La discoteca del futuro è la Nuova Idea

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Un anonimo sabato sera, in una uggiosa Milano, si è trasformato in una serata indimenticabile.
Avevamo appena parcheggiato e, già dall’esterno, abbiamo iniziato ad avvertire qualcosa di strano, non so se era l’effetto di quel maestoso trans che, con la stessa prorompente femminilità di Ron Perlman, batteva il marciapiede, ma da subito abbiamo capito che quella non sarebbe stata una discoteca come tutte le altre.

L’ingresso del locale è un mix tra il cinema parrocchiale e la balera (più la seconda), con tanto di cartellone che presenta l’orchestra della serata. Mi sembrava quasi andare alla festa dell’unità.
Per entrare bisogna sborZare 19 euri con consumazione ai quali aggiungere, volendo, il fastidiosissimo guardaroba, vera ladrata di tutti locali dell’universo; per mettere la mia giacca sulla gruccia la signorina ha voluto la bellezza di 3 euri. Me cojoni!
A saperlo la buttavo e me ne compravo una nuova.

Il locale è molto grande, c’è bel giardino, due bar e due sale, una con musica dal vivo e l’altra con la “miusica da discuteca”.

Tra le prime canzoni che ho ballato c’è stato “Un bacio a mezzanotte”.
Mentre muovevo il culo in pista come una vera checca del bagaglino, ho capito quanto è brutto ballare la musica tecno.
Con la tecno non hai la possibilità di esprimerti, di recitare ballando, di fare tutta una serie di faccette e mossettine per sottolineare i passaggi della canzone.
Praticamente ho fatto una figura di merda.
Inoltre, nonostante avessi giurato di non farlo (le mie parole precise sono state “piuttosto mi faccio staccare un rene a morsi”), ho fatto un giro di valzer insieme a Principino.
Fortunatamente, dopo aver calpestato 46 alluci in meno di 57 secondi, sono stato allontanato dalla pista.

Dall’altra parte invece c’è la zona “ più moderna” tutta buia e piena di gabbie, un incrocio tra la stanza delle torture e la sala d’aspetto della stazione di Bačka Topola.
La musica è casual, nel senso che il dj mette su la prima cosa che gli passa tra le mani.
Si parte con Hung Up e si arriva a Fade to Gray, passando per il re-re-re-remix di Please don’t Stop the Music, suonato tutto dall’inizio alla fine.
Eh si, mica che il dj si mette a mixare i pezzi, li lascia andare tutti fino in fondo. Nemmeno dopo 10 minuti in stile disco che salta “plis don stap de miusic, miusic, miusic, miusic, miusic, miusic” ha cambiato idea… una roba che ti fa venire voglia di correre alla consolle e prenderlo a ceffoni, proprio come ha fatto Chris Brown con Rihanna.

Dopo tutta questa attività danzereccia la mia gola ha iniziato ad essere più secca delle gambe di Amy Whinehouse.
La sosta al bar è diventata indispensabile.

Il primo drink sono andato a prenderlo al bar del lissssio.
Non so se è stato perché ho usato la consumazione omaggio, fatto sta che io avevo chiesto un Vodka Lemon, ed il barista, generosissimo, ha pensato bene di prepararmi un cocktail molto speciale.
Era così buono che l’ho supplicato di svelarmi la ricetta.

Voglio dividerla con voi:
1/5 di detersivo per i piatti
1/5 di pastiglie profuma water
3/5 di urina di dromedario
1 cucchiaio di soda caustica
ghiaccio
Shakerare il tutto e servire in un bicchiere di carta bianco
.

Non ha ancora un nome, ma io dopo il primo sorso l’ho chiamato “kè skij-foh”. Ve lo consiglio, un bel bicchiere di kè skij-foh vi cambia la vita. In peggio ovviamente.

Il secondo sono andato a prenderlo all’altro bar.
C’era un ragazzotto giovane ed inesperto che, quando ho chiesto il mio solito Vodka Lemon, mi ha dato davvero un Vodka Lemon, fatto con la lemonsoda e servito in un bicchiere di vetro.
Questi giovani non hanno un minimo di inventiva.

Per dare quel tocco di lussuria che non guasta mai, nel locale erano presenti ben tre cubisti.
Nonostante, molto probabilmente, siano stati presi in saldo al lidl, devo ammettere che facevano la loro figura… specialmente quello con le mutande azzurre a bracarella.
Quell’effetto tipo “mutanda bagnata dal gange a Varanasi” è stato elettrizzante.

Ma la vera forza del Nuova Idea è che ci puoi andare vestito come cazzo ti pare, senza che nessuno ti rompa i coglioni.
Non ci sono dress code, non ci sono fashion victims e ti basta un niente per diventare improvvisamente la regina del ballo. Anche se hai la barba di un giorno, le paperine argento numero 46, un vestito bianco tre taglie più piccolo e ad ogni piroetta devi tenere ferma la parrucca con la mano per non farla volare via, al Nuova Idea sarai ugualmente favolosa.
E di favolose e favolosi ce n’erano un sacco sabato sera.
Pensionati da combattimento, coppie classiche “lui e lei”, signore più appariscenti di Chantal Biya (ma molto meno di Nostra Signora dell’Eccesso), c’erano anche drag queen in voga nel 1916, paleolesbiche, checche del mesozoico ed anche delle autentiche donne donnissime.
Voglio inoltre segnalare la presenza nel locale di alcune bellezze esotiche come “Riskja Ke Kashka” che attraversava la sala su zeppe altissime, accompagnata dalla sua frizzante amica “Uny Poshka” che, modernissima, si era truccata con i pennarelli fluorescenti.

C’erano anche tanti uomini per tutti i gusti, dalle bellezze efebiche ai petti villosi, sopracciglia spinzettate, barbaccie grattugiose, Sean Connery brianzoli, impiegati, maschietti di primo pelo, pachidermi con acconciature equine e pure qualche escort.

Insomma, una sorta di grande festa Felliniana che, almeno una volta nella vita, tutti dovrebbero provare.

Voto al locale: 10 con lode

16 risposte a “La discoteca del futuro è la Nuova Idea”

  1. Ci sono andato la prima volta nel 1988 (capisci?) durante una licenza militare (capisci? 2) e appena entrato ho esclamato: “Ma questa è una balera!”.
    In un battibaleno è diventato il mio locale preferito per almeno tre anni.
    E’ un po’ che non ci torno… e a quanto scrivi non è cambiato nulla (maghi del missaggio compresi). Per fortuna.

  2. Scommetto che Uny Poshka sta incidendo l’album di debutto assieme a Riskja Ke Kashka. Il duo si chiamerà Tutù. A breve, la recensione su Digital. 😎

  3. sei un mago nello scrivere, mi hai fatto sorridere in questa umida nottata milanese… mi è spiaciuto non avervi incontrato domenica, ma ero sfattissssssimo dalla serata precedente, non c’ho più lìetà, credo nemmeno per andare alla Nuova Idea… un bacio
    ::M::

  4. Ti adoro 🙂 il tuo resoconto mette quasi voglia di andarci!!! …senonché quello è un locale troppo ‘ggiovane per le mie abitudini morigerate! sarebbe perfetto se l’apertura fosse dalle 21,00 alle 23,30…
    ha ha! sono più antico delle paleolesbiche

  5. é stata la mia prima disco gay, ci sono stato nel 91 per la rima volta
    adoro quell’atmosfera felliniana!!!

  6. Vamos a la nueva,
    oh oh oh oh oh
    Vamos a la nueva,
    oh oh oh oh oh.
    Son felice d sapere che è rimasta il posto + divertente di tutta Milano.
    Ciao.

  7. Non so perche’ ma ci vedo molto bene la Susan Boyle ad esibirsi alla Idea Nuova … infatti ricorda anche un po la foto della signora grassotta sulla locandina.. 😆 😀

  8. anch’io dò un 10, maaa… in quale altro bar ti sei abbeverato? in quello giù in basso? a noi non hanno voluto darci niente…

  9. è una vita che non ci vado in nuova…mi sono sempre divertita tantissimo e li ho anche trovato il mio attuale fidanzato (3 anni e mezzo insieme) e incredibile siamo etero entrambi!!! w la nuova!!! sonia

  10. andare alla nuova idea almeno una volta nella vita per un qualsiasi gay dovrebbe essere un assoluto obbligo morale (anche perché alla fine dei conti rimane l’unico locale gay dove gli avventori sono “veramente sinceri” nel modo di essere, porsi e apparire).

    p.s. l’ultima volta che ci sono stato, nella sala disco ci fu una rissa tra travestite colombiane che si urlavano di tutto tra un’unghiata, un pugno, una taccata, un calcione e una borsettata. mitico. 😀

  11. E’ un’eternità che vorrei andarci e ancora non l’ho fatto… E dire che abito all’angolo!!! Anzi, la giacca potevi lasciarla da me, gratis 😀

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