Inferno e Suicidio

Ci sono alcuni scatoloni a casa dei miei genitori che, forse, sarebbe meglio non aprire più, buttarli direttamente nel cassonetto e dimenticare il passato.
Peccato che la mia curiosità sia inversamente proporzionale alla quantità dei miei capelli, moltiplicata per la quantità dei peli che ho sparsi sul resto del corpo.
Insomma, ho aperto lo scatolone.
Tra le tante cose che hanno fatto crollare la diga dei ricordi c’era anche il catalogo 1987/88 del negozio “Inferno e Suicidio” di Torino, un catalogo pieno di roba che, all’epoca, a me sembrava meravigliosa e che indossavo con orgoglio.
Pantalone ascellare e bretella, le scarpe con la para sotto, le spilline con i teschi, gli occhiali con i puntini bianchi…
Ho sfogliato il catalogo sorridendo, ed ho pensato che, paragonata a come mi vestivo io, Lady Gaga non è poi così pagliaccia come sembra.

Ecco pronte alcune deliziose scansioni per aiutarvi a capire di cosa sto parlando (cliccate per ingrandire).

La copertina

inferno_copertina

Alcuni tra gli abiti proposti

inferno

Il modulo ordini, che romantico 🙂

inferno_modulo

Le creeper! Piangu iu :°)

inferno_creeper

ps
Ho subito fatto una ricerca su internet ed ho scoperto che il negozio c’è ancora, però si chiama solo “inferno”, hanno anche un negozio virtuale e, a ben guardare, la roba è sempre la stessa.
La prossima volta che ripasso da Torino ci vado a fare un giro 🙂

18 risposte a “Inferno e Suicidio”

  1. Esiste sì, ed è ancora tutto tirato a nero, ma non l’ho mai frequentato. Ci sono entrato una sola volta negli anni novanta, per accompagnare un’amica che all’epoca aveva un tatuaggetto ragnoso sulla spalla. Un altro buon motivo per organizzare una gita a Torino, che, come recita la pubblicità dell’Agenzia per il Turismo, è sempre più bella.

  2. anche io ero gothico e qualcosa compravo anche da inferno, anche se il must allora era world’s end a londra.
    comunque tutte quelle cose con ragni ragnatele e borchiette sono state riciclate da richmond che è un piacere
    io, in provincia di milano, ogni tanto proponevo serate anni ’80, new wave e gothic.
    appena riorganizzo vi faccio sapere
    ciao

  3. OH!!!
    ma sai che c’era anche a Bologna questo negozio! Ne andavamo tutti pazzi. Io ci comprai i guanti di pelle con le dita mozze per la mia amichetta.

    ps credo di aver semmessato ad un numero che non usi più…può essere?
    cia’

  4. @TR3: quando vuoi, io qualche vestito ce l’ho ancora 😛

    @Manina Effe: Sono stato a Torino domenica, purtroppo per poche ore. La prossima volta una sosta è d’obbligo 😀

    @Dario: Dove le organizzavi? Casomai le frequentavo pure 🙂

    @Camu: Quasi identico in effetti 🙂

    @Isaak: Beh, il trend era quello… gli acquisti online erano ancora molto lontani 🙂

    @Zio Coso: Anche grazie a “chi sai tu” 😉

    @BO!: Io andavo a quello di Milano, credo fosse in via Torino (guarda caso).

    Un sms? A me? Quando? 🙁

  5. Io le Creeper (manco sapevo si chiamassero così) ce le ho ancora e ogni tanto me le metto pure! Mi devo preoccupare?
    Ciao Larvotto!

  6. Io le spillette con i teschi le metto ancora! e anche i foulard zebrati, che riesco più o meno a far passare come sobri nelle giornate ventose…
    Ma le creeper per favore no, a riguardarle ora sembrano proprio dei ferri da stiro!
    😛

  7. C’era anche a Genova, ora c’è una profumeria…mi pare, o una cineseria…forse. Comunque di fronte c’è la gelateria del mio compagno di classe Massimo, quindi la prossima volta cerco di guardare bene.

  8. Ragazzi… allora vi ho conosciuti tutti! Io ci lavoravo in quel negozio, x meglio dire, lo gestivo!! Ho ancora una tutina nera aderente, l’unica cosa ke ho conservato, anke xke’ sinceramente, alcune cose ke allora mi piacevano da impazzire, adesso non me le metterei manco se mi pagasero 🙂

  9. ma ke tempi meravigliosi!!!! quanta liberta’…veramente io continuo a vestirmi un po come a quei tempi…mika a 41 anni devo sembrare una vekkia signora!!!

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