Fuggire sì, ma dove?


Avrei voglia di una sigaretta, casomai fumata con calma, in balcone, mentre fuori piove.
Ed anche un bicchiere di vino rosso, di quelli che al primo sorso sembrano infuocati e poi, piano piano, ti stuprano la bocca e ti lasciano le labbra bluastre.
E poi vorrei la musica giusta come sottofondo, quella suonata con il volume che non affoga i pensieri.
E vorrei avere abbastanza freddo da indossare l’orrendo maglione di lana.
Ma soprattutto, vorrei capire che svolta ha preso la mia vita.

In una settimana sono cambiate tante cose che quasi non me ne capacito, e tutto quello che mi succede intorno sembra sempre lontano da me, salvo poi sfiorarmi all’improvviso, facendomi sobbalzare, come le parole che ti colpiscono quando sei sovrappensiero.

E così cerco di concentrarmi solo su quello che mi fa stare bene, setacciando le emozioni e lasciando passare solo quelle energie che, quando attraversano il mio corpo, riescono a ricaricarmi.
Come il sapore del sesso che resta sulle mie labbra, come il raggio di luce che spacca in due le nuvole, come il Fa dopo il Do, come il calore della tua mano sulla fitta di dolore, come la risata che non si riesce a trattenere, come i segreti chiusi in una busta, come la paura per una terra che trema e che sembra volersi scrollare di dosso tutti questi esseri così rumorosi.

Fuggire sì, ma dove?

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