Parliamo di lesbiche?

Sto guardando per la prima volta L World su la7.
Dunque, non per fare il moralisa (lungi da me), però non ho potuto fare a meno di notare una cosa… in meno di 20 minuti ci sono state: tette al vento, mangiate di passera, fighe che si bagnano, baci appassionati, cambi di sesso, coppie lesbo che adottano bambini e tutta un’altra serie di cose strafighissime.

Ecco, la domanda è: ma allora è vero che noi finocchi siamo indietro come la coda del maiale?

Io non guardo quasi mai la tv e forse mi sbaglio, però una telefilm simile (e non sto parlando di film porno) che ha come protagonisti un gruppo di uomini, non necessariamente vestiti di rosa e con le manine svolazzanti, con una trama ricca di baci, passioni, bocchini, vite normali non per forza piene di gridolini ed amiche alcolizzate, storie comuni e via di questo passo, a me non sembra ci sia.

Le lesbiche hanno le palle.

ps
Non c’entra con il post, però nel telefilm c’era come ospite Patty Labelle che, alla fine, ha cantato una canzone che assomigliava in maniera spaventosa a TV Scene di Linda di Franco.

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24 thoughts on “Parliamo di lesbiche?”

  1. lo sai che vedere 2 donne che si baciano piace di piu’ che vedere 2 uomini…do you remember la censura in Brokback Mountain su rai1?
    siamo un paesucolo di ipocriti….

  2. Concordo con fochina, ma limiterei il concetto a due donne da telefilm (ovvero “figa + strafiga”) che si baciano.

    Un gruppo di uomini, non necessariamente vestiti di rosa e con le manine svolazzanti, con una trama ricca di baci, passioni, bocchini, vite normali non per forza piene di gridolini ed amiche alcolizzate, storie comuni e via di questo passo (“Queer as folk” era qualcosa del genere? Non l’ho mai vista) annulla la rassicurante distanza che l’etero usa per difendersi (“io non sono come quelli lì”).

    Il gay dev’essere incasellato nel suo stereotipo proprio per negare la sua normalità e dare l’impressione che sia un deviato (da eliminare, da sopportare, da curare, da fare oggetto di pietà, etc., etc.).

  3. “Queer as folk” dovrebbe fare al caso tuo. È uscito in ben due edizioni: la prima inglese e una seconda ambientata in Nord America che ne riprende e espande i temi. Vivamente consigliate entrambe.

  4. Queer as folk, cazzo, come ho fatto a dimenticarlo?
    Ho anche il dvd originale della serie inglese 😳

    Si, in effetti ho come pestato una merdina, la serie americana non l’ho mai vista, ma quella inglese (doveri riguardarla) è circa quello a cui pensavo.
    Tra parentesi, se non ricordo male, c’è anche, tra i personaggi, un ragazzo che lavora in un supermercato 😀

    Ok
    Cancelliamo questo post 😛

  5. E’ che le donne che fanno sesso comunque sono sdoganate dalle fantasie sessuali degli eteruomini, mentre due uomini fanno comunque senso a tanti di loro.

    La differenza è tutta lì, infatti LWorld va su La7, mentre un bel telefilm come Queer As Folk era relegato su Canal Jimmy senza possibilità di approdare in chiaro a qulaunque ora e su qualunque canale.

  6. Queer as folk e L word si somigliano parecchio. L word ha, decisamente, un’estetica irreale.
    E’ fatto negli Stati Uniti dove conta il potere economico e la produttrice del serial è un tycoon e fa quel che le pare.
    In generale di omosessualità maschile si parla di più, si parla spesso, si vede continuamente, è un tema costante. Di omosessualità femminile, mai.
    Tette al vento e sesso e straficone tremende sono le cose che ogni lesbica sana di mente vuole vedere.
    Tirarsi fuori dall’immaginario erotico maschile è difficile ma, in questa serie, ci sono riusciti benissimo.
    Attualmente è la bibbia delle lesbiche italiane, non che la cosa abbia un senso, ma sempre meglio che fare riferimento alle filmografie drammatiche e sfigatissime che hanno circolato in questi anni.

  7. Si, forse dell’omosessualità femminile se ne parla, ma solo al maschile 🙂
    Al vero uomo piace l’idea che il suo “carnoso randello” sia indispensabile, e che, come capita in tutti i film porno, appena lo sfodera tutte le donne, lesbiche e non, cadono ai suoi piedi pronte a soddisfarlo in ogni suo desiderio.

  8. Prova a seguire The L Word, dopo qualche puntata ti prende proprio anche se è completamente irreale! Chissà perché, tutte le donne che incontrano le protagoniste sono strafighe e, soprattutto, lesbiche. Forse proprio perché sono tutte belle gnocche e non camionare il telefilm continua ad essere trasmesso.
    Ha avuto un gran seguito negli Stati Uniti, tanto che in alcuni episodi figurano attrici come Cybill Sheperd, Sandra Bernhard, Rosanna Arquette. Una delle protagoniste è Jennifer Beals, c’è poi Pam Grier, e nella prima serie figura Eric Mabius (Il Daniel di Ugly Betty).
    L aproduzione è la stessa do Queer as Folk US, che, a mo giudizio, è molto più bella della versione inglese.

  9. 3 post di seguito forse è troppo…
    Sto scorrendo la lista degli attori che hanno fatto almeno un’apparizione su The L Word (www.imdb.com), ci sono anche Snoop Dogg, Kelly McGillis (Top Gun, per le finocchiette più giovani), Charles Dutton (Gothika, La fortuna di Cookie).

  10. Sì Larv, c’era un tuo emulo che lavorava in un supermercato 😎 .

    E comunque ti consiglio di scaricare anche la serie americana, forse meno ispirata ma molto cool e simpatica. (ed erotica, of course)

  11. Una domanda: la 7 ha acquistato i diritti di “L Word” e “Queer as folk”, ma perchè non ha mai trasmesso la serie coi froci? Una risposta sincera please.

  12. @medioman: una risposta sincera?
    a) perché così ha fatto parlare di sé
    b) perché, non trasmettendola, l’ha tolta dalla circolazione e magari i soldi glieli ha passati sotto banco Jo**ph(a) R*****ger 😈

  13. @Medioman: Queer as Folk appartiene al catalogo Mediaset infatti va/andava in onda su Iris del digitale terrestre.

  14. Ok non ho letto tutti i post ma…
    quella US ha portato all’ennesima potenza la serie non limitandosi al sesso ma parlando (anni ed anni fa) di testamento biologico, di paternità, di matrimonio, di eredità disattese di aggressioni, di politica, di malattia (NON AIDS) e tante altre cose…
    Insomma, un altro pianeta…

    (P.s. Tu che sei appassionato si Spiderman, ti ricordi quel ragazzo che l’uomo ragno incontra nell’ascensore (mi sembra nel primo o nel secondo)?, quello morettino con la faccia simpatica? Beh… è l’addetto del supermercato della serie US!!!)

  15. Preciso, per una migliore comprensione della realtà televisiva italiana, che La 7 ha acquistato i diritti per la trasmissione di Queer as folk, la cui prima puntata era stata programmata per il 9 settembre 2001 alle 23. All’ultimo momento la messa in onda è stata spostata di 2 settimane e poi il nulla. Tra tutte le considerazioni che possono essere fatte, c’è anche che questo mostra cosa pensino i dirigenti dei canali televisivi del pubblico italiano, ritenuto una massa composta da minus habentes al di sotto del livello dei paesi occidentali.

  16. Queer As folk (Usa Version) è stupendo!Io ho visto tutte le stagioni ed è da vedere assolutamente!Credo che L WORLD sia proprio la risposta lesbo a qaf!hi hi! Larvotto m si è distratto!

  17. Larvottino, ti sei dimenticato anche di “OZ” dove, in un carcere americano di soli uomini, ne accadono di tutti i colori (baci appassionati in lavanderia, approcci sotto la doccia, nudi frontali a go-go, ecc. ecc. ecc.).
    Questo credo l’abbiano anche trasmesso in chiaro sulle reti Mediaset ma….all’una di notte!!! 😀

  18. Io ti consiglio di procurarti tutte le stagioni della serie (negli USA sta andando in onda la sesta e immagino che La7 stia trasmettendo la quinta). Il telefilm è assolutamente ben sceneggiato e superbamente recitato, e l’unica critica che gli si può muovere è giusto l’eccessiva presenza di lesbiche strafighe ed iperfemminili rispetto a quelle più “realistiche” (nel senso che le percentuali sono sfalsate, non che non esistano lesbiche belle e femminili…mi darei dell’inesistente, sennò ^^).
    Viva the L-Word, insomma. E qualcuno convinca i produttori a non renderci orfane di quello splendore di Bette Porter.
    Saluti

  19. Queer As Folk è penoso. Neanche lontanamente paragonabile a The L Word. Qualcosa di carino si trova comunque: Noah’s Arc, ad esempio.

  20. La Prima serie Queer as Folk (UK) a mio avviso è insuperabile, profondamente intelligente e se vogliamo “trasgressiva” all’interno della stessa “comunità” gay, dialoghi scritti molto bene, persi quasi totalmente nella serie americana.
    Consiglio a tutti di acquistare la serie (UK) su DVD. Vi è rappresentata efficacemente una piccola storia della censura italiota. Sui DVD cui sono tutte le scene tagliate dalla TV, infatti il doppiaggio si interrompe e compare la parte in inglese non doppiata. Alcuni tagli sono incomprensibili ma ben rappresentano le “paure” dei censori. Mentre la serie L Word come è stato detto molto bene scatena le fantasie e quindi non necessita di censure.

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