Category Archives: Larvottorellando

Avete scelto il GPL per risparmiare? Occhio al tagliando, potrebbe riservare salate sorprese!

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A me ad esempio è capitato.
La storia è questa:
Nell’agosto 2012, in vista di spostamenti automobilistici intensi, invogliato sia dal prezzo che dalle promesse di consumi contenuti (ed anche dal mio misero conto in banca), ho acquistato una Suzuki Swift 1200 con impianto GPL.
E così, visto che io di chilometri ne faccio tanti, in poco tempo sono arrivato ai 30.000 km, con una conseguente sorpresa tra i costi per il tagliando.
Ho infatti scoperto che, ogni 30.000 km circa, per gli impianti a GPL c’è da fare una manutenzione particolare, con la sostituzione di un pezzo (che non ho la più pallida idea di cosa sia), ma che in soldoni si traduce in 250 € di incremento del costo del tagliando.

Il tempo passa in fretta e la settimana scorsa, avendo doppiato i 30.000 km, ho portato la macchina a fare il mio IV tagliando e, per la seconda volta volta, mi sono ritrovato a pagare un salatissimo conto di 528 €.

Prima di questa macchina, avevo una Turbo Diesel 1500 che, con un pieno, faceva quasi 900 km; inoltre i tagliandi erano programmati ogni 30.000 km e non sono mai costati più di 250 € (giusto per fare un rapido paragone).

Insomma, i conti precisi sui costi carburante per fare il confronto non li ho fatti, e nemmeno li farò, perché tanto al momento non avrei la possibilità di fare nulla, mi tengo quindi l’amara sensazione di aver acquistato la macchina sbagliata: piccola e poco performante (scelta in base ad una ridotta disponibilità economica), ma con costi di manutenzione pari ad una di fascia più alta.

Ed ora il gran finale!
Quando ho cercato di capire meglio questa spesa per me non trascurabile, il meccanico mi ha detto: “Beh, questo succede alle macchine ‘da poco’, se avessi acquistato una macchina più costosa, la valvola sarebbe stata autoregolante e questa spesa non ci sarebbe stata. Fai così: ogni volta che fai gas, metti da parte 5 € e risparmia in previsione del tagliando più costoso, che dovrai fare una volta sì ed una no”.

Cosa avrei dovuto dire al signor meccanico? Ringraziarlo per i suoi preziosi consigli?
Ancora di preciso non so cosa pensare, per adesso ho maturato la convinzione di non comprare mai più una Suzuki, ed inoltre, se ne avrò ancora la possibilità, andrò dal concessionario insieme a qualche amico che si intenda di motori, giusto per cercare di ridurre al minimo i rischi di sorprese.

Macklemore & Ryan Lewis, Mary Lambert & Madonna

Ma sì dai, prendiamo tutti in giro Madonna! Che ridere eh? Uaz! Uaz!

Intanto in America in un programma importante e visto da milioni di persone si può vedere uno spettacolo come questo, mentre noi in Italia, da paese del terzo mondo quale siamo, nelle trasmissioni in prima serata abbiamo solo razzisti e baciapile, abbiamo persone che si emozionano per merdate come “c’è posta per te”, ed altre che seguono con interesse le interviste di Barbara D’Urso.

Io guardando questa esibizione ho pianto, tanto, soprattutto pensando a quello che in Italia non saremo mai.

Spotify: amore/odio

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Conoscete tutti Spotify vero?
Comunque, giusto per le due persone che non lo sanno, con Spotify ascolti musica in streaming.
C’è un campo di ricerca, inserisci il nome dell’artista oppure del brano ed in pochi secondi puoi scoprire se è nel loro database oppure no.
Con il servizio premium c’è anche la possibilità di “consolidare” alcune tue playlist, dopo di che sarà possibile ascoltare quei brani anche offline, sia dal computer che dal cellulare.

Il sevizio mi è piaciuto fin da subito, e lo trovo anche molto comodo.

Quello che mi fa innervosire e che spero sistemino presto, sono fondamentalmente due cose: la scelta delle canzoni e, più di ogni altra cosa, il filtro di ricerca.

Per quello che riguarda la scelta, beh, Spotify ha ancora un sacco di lacune. Ovviamente la prima proposta sono i brani “più gettonati” e commerciali, non posso (ancora) pretendere di riuscire ad avere anche tutti i B-sides (a volte autentici capolavori) di molti brani che ho amato negli anni 80, con relativi extended version, anche perché, molto spesso, non ci sono nemmeno gli A-side :(
Ad esempio, di Marc & the Mambas hanno solo un live (grrr)
Confido comunque in un costante aggiornamento del database.

Quello che invece mi fa davvero arrabbiare è il loro filtro di ricerca, un filtro che, tra computer e cellulare cambia.
Mi è capitato di cercare sia brani che artisti e, se dal cellulare non risultava nulla, dal computer trovavo (quasi) tutto. Ed è successo anche l’opposto.
E poi, non da meno, se individui un artista ed il suo brano e poi clicchi sul nome dell’artista per approfondire la scelta delle sue canzoni, capita che ti venga proposto un minestrone di roba con artisti omonimi, e che arrivare all’album che contiene il brano selezionato non sia impresa così facile.

Detto questo, per alcuni mesi continuerò a dare al signor Spotify i 10 euro al mese che mi chiede, ma se non sistema queste cose, beh, sono già pronto a passare alla versione gratuita.

La guerra per il giornale

Una pessima maniera per iniziare la giornata?
Beh, ad esempio quando al bar, alle 6 del mattino, ti ritrovi con il desiderio di scatenare una rissa.
Allora, io al bar ci resto al massimo 5 minuti, prendo una brioche ed un cappuccino e poi vado al lavoro e, in questo breve lasso di tempo, non mi dispiace buttare un occhio al giornale, specialmente alla Gazzetta di Reggio, giusto per curiosare su fatti locali.

Il problema è che, nel bar dove vado io, selezionato tra i tanti per la scelta e la qualità dei dolci e per l’ottimo cappuccino, c’è questo lurido bastardo signore che arriva sempre prima di me, ordina un caffè macchiato, un gnocchino al lardo ed un bicchiere d’acqua gassato grande, poi si impossessa della gazzetta, si siede al tavolo e non la sgancia più.
Addirittura se deve andare in bagno, lascia la giacca per marcare la sedia e mette il bicchiere sul giornale.

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Voi non avere idea di quando mi faccia incazzare questa cosa.

Dalla prossima settimana punto la sveglia mezz’ora prima, mi piazzo al tavolo dove si siede sempre lui e non gli sgancio il giornale fino a che non lo vedo diventare verde!

Uno stolto ladro di cellulari

Mi hanno segnalato una storia che, nella sua tristezza, è davvero buffissima.
Nel giugno 2013 ad un ragazzo (?), mentre era sulla metro di Milano hanno rubato il cellulare.
Poche settimane dopo, il malcapitato si è ritrovato foto sconosciute sul suo account dropbox.
Praticamente il ladro, ogni volta che scatta una foto con il cellulare rubato, ne manda una copia nell’account del derubato.
Ed il derubato cos’ha fatto? A mò di sputtanamento ha deciso di pubblicarle su un Tumblr!
Favoloso vero?
Condivido volentieri il link, chissà che, con il passaparola, qualcuno riconosca i personaggi ritratti!

http://secretlifeofathieffrommilan.tumblr.com/

Questo il testo riportato sul sito:

At the beginning of June 2013, while I was riding on the bus in Milan, a stranger opened my rucksack’s pocket and stole my phone. After a couple of weeks, I’ve found in my dropbox account some pictures of this guy, who is no longer a stranger. Instead, I invite you to get to know him better through the fancy pictures he takes of his life

WordPress nuovo

WordPress cambia, evolve, diventa sempre più dinamico, mentre i contenuti continuano a peggiorare.
Nessuno ha più voglia di bloggare, non c’è tempo, non c’è interesse, solo pagine veloci, microtweet, tutta roba da leggere soprappensiero, come la vita accettata in distrattezza.
Frasi fatte? Sicuramente!
Però io, da vecchio (ex?) blogger (perché io faccio parte dei vecchi blogger giusto?), posso dire che mi mancano quei momenti di lettura, soprattutto dei commenti, momenti da leggere e rileggere, momenti in cui scambiare idee, conoscere amici nuovi e, soprattutto, condividere passioni, a volte anche litigando.

I nuovi fiammanti social network, con tutto l’amore e l’odio che provo per loro, hanno fagocitato qualsiasi cosa, e adesso tutti scrivono, ma nessuno si ferma più a leggere.

Non so perché sto ricominciando a riempire queste pagine con qualcosa che nessuno leggerà, forse perché mi manca questo spazio, il rituale dell’editor da compilare, o forse perché, proprio come la prima volta che ho scritto qualcosa nel mio blog, continuo ad essere affascinato dall’onanismo cibernetico.

Army of Lovers – Rockin’ the Ride

Jean-Pierre Barda in forma smagliante, Alexander Bard sempre inquietante e La Camilla che non becca un playback manco a pagarla.

La canzone mi fa mediamente cagare, ma loro continuano ad essermi molto simpatici, e la Svezia un paese dove vorrei andare in vacanza quanto prima!

Voglio un gruppo così anche sul palco di Sanremo! :)

(Grazie a Marcello per la segnalazione)