Visto che ho un blog, un qualche aggiornamento ve lo dovrò pure dare!

Eh sì, non ne posso più di vedere la “PerTina” in prima pagina, quindi questo post è principalmente fatto per toglierla dai coglioni.
Detto questo, ecco un breve riassunto degli ultimi 10 giorni.

– Meno Mono per mi

La settimana scorsa ero a Milano e, come spesso faccio nelle mie brevi capatine meneghine, sono andato al Mono per un drink e qualche chiacchiera.
Mentre stavamo uscendo c’è stato un episodio davvero triste.
Una signora che, ad occhio e croce, non aveva proprio tutte le rotelline oliate, era entrata nel locale (saaacriiileeeeggggioooo, il teeeempio dei gheeeeeeiiii) e, con aria timida e voce cantilenante, aveva chiesto di poter mangiare un poco di patatine fritte.
Alla richiesta, uno dei ragazzi dietro al bancone, si è arrabbiato e l’ha cacciata in malo modo.
Ora, io non so se ci sono dei precedenti e quella mite signora simpaticamente svitata era in realtà una serial killer che aveva già compiuto efferati omicidi all’interno del locale pieno di classe.
Oppure se, più probabilmente, la questione era che la signora non rientrava nei canoni estetici del locale e con i suoi modi zingareschi rischiava di disturbare il rumoroso gruppo di omosessuali impegnato a risolvere spinose questioni tipo “ma Lady Gaga diventerà la nuova Madonna?”.
Irritato dalla scena il mio ragazzo ha detto che avrebbe pagato lui le patatine a quella donna, poi ha messo 6 euro sul bancone e, mentre il gestore inferocito continuava a sbraitare “però non la fare entrare”, ha riempito un piattino con delle patatine fritte e le ha portate fuori alla signora che, tutta sorridente, lo ha ringraziato e si è allontanata tenendo tra le mani il piattino come fosse un piccolo tesoro.
Quanto costa un pacchetto di patatine?
Era davvero così difficile fare un gesto simpatico?

– A Reggio badilate de cultura

E’ iniziata la mostra della fotografia europea e Reggio Emilia, come sempre più raramente capita, si è improvvisamente riempita di vita.
Mi fa arrabbiare il veder come potrebbe essere il centro storico se quei merdoni rompicoglioni che lo abitano non si ostinassero a pretendere strade silenziose, locali che chiudono presto, nessuno che parla davanti ai bar, nessuno che beve davanti ai bar e nessuno che fa niente di niente perché “loro” devono starsene a casa tranquilli ad ascoltare il telegiornale.
Ma perché “loro” non se ne vanno ad abitare in campagna se vogliono il silenzio?
La città è bella così, piena di gente che ride, piena di cose da vedere, di locali in cui fermarsi per fare quattro chiacchiere e commentare i tanti spazi espositivi, alcuni bellissimi, altri.. ehm… ok, ci siamo capiti, la città è bella quando è viva! Punto.

– Non posso fare nomi

Ma cazzo, se per una serie di strane coincidenze ti ritrovi a fare un banner pubblicitario che verrà pubblicato in un famoso giornale di settore e, quando stai per inviare il materiale, ti accorgi che l’indirizzo è una cosa tipo “nonnapia@servizioaggratis.it” beh, subito l’idea di professionalità va a gherigli.
E se poi la mail ti continua a tornare indietro perché l’allegato e troppo pesante e allora tu li chiami per sapere se hanno un altro indirizzo e, anziché una redazione, sembra la sagra della porchetta.
E se poi, ciliegina, ti dicono di non inviare file PNG perché non li riescono ad aprire, beh, a questo punto inizi seriamente a dubitare della professionalità di quel giornale.

– Insensibili (a world full of nothing)

Sabato sera, erano circa le 19.50, stavamo servendo gli ultimi clienti in negozio quando, improvvisamente, un mio collega ha avuto una crisi epilettica.
Si è irrigidito e poi, dopo aver violentemente sbattuto la testa, è caduto a terra tremate.
Un ragazzo che stava facendo spesa ci ha detto di essere del pronto soccorso ed è venuto ad aiutarci (è stato un tesoro e l’ho amato tanto).
Eravamo tutti molto spaventati, lui in una pozza di sangue, noi intorno che cercavamo di tenerlo fermo, il capo negozio che chiamava il 118 e, quasi urlando dalla paura, diceva dove dovevano venire.
In tutto questo trambusto, la signora che stava servendo prima di cadere inizia a chiamarmi e, quando mi avvicino mi dice “il suo collega mi aveva preparato il prosciutto cotto, il pacchetto è lì”.
Io ero senza parole! Uno sta male e quella si preoccupava del suo prosciutto cotto?
Mentre gli stavo prendendo il pacchetto si è anche affrettata a dirmi che “guardi che il suo collega lo ha già pesato”.
Ero molto tentato di dirgli “va bene, allora appena gli passa la crisi epilettica gli chiedo dove lo ha messo!”.
Poi mi ha fatto pena, anzi, quasi schifo, come tutte le persone incapaci di provare sentimenti, come tutte quelle persone egoiste che, davanti ad una qualsiasi disgrazia altrui, grande o piccola, continuano a pensare solo alle loro misere necessità.
Gli ho ripesato il suo cazzo di pacchetto e poi gli ho anche augurato una buona serata… ovviamente una buona serata seduta sul cesso a cagare duro come acqua per almeno 12 ore a fila.

– Niente è per sempre (Albano e Romina docet)

La prossima settimana ci sarà un grandissimo stravolgimento sul posto di lavoro.
Ancora non so bene cosa succederà, e non so nemmeno come affrontare la cosa, lascerò quindi che sia l’istinto a guidarmi.

– E per finire: fuffa!

Questo è un blog cazzaro che si nutre di fuffa e quindi, visto che per una settimana non ne ho pubblicato, ecco pronto un video sopraffino, pieno di quel delizioso senso di inutilità che tanto mi piace.
Signore e Signori, ecco a voi Il Mangiafiga! E vi prego di amare insieme a me la colonna sonora 😀

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22 thoughts on “Visto che ho un blog, un qualche aggiornamento ve lo dovrò pure dare!”

  1. Wow, i due episodi tristi (signora delle patatine e attacco epilettico) mi fanno davvero raggelare il sangue. E dire che in un episodio analogo, qui nella metropolitana di New York, le cose sono andate ben diversamente, proprio davanti ai miei occhi. L’Italia è oramai il Paese del “mi faccio i cavoli miei” e la signora del prosciutto non faceva eccezione, voleva solo togliersi dalle scatole il più in fretta possibile. Che disgusto…

  2. sì ok, ma in tutto questo lungo post che fa perdere un sacco di tempo, non si è ancora trovato il tempo di impacchettarmi il mio prosciutto cottoooooooooooo!!!
    😀

  3. tutto il resto non lo commento perche’ gia’ sai 😯
    ma la faccia del signor mangiapassera non la vogliamo commentare? per fortuna che le sue ipotetiche donne (?) magari-forse-chissa’ durante non ne notano le furbe espressioni altrimenti ciao ciao ormoneeee
    😉

  4. A parte che sei un santo ad avere ancora voglia di aggiornare sti cazzo de blog, trovo il tuo commento su Reggio Emilia perfettamente calzante rispetto alla situazione italiana. Se tra quelle strade ci fosse gente che parla, bar aperti e mostre in continuazione beh… vorrebbe dire che stai in Spagna. La differenza tra un paese latino civile e uno medioevale è tutta lì.

    zs

  5. A parte la faccia da Sea Monkey (aka scimmie di mare pubblicate negli anni 70 sulla settimana enigmistica insieme agli occhiali a raggi x) del tipo del video ..la colonna sonora è qualcos adi agghiacciante. Non vorrei dire ma c´è vento dell´est in questo “suppendevovvvolo videeeo”
    ..certo che mi chiedo sempre come fai a trovare certe cose 🙂 .. sei un grande.

  6. Giuro non vado più al mondo…ma magnerò le fighe!
    Pensavo di non poter vivere senza Lost…ma ora avrò Larvotto come sostituto…a quando i prossimi spoiler?

  7. Leggevo di recente di un episodio simile: un uomo di sente male in una piazza italiana e viene soccorso ma muore. I clienti di un bar lì vicino continuano a mangiare come niente fosse con vista cadavere.
    Ammesso che non stiamo parlando di mancato soccorso (i soccorsi ci sono stati), ma solo di condivisione della sofferenza, non si capisce perché la signora del prosciutto o i clienti del bar dovevano partecipare emotivamente all’accaduato. Erano parenti? conoscevano la persona sentitasi male? non mi pare. E allora perché dovevano partecipare distraendosi da quello che stavano facendo e non farlo quando vedono un telegiornale o sapendo sempre che in questo preciso momento stanno morendo centinaia di bambini di fame nel mondo o altre cose così?
    Per la distanza che era minore? Per la vista? Se vedo la scena devo partecipare se non la vedo no? E’ questa la sensibiltà?

    Il tutto mi puzza di ipocrisia.

  8. bellobello, non ci crederai, ma c’e` anche chi “partecipa” guardando i telegiornali. C’e` chi non e` completamente anestetizzato, e quando vede in televisione scene variamente cruente (terremoti, alluvioni, disastri aerei, guerre) prova una genuina sensazione di “partecipazione emotiva”, che a volte lo porta addirittura poi a cercare di intervenire in modi diversi (associazioni, volontariato, eccetera).

    Peccato che siano sempre meno.

  9. Non sono cristiano ma trovo questo molto vero: “chi è senza peccato scagli la prima pietra!” …nessuno sa perchè quella signora si sia comporata così. Bollarla come insensibile stronza mi pare eccessivo. …sarebbe interessante averglielo chiesto. …e prima di dare giudizi bisogno essere un attimo accorti e andarci coi piedi di piombo.

    1. Alex, rispondo a te ed anche a Bellobello.
      E’ verro, se io sono, chessò, su un treno e la mia vicina (che non conosco) ha un malore, non dico che si debba fermare il treno, ma almeno non chiamo il controllore mentre la sta scoccorrendo per lamentarmi dell’aria condizionata troppo alta.

      Qui non si parla di partecipare al dolore, ma porca puttana, se vedi delle persone che stanno aiutando un poveretto che ha spasmi e va tenuto fermo, che perde sangue a fiotti dalla testa e stai cercando non fargliela sbattere ulteriormente, tu non puoi fare la faccia scocciata come se il poveretto avesse fatto apposta ad avere una crisi epilettica per non servirti.
      Davanti a lei, proprio sotto al suo naso, c’erano un sacco di buste di prosciutto cotto già affettato, ed anche dei tranci già pesati e pronti da portare via.
      La faccia di quella che non ha tempo da perdere se la poteva pure evitare.

  10. Caro Larvotto,
    grazie per la risposta. Se fosse stata lei sola insieme agli altri due nel negozio posso pure capire ma a quando riporti di gente ce ne doveva essere parecchia nel negozio. Ti sei chiesto se per esempio la tipa è andata in panico a vdere la scena e la cosa che ha potuto fare è prendere la sua roba e scappare? Se il poveretto era già attorniato da gente lei che poteva fare? .. con questo non la voglio “difendere”, invito solo alla prudenza nel giudicare a priori i comportamenti altrui… spesso ci sono motivazioni che manco immaginiamo. ..tutto qua 🙂

  11. Alex,

    visto che scrivi dal Canada, suppongo che avrai notato la differenza tra come si comportano i canadesi e come gli italiani, in certe situazioni. Personalmente ti auguro di non trovarti mai in una situazione del genere, come “protagonista”, ma lo auguro alla signora che ha fatto l’indifferente col prosciutto. Le auguro di cascare a terra in preda a convulsioni ed essere circondata da gente che non fa proprio caso a lei e continua a fare la spesa come se niente fosse. E’ così che dobbiamo ragionare secondo te? Con la cattiveria nel cuore augurando il male al prossimo e facendoci i ca$$i nostri? Mi rifiuto di accettare questo modus vivendi. E forse per questo me ne sono venuto in America. La società in cui viviamo non può e non deve essere individualista e sterile. Wikipedia dice che una “società è l’insieme organizzato da individui (società umana) o di animali (società animale) che condividono fini e comportamenti e si relazionano congiuntamente per costituire un gruppo o una comunità.” Una comunità appunto, dove si mettono in COMUNIONE le forze, dove ci si aiuta a vicenda perché oggi capita a lui ma domani può capitare a me o a te. Ed è così che, grazie al cielo, funziona nel paese a stelle e strisce, ma non nel Belpaese.

  12. @camu: si ho visto che c´è molta differenza in queste cose. Devo dire che qua c´è molto più il senso della comunità. Voglio ripetere per l´ennesima volta che non sto difendendo la signora… sto solo invitando ad usare cautela ogni volta che si formula un giudizio perchè non si sa quello che veramente succede. Molto probabilmente la signora vive in un mondo molto piccolo dove le sue esigenze sono tutto, … ma magari anche no!, e aveva i suoi motivi per comportarsi come ha fatto, non lo sappiamo.
    Riguardo all´Italia io non direi che è individualista e sterile: direi di più che NOI italiani siamo tendenzialmente egoisti e miopi e che questo atteggiamento castra la nostra grande creatività e permette per esempio al sistema politico attuale di fare tutto quello che vuole e di madare tutto a tarallucci e vino….tanto (come dicono) siamo in Italia.
    Questo per dire che non sono così pessimista come te Camu, e so benissimo che le cose non sono facili in Italia ora.

  13. Il gesto delle patatine è davvero carino.
    Preferisco commentare la nota positiva che tutto lo schifo che l’ha generata.

    Cri.

    PS: In quanto gay e con barba posso dirlo: i froci del MONO si meritano un’epidemia di alopecia così degli orsi non rimarrà nemmeno l’ombra e loro possono chiudere i battenti 🙂

  14. Ciao Larvotto, grazie della visita. In merito al tuo post , un abbraccio per aver dato una mano alla signora. Io spesso mi fermo a parlare con una vecchietta che becco sempre quando torno a casa dal lavoro. La gente la definirebbe una barbona.
    Ho notato che non è un problema di città grandi o piccole, semplicemente alcune persone sono delle merde , altre sono degli angeli.
    Cmq spero che il tuo collega si sia ripreso, io ho sofferto di epilessia ma mai in modo così grave.

    Un salutone

    Salvo

  15. Ciao Larv8, il tuo post mi ha fatto tornare alla mente un episodio fresco fresco di giornata (tanto per parlare di ignoranza): sono andata alla macchinetta del caffè per i 10 minuti di pausa e c’erano 3 colleghi (2 donne, un medico) che chiacchieravano di viaggi, di cosa avevano visto, di dove andare .
    Ah in Puglia? No no in Puglia non mi sono trovata bene…
    Io invece vorrei andare in Marocco
    In Marocco? Mo per caritè! Me vag’ più in Marocco!!
    E perchè, le risponde l’altra
    Mò perchè ci sono i marocchini!!
    E il medico ribatte: ma si, c’è na puzza, no schifo dappertutto, gente che dorme sotto i banconi del mercato del pesce con l’acqua che gli cola in faccia, ma che schifo!! Vabbè dai, finiamola che la collega (io) sta prendendo il caffè.
    Mi sono girata verso st’essere e con la mia faccia schifata (che solo io posso e so fare) gli ho detto: Direi che più che schifo, bisognerebbe provare a capire e non giudicare e magari forse sta gente non è che abbia tanto piacere a dormire sotto i banchi. A me fa meraviglia lei che parla così…arrivederci!
    Questo per dire che l’ignoranza e l’egoismo sono ovunque e l’uscita della vecchia con il cotto, seppur sconfortante, non mi meraviglia.

  16. Un grido nella notte – 1988 – di Schepisi con Meryl Streep.

    Ne consiglio la visione e poi di rileggere la storia della signora stronza.

    Magari qualche riflessione salta fuori, sul dover per forza fare quel che gli altri si aspettano si faccia.

    Oddio, ma quanto è brava Meryl Streep?!?!?

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