Il Tenente – Bèin dotòr

A me il dialetto reggiano piace da impazzire e adoro, quando posso, lasciarmi andare in sproloqui “belli nostrani”.
Ovviamente perché è il mio dialetto.
Se ad un amico, chessò, di Milano, gli dico una cosa tipo “chi’lò al pòsa c’mè n’endès!“*, sicuramente, oltre a non capire bene, gli sfuggirà anche la meravigliosità della parola “endès“.

Questo piccolo preambolo per dire che oggi ho ascoltato un brano del Tenente “Bèin dotòr”, tutto in dialetto reggiano.
L’introduzione mi ha fatto sganasciare e la canzone, anche se non è proprio il mio genere, devo dire che mi è piaciuta.
Potere del dialetto reggiano?

Qui il loro sito

*TraduzioneParafrasi: quello puzza come un uovo marcio

5 thoughts on “Il Tenente – Bèin dotòr

  • Mode Maestrina dalla penna rossa ON:
    in italiano la parola “èndice” designa l’uovo di marmo un tempo usato per indurre le galline alla cova, e deriva dal latitino “index”, col significato di “cosa che ne indica un’altra”. Nelle campagne, dove il marmo era un lusso, veniva sostituito da un uovo non fecondato, che dopo qualche tempo si corrompeva e, se rotto, sprigionava fetori mefitici. Per traslato, negli idiomi gallo-italici le svariate traduzioni di “index” passarono a definire le uova marce.
    Mode Maestrina dalla penna rossa OFF.
    (Ok, dovevo dirlo, adesso abbattetemi pure)

  • In Reggiano vuol dire “imbecille”, e lo metto tra virgolette perchè in Italiano è più cattivo… anche se nel dialetto assume connotati non troppo felici. 😉

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