Sono sconvolto, l’intervista a Noemi Letizia fatta dalla “famosissima” Daphne Barak è qualcosa di inarrivabile.

Inizialmente pensavo di fare un qualche doppiaggio (avevo anche già preparato Garage Band), ma poi mi sono reso conto che sarebbe stato impossibile fare qualcosa di più divertente.
Come superare un video che contiene: la giornalista travestita da dominatrix super vamp in motoscafo, le domande più scontate del mondo e poi, la vera chicca, le risposte della biondissima Noemi!
Vi prego, ditemi che qualcuno gli ha preparato un copione e tutta l’intervista è in realtà il cortometraggio con cui ha vinto non so quale premio a Venezia.
Se adesso si scopre che Noemi stava recitando una parte, beh, il premio Oscar non glielo toglie nessuno.
Quel suo sapiente uso degli “ehmmmmm” e degli “oooooooo”, seguiti da intensi “behhhh”… e poi, vero trionfo, la scioltezza con cui sfodera il suo inglese!

La prima chicca è al minuto 1.24, quando, dopo una serie di “eeeeeee” ed “oooooo”, se ne esce con un inarrivabile “Tudei after mai bordei”, superando in meno di due secondi il famoso “bat pliiis”, che non è, come potrebbe sembrare, un’arma di Batman, ma una parte dell’indimenticabile discorso del dimenticabile Rutelli.

Ed il meglio deve ancora venire.
Tralasciamo gli scontati “mi sono sbalordita” e lo strutturato “almeno fine quando poi non invadono la mia praivasi ” e passiamo direttamente al glorioso “Yeeee, de wos a lotto pippol, eeeeeeeee, veri big nais parti”, subito seguito da “Yeeeeee, eeeeeeemmmm, veri veri nais miusic, eeeee, mmmmm”, timido preambolo al più complesso “After bordei, eeeee….. weeeee… mmmm, siamo andati…. emmmmm… a mangiare al borgo di napoli, c’era un castello, e siamo andati a mangiare i cornetti… eeeee… siamo andati in barca, alle…. eeehhhhh” – e qui signore e signori, al minuto 2.46, si scatena l’apocalisse: Noemi inizia a recitare misteriose frasi in una lingua sconosciuta – “Thui’piemm! Eeeee…. Trhui’eiemm! Trhui’eiemm! Trhui’eiemm! Ehmmm… Trhui-ei-emm! Trhui-ei-emm! Bhrihoss! Cap’ucino!”, probabilmente un’antica formula magica che, insieme a “neghini neghini, nasalucolo”, resta a tutt’oggi senza traduzione.

Oh! Io nel dubbio io mi tocco le palle!