I’m Still Here

E’ strano riscoprirsi così fragili.
Pronti ad affrontare una società a muso duro, ma vulnerabili di fronte a parole inaspettate.
Tre parole, nulla più, dette sovrappensiero, ma capaci di far tremare le fondamenta di quello che avevo costruito in tanti anni.
La colpa è mia ovviamente, perché non sono mai stato capace di pensare a Massimo come una unità, ma sempre parte di qualcosa di più grande, un qualcosa che avevo sempre ritenuto inattaccabile, ma che invece, come ogni cosa, è soggetta ad usura.

E allora cosa fare?
Cambiare tutto?
Un viaggio solitario in isole deserte alla scoperta di me stesso?
No, grazie!
Io ho bisogno di dividere ciò che mi rende felice per poterlo apprezzare, ed ho bisogno di un abbraccio per poter superare quello di cui ho paura.

Alla fine “Io sono perché esisti” nonostante sia molto più pericoloso, l’ho sempre preferito ad un più onanistico “io sono, quindi esisto”.

E allora, proprio come Shirley Maclaine nel film Cartoline dall’inferno, alla domanda “Progetti per il futuro?” rispondo secco “Continuare a bere!”.

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17 thoughts on “I’m Still Here”

  1. Ecco, io arrivo tardi e mi sono perso l’abbraccio “di gruppo”, maledizione… 👿
    Nemmeno questo riesco a… ehm.. prendere!! 😯

    Allora ti abbraccio io! 😳

  2. Ehi, ma nessuno che ha il coraggio di chiedere cosa è successo esattamente?

    Larvotti’, che t’hanno detto? “Io ti amo”, “Io ti sfanculo”, “Hai un sagittario?”, “Sono due gemelli!”…
    insomma, cosa?

    ZS

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