Vera Mentea Stuta

Vera Mentea Stuta

Salve a tutti amici e amicie di questo blog, sono Vera Mentea Stuta, ed approfitto di una momentanea assenza del Larvotto per raccontarvi cosa è successo al suo dito.

Tutto è iniziato con il suo raffreddore: Il muco multicolore, lo sguardo con gli occhi a caramella ciucciata, la voce leggermente virilizzata ed una produzione eccezionale di caccole grosse come datteri; il tutto accompagnato da una serie di lamenti più o meno acuti.
Eh sì, il Larvotto è, per usare un’espressione della medicina alternativa, quello che viene definito “sfrangiamichia”, ovvero, uno di quelli che, al primo starnuto, parla a tutti come fosse in fin di vita.
Chiunque, negli ultimi giorni, si è trovato a contatto con il Larvotto per più di tre minuti consecutivi, ha dovuto sorbirsi una serie infinita di “babba bia gome sdo male” ed i più lamentosi “guesd’anno è davvero derribile”, tutti seguiti da colpi di tosse che manco la Mimì con la tisi ne tirava di così tragici.
Insomma, nel giro di poche ore ho iniziato a ricevere telefonate dove, gli amici disperati, mi supplicavano di fare qualcosa.
Concordata la tariffa ho subito iniziato il mio lavoro. Eh sì, perché io sono pagata proprio per questo: quando c’è qualcuno che si lagna per niente, arrivo io e gli dò qualcosa di cui potersi lamentare veramente. Altro che caccole!

Dopo essermi documentata sugli spostamenti Larvottiani, grazie ad un duplicato delle chiavi sono entrata nel suo appartamento, ho preso uno dei suoi affilati coltelli da cucina e con il pennarello ci ho scritto sopra “sono la lampada di Aladino, strofinami e realizzerò i tuoi desideri”, l’ho lasciato sul tavolo e me ne sono andata.

Una volta arrivato a casa il Larvotto, che come tutti sanno “quando pioveva la furbizia stava passeggiando sotto ad un portico”, ha visto l’affilato coltello, ha letto il messaggio e, senza pensarci due volte, ha chiuso gli occhi, ha sussurrato qualcosa a proposito di non si sa bene quale dimensione, e poi ha iniziato a masturbare il coltello con una foga che sembrava si fosse trovato per le mai Hugh Jackman.
Ha iniziato a sospettare che quella non fosse la lampada di Aladino quando l’unghia si è divisa in due.

Preoccupato ha avvolto l’indice con quello che ha trovato e, con una faccina da opossum, è andato svelto svelto al pronto soccorso per cercare di rimediare il rimediabile.

Una gentilissima dottoressa, dopo avergli spiegato che sulle unghie non si possono mettere i punti, gli ha messo i cerotti di sutura, gli ha fasciato il tutto e poi lo ha rimandato a casa con un foglio dove, nero su bianco (anzi, nero su verde acqua) c’era scritto quello che gli era successo.
Finalmente qualcosa di cui lamentarsi!

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7 thoughts on “Vera Mentea Stuta”

  1. non era meglio lasciargli un Hugh Jackman sul tavolo con lo stesso bigliettino?

    Larvotto sarebbe sparito lo stesso per settimane, ma in compenso non avremmo disturbato la povera dottoressa del pronto soccorso.

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