James Franco

Non so da dove è tratta questa foto (graditi suggerimenti), però la trovo intrigante da morire, e James Franco è bello di sopra, di  sotto, di fianco ed anche rovesciato. Ecco.

Deve esserci sicuramente un errore

Vi prego, qualcuno mi dica che ho visto male e che sulle confezioni delle piadine NON c’e Maicol Berti, con un sorriso forzato e con un delizioso colore di capelli molto paglia e fieno, che si offre come appetitoso premio.
Quando l’ho visto non riuscivo a crederci, continuavo a guardare l’etichetta e non sapevo se ridere oppure correre a comprare un biglietto aereo, sola andata, per una qualsiasi parte del mondo.
Nel dubbio ho controllato attentamente, ho anche letto il regolamento online, ma la cosa è davvero tutta qui: una cena in compagnia di Maicol Berti conosciuto col nome artistico “Maicol”.
E ‘sti cazzi!
Mi aspettavo una frase subito dopo, una roba tipo “…che vi consegnerà le chiavi di una macchina”, e invece no, manco nà padella bucata per cuocere le castagne! Chi vince mangia un piatto di pasta con Maicol e poi a nanna, ognuno per conto suo.
Sto cercando di immaginare come potrebbe essere lo svolgimento della giornata e mi viene sonno solo al pensiero.
Ma davvero c’è qualcuno che, leggendo l’etichetta del concorso, tutto emozionato, si prende la briga di partecipare?
Copio-incollo l’appetitoso programma dal sito ufficiale per farvi capire bene:

– Mezza giornata in tour turistico a Riccione in compagnia di Maicol Berti conosciuto col nome artistico di “Maicol” (che cosa fanno vedere, viale Ceccarini?)
– treno/aereo A/R di seconda classe per una persona dalla stazione aeroportuale o ferroviaria più vicina al luogo di residenza del vincitore (seconda classe? braccine corte eh?)
– cena presso il ristorante Gambero Rosso in compagnia di Maicol Berti conosciuto col nome artistico “Maicol” (Mè cojioni)
– 1 notte in Hotel in camera singola, con prima colazione, presso l’Hotel Mediterraneo di Riccione, 4 stelle (ovviamente senza pompino della buonanotte)

Scommetto che state già tutti correndo al supermercato a fare scorta di piadine 🙂

Questo appassionante concorso mi ha fatto venire in mente, in quanto a delusione, una vecchia barzelletta su Papa GP2 (ma devo dire che anche con Benny16 viene bene).
La trovate qui 🙂

Duck Sauce – Barbra Streisand

Anche a voi, come a me, fa cagare il brano “Barbra Streisand“?
Anche voi vorreste che tutte le copie fossero distrutte compreso quelle digitali?
Anche voi, come me, vi interrogate del perché proprio “Barbra Streisand” e non, ad esempio, il nome di vostra nonna, del vostro cane oppure quel cazzo che vi pare?

Bene, se proprio siete curiosi di sapere come avrebbero suonato nella canzone, andate a questo link, mettete quello che più vi sfregola, scegliete a chi farlo dire e poi godetevi il risultato.

Io ho fatto la prova con questo e poi con questo 🙂

Cromaticamente parlando eh…

Ieri sera abbiamo provato un nuovo locale che ha aperto in provincia di Reggio.
Ha alcune birre a produzione artigianale (due non male) ed un menù con una serie di piatti discreti.
A fine pasto la cameriera ci ha chiesto se volevamo il dolce e poi, piena di entusiasmo, ci ha proposto una specialità dello chef: il dolce al cioccolato con la menta.
Come resistere a questo abbinamento?

Ora, sul gusto non voglio discutere (era buonissimo), ed eviterò di commentare anche il cioccolato color diarrea, però, porca di quella puttana, non avrebbe dovuto mettere la crema all’uovo nella decorazione, perché cromaticamente parlando, il giallo ed il verde insieme in quel piatto non si affrontavano.
Alla prima cucchiaiata mi è venuto il vomito.

Genesis Breyer P-Orridge

Quello nella foto qui sopra è Genesis  P-Orridge, il leader degli Psychic TV.
Negli anni 80 un poco li seguivo, ed avevo anche una cassettina con alcune loro canzoni, anche se, a dire il vero, io ascoltavo sempre Stolen Kisses insieme a Marc Almond.
Non mi sono mai piaciuti completamente e così, con il tempo, di Genesis P-Orridge avevo perso le tracce.
Oggi ho trovato una sua foto.

Ho paura di essermi perso un qualche passaggio importante.

Una storia (quasi) inventata

Com’era bella Carmen, con quei lunghi capelli neri in contrasto agli occhi color primavera, il seno prosperoso che faceva arrossire tutti gli uomini e quella risata fragorosa, quasi incontrollabile, che, quando la sentivi, anche se non sapevi di cosa si stava parlando, iniziavi a ridere anche tu.
Loris ne era innamorato, ma non riusciva a trovare il coraggio di dirglielo. Era così timido che, quando lei andava nel suo negozio a comprare la verdura, teneva gli occhi bassi e diventava subito tutto rosso appena lei gli diceva qualcosa.
Carmen l’aveva capito, perché tutte quelle cose le sentiva anche lei, ed a comprare la verdura da lui ci andava apposta, anche se era il negozio più lontano.
N’insaleta bòuna c’mà la càt chè, an la càt mia da nètra pèrta!” (un’insalata buona come trovo qui, non la trovo da nessun’altra parte!) gli diceva, quasi a volersi giustificare, mentre Loris gli allungava il sacchetto, abbozzando un sorriso che subito affondava sotto alle sue guance rosse.

Nel 1963 a Novellara le cose da fare non erano tante e quindi, per i più giovani, qualsiasi pretesto era buono per trovare un poco di divertimento.
Era il 7 giugno e quella sera l’occasione è stato il concerto de “i Monelli” un gruppo locale che stava iniziando ad avere tanto successo e che, proprio quella sera, si sarebbe esibito per la prima volta insieme ad Augusto, il loro nuovo cantante.
E ad assistere al debutto di Augusto c’erano anche Loris e Carmen che, ognuno insieme ad i rispettivi amici, seguivano il concerto tra risate, chiacchiere e l’immancabile lambrusco.
A dire la verità di quello che si stava parlando a loro non interessava, erano troppo occupati a lanciarsi timidi sguardi, o meglio, Loris lanciava timidi sguardi, perché la Carmen ad un certo punto lo sguardo non lo ha più abbassato e Loris si è sentito come se fosse tutto nudo in mezzo alla piazza del mercato.

Allora ha fatto un bel respiro, si è alzato in piedi e, approfittando di un provvidenziale brano lento, si è avvicinato a Carmen, tutto rosso in viso, tendendogli la mano per invitarla in pista.
In quel momento la musica avrebbe anche potuto finire, tutto il palazzo crollare, ma Carmen si sarebbe alzata ugualmente, avrebbe preso Loris per mano e poi avrebbero iniziato a ballare quella musica che potevano sentire solo loro, perché certe cose non hanno bisogno né di domanda e nemmeno di risposte.
A fine serata Loris ha riaccompagnato a casa la Carmen, che le sue amiche erano già andate e lei abitava fuori città e non voleva fare la strada da sola. Ovviamente Loris lo ha fatto di nascosto, perché sennò, come minimo, il papà di Carmen lo avrebbe inseguito con un forcone da fieno.
Camminavano senza dire niente, lentamente, ascoltando il rumore della campagna che, nel silenzio della notte, quasi sembrava un altro concerto.
C’era la luna piena, ed era così luminosa che si potevano addirittura guardare in faccia.
Ad un certo momento Loris si è fermato e, con il cuore che sembrava volesse uscire dal petto tanto picchiava, ha guardato Carmen dritta negli occhi, poi, sempre in silenzio, si è abbassato e gli ha dato un bacio.

La carriera de “i Monelli” era appena all’inizio.
Nel 1966 hanno partecipato al cantagiro con il brano “Come potete giudicar” e, sempre nello stesso anno, arrivarono finalmente al grande successo con le canzoni “Noi non ci saremo, Dio è morto e Canzone per un’amica” scritte per loro da un giovanissimo Francesco Guccini.
Tutto questo dopo aver cambiato nome e diventando, nel tempo, il gruppo simbolo di intere generazioni “i Nomadi”.

Sabato sera a Novellara c’è stato il Nomadi Raduno, ed anche se non sono un loro fan, ci sono andato per accompagnare mia sorella e mia mamma.
L’atmosfera era bella. Sotto a quel tendone c’erano un sacco di persone, giovani e meno giovani e, tra i tanti, proprio di fianco a me, c’erano anche Loris e Carmen.
Stavano da una parte, mano nella mano, proprio come la sera del 7 giugno 1963 quando Loris l’aveva riaccompagnata a casa.
Io li guardavo di nascosto, ed ogni tanto li vedevo che si scambiavano uno sguardo, uno sguardo del quale io non capivo il vero significato, ed a quel punto lei sorrideva e lui diventava tutto rosso, proprio come faceva 45 anni fa, però, anziché girarsi dall’altra parte, si avvicinava e la stingeva forte, come se non volesse farla scappare, ed a me, quasi, sembrava di sentire la musica che stavano sentendo solo loro, molto più forte di quella che stavano suonando in quel momento sul palco.

Salvalabalena, salvalabalena, salvalabalena!

No beh, grazie, begli amici che ho.
Ok, la colpa è mia, sono un ignorante, non parlo inglese e le uniche frasi che riesco a dire sono delle robe pietose tipo “Chen ai ev a biir plis“, però, proprio per questo, porca di quella lurida puttana, qualcuno avrebbe anche potuto avvertirmi che, nel ritornello di Orinoco Flow, Enya canta “Sailaway sailaway sailaway“.

Per più di 20 anni io ho continuato a cantare “save the whale, save the whale, save the whale” 🙁

Perché Sanremo è Sanremo?

Eccomi pronto, anche quest’anno, ad assistere alla prima serata del Festival della Canzone Italiana e, proprio come l’anno scorso, lo farò insieme alle mie kuggine.
Siamo già pronti, carichi di fiele al punto giusto, organizzatissimi grazie alle schede voto.
Certo, sperare di arrivare a fine serata senza subire traumi è difficile, ma fortunatamente sono state preparate due ottime torte per aiutarci ad addolcire il tutto.

Come extra gioco quest’anno la kugi dalle tette enormi ha preparato le buste dove metteremo il nostro pronostico. Le buste saranno aperte in un noto ristorante reggiano dove, l’eventuale vincitore, non pagherà la cena 🙂

Una parte del gruppo d'ascolto
Una parte del gruppo d'ascolto

Il festival non è ancora iniziato e Belen mi ha già sfrangiato la minchia con la scenetta delle sue scarpe.

Appena la Clerici ha finito il suo pippone con la bimba ab-normal mi svegliate?

Ma le mani di Morandi? Ma chi li ha vestiti? Lo stesso tappezziere?

Ed ecco il primo coglione, dei due che ci farà venire questo festival. Ma l’orgia nella palla con la musica disco che cresce? E’ il momento bunga bunga?

Le schede voto sono basate su voti da 0 a 5 su: look, voce, interpretazione, presenza scenica, testo, melodia. Voto massimo raggiungibile 180.

Iniziamo con il momento Esselunga? Primo commento: ma che puttanone!
Pessima la Giusy Esselunga, la presenza scenica di un paralume, la solita voce lagnosa e sforzata con la solita canzonetta.

Presentato “Luca Barbarossa Fino in fondo” suona come una minaccia.
A quanto pare si sono vestiti tutti dallo stesso tappezziere.
Ammazza che canzone di merda!!! Effetto Jalisse assicurato!

Roberto Vecchioni sta cantando una di quelle tipiche canzoni che, quando le sento per radio, cambio subito stazione.

Ma la Tatangelo? Bof!

Oddio, ma cosa è successo ai La Crus? Un colpo dè vècio? Ma che cantano, un pezzo da balera romagnola? Ma chi è la mestruata insieme a loro?

Scusate, ma la Canalis e la Belen dove sono?
Chiamate, arrivate! Io comunque preferisco la Canalis 😀

Ma questo chi è? Pezzali se lo è magnato!

Donne, è arrivato l’arrotino! Sandokan? Ma sborrati!
Ma poorkhaamahdhonna, vi prego, Van De Sfroos non si affronta!

Per adesso la canzone di Luca e Paolo è la più bella del festival!

Anna Oxa, aiutatela! C’è un numero da dove mandare 2 euro? (Tati)
Oxatar, il balletto no, ti prego!

Vi prego, qualcuno trovi un buon spacciatore a Tricarico, la roba che si fuma non va bene. Ma riuscirà mai a fare una canzone che non faccia esplodere i coglioni dopo 5 secondi? Mi fa più cagare dei La Crus!

PROTESTA DELLA GIURIA: questo Sanremo non lascia la pausa sigaretta

Emma e Modà, vi prego, ma che è sta lagna? Al Bano e Romina reload

I siparietti sono una tristezza infinita. Meno male che ci sono Luca e Paolo.

Luca Madonia, al momento, è quello che più mi è piaciuto. La cosa è molto preoccupante.

Ahhhhhhhhh!!!!! La Patty Pravo si è travestita da nonnina di Titti! Mi è sembrato di vedere un gatto (attaccato ai maroni).
Patty, dal cuore: prooooooooot!

Ma la Patty, tutte quelle stecche, poi se le fuma?

Nathalie, ti prego, vinci tu.

Al Banal. Punto.
MA questo è l’inno russo! Plaaaaaaaaaaaaagiooooooooooo!!!!!

Finalmente questo tristissimo festival è finito.
Ecco la nostra personale classifica con i voti totali:

Anna Tatangelo: 106
Nathalie: 94
Anna Oxa: 80
Luca Madonia e Franco Battiato: 78
Patty Pravo: 77
Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario: 69
Giusy Ferreri: 63
Emma e Modà: 63
Roberto Vecchioni: 61
Davide Van De Sfroos: 40
Tricarico: 31
Max Pezzali: 26
La Crus: 23
Al Bano: 21