro.

    Caro Englaro, fino a ieri mi chiedevo perché non mostrasse una foto, anche una sola foto di sua figlia come è oggi. Sono sicura che la gente capirebbe meglio. A costo di perdere in credibilità, lei evita di rendere pubblica un’immagine dolorosa e infelice di sua figlia. Lei avrebbe potuto mostrare quel corpo, e non l’ha fatto. Avrebbe potuto portare all’estero la figlia amata, e non l’ha fatto. Avrebbe potuto acconsentire alla pratica comune in tutti i nostri ospedali dove i parenti, in accordo con i medici, lasciano che i loro cari ormai perduti sino sepolti in pace, ma non l’ha fatto. E questo garantisce della sua buona fede. Eppure c’è chi in prepotenza vuole decidere per gli altri in base a principi astratti, ed è pronto a denigrarla e falsificare la realtà per affermare le proprie idee. Per questo lei oggi viene perseguitato e accusato della peggiore delle ignominie: quella di voler assassinare sua figlia. Chiunque a questo punto si sarebbe arreso, lei no. Anzi decide con più fermezza di agire secondo giustizia e secondo pietà. Di questo la ringrazio, perché la sua risolutezza costituisce un esempio di grande civiltà e coerenza. Mi auguro che dopo questo caso la scelta di una morte dignitosa sarà considerato un diritto e non un colpo del boia, qualcosa che le persone disperate possano desiderare per i loro cari, quando non c’è più niente da fare per riportarle al mondo.

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