Se vuoi veder Milano

Sabato sono dovuto andare per forza a Milano.
Dico la verità, visto il ritmo degli ultimi giorni il mio weekend ideale sarebbe stato quello “braga della tuta + maglionazzo + junk food + birra + rutto e scoreggia libero + grattata di culo/borsa + non cago il resto del mondo, ciao”, ma gli inviti erano troppo appetitosi:
– Un amico non era mai stato a Milano e quindi, come da tradizione, mi è venuto spontaneo il “se vuoi veder Milano…
– Gli amici stilisti erano in città ed un giretto insieme era d’obbligo
– C’era il compleanno a sorpresa di una persona molto speciale
– Varie ed eventualmente shopping

Insomma, accompagnato da una favolosa giornata di sole, sabato pomeriggio sono partito in direzione Madunina.

Purtroppo l’arrivo a Milano è stato terribile, avevo dimenticato il carnevale ma, soprattutto, avevo dimenticato la mai abbastanza maledetta abitudine delle bombolette.
All’uscita della metropolitana siamo stati accolti da una pioggia di schiuma e, giuro, se uno di quegli insopportabili bambini di merda mi avesse spruzzato addosso un poco di quella schifezza, si sarebbe beccato un calcio in bocca e la bomboletta conficcata su per il culo.
Mi aggiravo tra la folla in duomo con una faccia che, al confronto, Freddy Krueger sembrava un gelataio.
Raggiunti gli amici stilisti abbiamo optato per un tranquillo aperitivo lontano da folle indemoniate.

La serata ha poi avuto il suo inizio con una classica (per me) cena nel mio ristorante preferito, dove, come al solito, sono riuscito a spendere più di quanto mi possa permettere (dio qui, dio là).

Dopo un’abbuffata di sushi ci siamo diretti al Connie Douglas per fare gli auguri di compleanno a Shanti.
Il locale era molto carino e le porzioni di mojito abbondanti.
Aggiungendo a questo il fatto che la mia giornata è iniziata alle 5.30 con 8 ore filate di lavoro + viaggio in macchina + aperitivo + birra giapponese, si ottiene un improvviso calo di forma che, subito dopo la mezzanotte, mi è arrivato sulla testa a mo’ di ghigliottina.
Un letto su cui sdraiarsi è diventato improvvisamente una necessità.

Purtroppo alla domenica il tempo non ci è stato amico, ed il meraviglioso sole di sabato ha lasciato il posto ad una grigia e piovosa giornata.
Passeggiata per il centro, sosta cioccolatosa, shopping e poi ritorno a casa.

Questo il bottino del weekend: Tanti baci, abbracci, risate, una borsa nuova, una tastiera, una pochette, un libro, una maschera di carnevale ed una cosa che non ho ancora capito cosa sia.

Concludo con una domanda: Quando, in autostrada, incrociate qualcuno che, fermo in una piazzola di sosta, fa una bella pisciata en plain air… salutate suonando il clacson oppure no?

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10 thoughts on “Se vuoi veder Milano”

  1. Uuuuuh ma se sei un amante dei jap, devi assolutamente venire a Barcellona, c’è un ristorante che ti farebbe proprio impazzire…

  2. Certo che sei proprio un frociolone D.O.C !!!!

    complimenti … hai pure un gruppetto di amici ‘stilisti’

    ,,, gia’ mi immagino la scena di tutti voi insieme radunati, con quegli stilisti effeminati che sculettano allegramente mentre sfogliano le riviste di moda .. trangugiando sushi ..e commentando i vestiti !

    Sei davvero un mito ..

    P.S.: a margine ti inveterei ad abbandonare il ‘sushi’.

    Infatti l’industria che c’e’ dietro fa gravissimi danni all’ eco-sistema marino … alcune razze di pesci vengono oramai pescate quasi ai limiti dell’estinzione.

  3. 😈 Cosa ??? Sei ventuo a Milano e nn mi hai deeto nulla ????? 👿 😡 😯 tradimentooooooo…… senti ma con quella tastierina cosa ci fai ???????

  4. hai sintetizzato il mio weekend casalingo ideale… ma poi hai scelto milano……

    “abbuffati di sushi” mi sembra una parola grossa…

    e poi sì, è doveroso strombazzare al pisciataro…

  5. E che palle ‘sto sushi! Neanche a Milano ho trovato carne di vitello di Matsuzaka (massaggiati e nutriti con cure zen.Solo 2.500 macelli all’anno.$ 110 al kilo).
    PS: indimenticabile la torta alle tagliatelle della Trattoria Della Ghiara (RE).Piatti e buoi dei paesi tuoi.

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