Fette di vita, putridi ricordi e sogni riscoperti

maglia

Tra le tante pessime idee che mi potevano venire in mente, quella di riordinare cantina e garage è stata sicuramente la peggiore.
In un microappartamento lo spazio è prezioso e non c’è posto per i sentimenti.
Se abitassi in una grande casa, casomai con un enorme solaio, terrei qualsiasi cosa, ogni bigliettino, ogni ricordino, tutti quei terribili prendi polvere che però hanno la capacità di assorbire ricordi ed emozioni.
Stamattina avevo davanti a me una montagna di roba (non scherzo) e mi sono trovato costretto a fare una scelta: cosa tenere e cosa buttare.
E’ stato un lavoro psicologicamente faticoso.
Guardavo bigliettini innocenti, scritti frettolosamente in una cameretta, frasi semplici, quasi dei tweet, tutti che urlavano la mia voglia di vivere liberamente la mia sessualità.
La foto del mio primo amante “ufficiale”, lo pseudo (orèndo) testo che ho scritto, boccettini di profumi oramai spariti dal mercato, frasi di incoraggiamento scritti in codice da amici con la A maiuscola. E poi foto, centinaia di foto, una serie infinita di scatti così attuali… sembravano tutti elaborati con Instagram!
Più di una volta mi sono ritrovato a sorridere, perché appena mi capitava in mano un determinato ninnolo, subito il rubinetto dei ricordi si apriva e la mia testa si riempiva con colori e profumi del secolo scorso (uao, fa figo dirlo eh?).
Poi c’erano anche i momenti in cui mi ritrovavo davanti a momenti dolorosi, ferite del mio passato che, a quanto pare, non si sono mai del tutto rimarginate e che subito ricominciavano a sanguinare appena le toccavo.
Davvero sono ancora così fragile?
Ero tutto sporco e sudato, ma avrei preso la macchina per andare a dare una sberla che ancora sento friggere nella mia mano.
In un momento assolutamente cinematografico poi, ho anche istericamente strappato un vecchio “diario segreto”, perché mi sono ritrovato a piangere leggendo quanto ero vulnerabile e quanto male certe persone erano riuscite a farmi. Forse dovrei cercare di ricontattarle e ringraziarle, perché la loro cattiveria mi ha fortificato… poi ovviamente li riempirei di sberle 🙂

Insomma, dopo ore tra polvere e sudore, mi ritrovo adesso con un armadio ordinato, una cantina semivuota, ed un mucchio di roba pronto per essere portato in discarica, buttato via insieme ai brutti ricordi. E poi c’è anche un po’ di altra roba che regalerò ad un qualche mercatino, perché sono sicuro che ci sarà un altro timido Massimo che si innamorerà di quelle cose esattamente come le ho amate io, e che gli farà rivivere una nuova vita che io non posso più dargli.

Tra le cose che ho rimesso con cura nell’armadio, c’è anche una vecchia maglietta lisa e piena di buchi. Quella proprio non riesco a buttarla via. Ma chi non ha mai ballato Rain al Corallo non potrà mai capire il perché 🙂

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4 thoughts on “Fette di vita, putridi ricordi e sogni riscoperti

  • 🙂

    Sarebbe stato interessante “conoscere” quel Massimo lì.
    Forse tutti lo siamo stati (o lo siamo tutt’ora) come tu ti sei descritto ripensando al tempo passato. In molte occasioni il modo nel quale eravamo fatti, non ci lascia mai e ci viene a fare visita costantemente.
    A volte non servono bigliettini per i ricordi… È tutto inciso sulla pietra. E in questo caso la pietra siamo noi.

  • Quella maglietta dei Cult ce l’ho ancora anch’io <3 …e sono felice di aver fatto parte di quel tuo passato e ancora del tuo presente e, spero, del tuo futuro… ti lovvo amico 🙂

  • Coraggio Massimone ! E’ sempre un peccato buttare cose vecchie che sembrano inutili, anche ciarpame a prima vista.. che pero’ contengono un passato denso di ricordi. Comunque vedi il lato positivo .. diciamo che hai selezionato il meglio dei ricordi e quelli che ti possono tornare “utili” diciamo cosi’.

    Per quel che riguarda le tue sofferenze … dai .. vedi la tua situazione presente, la tua umanita’ etc etc. Sei una gran bella persona degna di stima … e se te lo dice un noto “criticone” come me .. anche un po’ omofobo .. fidati che si tratta di un gran complimento.

    🙂

  • Urca Max, mi hai colpito su un nervo molto scoperto: forse tu ballavi rain al corallo mente io ero alla consolle, ma non tu conoscevo. Poi ho recentemente scoperto che una persona che tu ven conosci amava anche lui i cult e magari a quel concerto sotto quel tendone da circo a Bologna dove i cult suonarono prima degli U2 c’eravamo tutti e tre……mi hai acceso la macchinetta del “what if”…….Ci vorrebbe la Time removal machine!!!! :-(((((

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