Solo una bottiglia di acqua

In realtà avrei voluto prendere del vino, vino bianco, che con questa giornata di sole mi sembrava più adatto al primo appuntamento, ma ho preferito aspettare il tuo arrivo, casomai proponevi una birra che tanto sta bene con la pizza, anche se per chiacchierare il vino è più adatto.
Ho aspettato quasi un’ora.
Sai quanto è lunga un’ora quando sei da solo in un ristorante? Sembra eterna.
Ed a farla sembrare ancora più lunga ci sono gli sguardi di chi ti siede intorno, che sembrano vedere tutta la tua solitudine.
E poi c’è la cameriera che freme per portarti qualcosa, ed alla tua risposta “sto aspettando una persona, intanto prendo solo dell’acqua”, annuisce sorridendo, ma dopo un’ora ti guarda e non sa nemmeno bene cosa deve dirti.
Mi ero preparato per questo pranzo, cercavo di mantenere la calma ma in realtà l’agitazione era tanta.
Avevo scelto il tavolo vicino alla veranda così ti avrei visto arrivare. Mi sarei fatto trovare con il cellulare in mano, simulando assoluta calma, fingendo di leggere qualche notizia di cronaca.
Avrei fatto un cenno con la mano, sorridendo e ti avrei detto che ero appena arrivato.
Il cellulare in mano comunque lo avevo veramente, perché continuavo ad aspettare un tuo messaggio, un qualsiasi messaggio, in fondo l’idea del pranzo era stata tua, perché io non avrei mai avuto il coraggio di invitarti.
All’ennesimo sguardo di compatimento della cameriera ho ceduto, ho farfugliato qualcosa a proposito di un guasto alla macchina e mentre glielo dicevo gli mostravo il cellulare, come se avessi ricevuto un messaggio proprio in quel momento.
“Ma lei mangia ugualmente?”
Non avrei potuto, perché avevo lo stomaco pieno di delusione, la delusione di aver creduto a tutte quelle chiacchiere, ed avrei solo voluto urlare.
Ho preso un caffè, solo perché mi sembrava assurdo consumare solo una bottiglia di acqua, poi ho chiesto il conto, ed appena è arrivato ho lasciato i soldi sul tavolo e me ne sono andato subito, senza aspettare il resto, perché non avrei retto un altro sguardo.
Appena uscito mi sono guardato intorno, per un secondo ho sperato di vederti arrivare, di corsa, farfugliando una scusa.
No. Nessuna scusa.
Chissà se mi chiamerai, casomai domani, chiedendomi scusa e raccontandomi cosa ti è successo.
Ma so che non succederà, ed io lo sapevo da subito, perché certe cose si sentono, come premonizioni, però non gli si vuole dare peso, mentre avrei dovuto capirlo che dietro a quel tuo sorriso si nascondeva solo un bicchiere di acqua.

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