Prendete un’orchestra di liscio, prendete due brave cantanti, una bionda ed una mora, prendete un baule di vestiti sbriluccicosi e pacchiani, ed ecco pronto un favoloso Abba Show!
Dunque, andiamo con ordine: A me la serata è piaciuta tanto, ho ballato dall’inizio alla fine, le Agnetha a Frida della situazione hanno una pronuncia inglese peggio di quella delle Baccara, i maschi della situazione hanno principalmente suonato, ed uno dei due ha la voce più simile a Drupi che a Bjorn, all’inizio il pubblico era freddino e stavano tutti seduti, ma poi… il miracolo degli Abba si è ripetuto di nuovo.
La gente ha iniziato ad alzarsi in piedi, in tanti hanno iniziato a ballare, ed alla fine dello spettacolo sembrava davvero di stare ad un concerto degli Abba!
Cos’hanno di magico quelle canzoni?
Come fanno a trasmettere energia?
Perché quando le sento, va a finire che le canto per una settimana?
Ma quanto è frocia Gimme Gimme Gimme (A Man After Midnight)?
Ma perché non ho portato la parrucca?
Ma quanto mè sò divertito?
Ora, io mi chiedo, perché non vengono proposti più spesso concerti come questi che, da quello che si è visto, riescono a caricare il pubblico e regalare due ore piene di buon umore?
Perché hanno scelto come gruppo di supporto una band di ragliatori con uno stile a metà tra “quanto mè sento AC/DC oggi” e “A furious cat hanging at my coglioni” che, porelli, con gli Abba non ci azzeccavano niente e sono stati guardati (ed ascoltati) con orrore dal pubblico?
Grazie a tutti gli amici che hanno partecipato alla serata, grazie agli Abba Show (pronunciato rigorosamente “abbassciò”) ed un grazie particolare a Cristina D’Aavena per aver ballato sfrenatamente con me

