Viaggi da incubo?

​Un viaggio in treno che costa tanti soldi, una carrozza con sedili comodi e poche, semplici richieste: non fumare, nemmeno le sigarette elettroniche, abbassare il tono della voce e la suoneria dei cellulari.
E’ davvero chiedere tanto?

La carrozza non è piena, ma anche queste poche persone sono state sufficienti a rovinare il mio viaggio.

Appena partiti (appena partiti) la signora vicino a me ha tirato fuori un involucro di stagnola con dentro un pezzo di torta, mentre al marito ha dato un puzzolente panino con salume e formaggio.
Cioè, era dal 1975 che non assistevo ad una scena così pietosa, forse temeva di morire a causa della fame? Oppure non era a conoscenza del fatto che una carrozza ristorante è a disposizione proprio per casi disperati?
Intanto una famiglia poco più avanti ha lasciato al figlio un cellulare con cui ascoltare, senza cuffie (SENZA CUFFIE), canzoni a cassa dritta in un idioma a me sconosciuto, che però tanto facevano ridere, ed il padre incitava il figlio a cantare alcuni pezzi di quelle baracconate scatenando l’ilarità della signora con la torta.
Tutti, tutti, TUTTI, T U T T I, avevano la suoneria del cellulare a livelli supersonici e rispondevano ad alta voce, forse per tenere ben aggiornati gli altri viaggiatori dei cazzi loro.
Una signora ha fatto settordicimila telefonate per informare, probabilmente il mondo, a che ora sarebbe arrivata e che alla sera non vuole fare troppo tardi.
Mentre la signora continuava a urlare a “Jacopooooo” che era quasi arrivata, il  bambino senza cuffie ha iniziato a battere forte la mano sul tavolo per dare il tempo di nuove orrende canzoni, robaccia in stile rap al profumo di pizza e mandolino, mentre il padre lo incitava saltellando e ridendo sul sedile con le mani alzate.
La signora con la torta è anche intervenuta dicendo che il bambino è “troppo forte” o qualcosa di simile.
Il tutto questo incubo il signore davanti ha cercato di coinvolgermi in una discussione pietosa, lamentando il fatto che per i fumatori i divieti sono una tragedia e che, poverino, sui treni dovrebbero fare una carrozza apposta perché sennò sono tutti costretti a fumare velocemente quando il treno ferma in stazione. Quando dici i veri problemi di un paese eh?
Infine, a coronamento di un viaggio da incubo, un ragazzo in giacca e cravatta si è alzato in piedi, forse per gestire meglio una telefonata che sembrava impegnativa, continuando a sbraitare “Quando arrivo sistemiamo! Quando arrivo sistemiamo! Sistemiamo occhei? Sì, sì, sì, sì, occhei, sì, sì… grazie!”

Io invece avrei tanto voluto alzarmi in piedi per richiamare l’attenzione e poi, dopo aver gridato “porcoddio, avete rotto il cazzo!” stendere tutti con un rutto protonico.
Giusto per adeguarmi alla massa eh…

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2 thoughts on “Viaggi da incubo?”

    1. È un post che avevo scritto qualche mese fa, l’ho ritrovato e pubblicato solo ieri, ma ti assicuro che stavolta non ho aggiunto, ho solo tolto.
      Una carrozza di maleducati 🙂

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