VCMG – Spock (Vince Clarke e Martin Gore)

Dunque, fatemi capire bene, Vince Clarke e Martin Gore tornano a lavorare insieme dopo 30 anni. Due artisti che io ho amato in maniera viscerale, due artisti che hanno scritto canzoni che, tutt’ora, riescono a farmi bagnare le mutande dall’emozione quando le riascolto, insomma, due artisti che, in maniera diversa ed in tempi diversi, hanno lasciato un segno indelebile nella storia della musica.
Ecco, e adesso ditemi, questi due artisti uniscono le loro forze e tutto quello che riescono a partorire è questa merdata intergalattica?

Vince, Martin, ci sarebbe la mia nonnina che ha qualcosa da dire:

(Grazie a Marco per la segnalazione)

 

Parcheggi a Milano

Oggi ero a pranzo in un delizioso ristorantino milanese e, visto che pioveva e non avevo voglia di metropolitana, ho pensato di andare all’appuntamento in macchina.
Non avevo però preso in considerazione una cosa: parcheggiare a Milano non è come parcheggiare a Reggio Emilia.
Ora, vi chiedo, avete mai parcheggiato a Milano?
No perché ci sono un sacco di cose davvero complicate.
E non parlo del tempo che ho impiegato a trovare un cazzo di buco dove piazzare la macchina, quello è un problema di tante città, parlo delle modalità di pagamento.

Allora, se qualcuno che non abita a Milano capita in città per un qualche motivo, dopo aver piazzato la macchina deve, giustamente, pagare la sosta.
Peccato che, come uno si aspetterebbe, non trova le colonnine dove infilare le monetine, ma deve trovare i fantasmagorici “Gratta e sosta”.
No beh, divertentissimi.
Sono dei tovaglioli 6 metri per 4, con tutta una serie di caselline dorate, praticissimo anche come tendina parasole.
Devi grattare prima il numero di codice, che non ho capito perché lo nascondono, poi gratti l’anno, poi il mese, poi il giorno, poi l’ora, poi i minuti ed infine lo piazzi sul cruscotto.
Tra trovare il biglietto e poi grattarlo, come minimo 20 minuti partono. Ma dico, qualcosa di più semplice non c’era?

E non ditemi l’sms per la sosta, perché per usare quello devi prima iscriverti al sito, versare una quota che parta da 10 euro, aspettare il tagliando per posta ed infine attaccarlo alla macchina.
Praticissimo vero?

Dear Pisapia, che ne dici di introdurre nuove e divertentissime opzioni di pagamento?
Ad esempio, per poter lasciare la macchina in sosta, si dovrà prima scoprire quale negozio nelle vicinanze ha un paio di bonghi all’interno, dopo di che si dovrà indossare un parruccone riccio (che tutti tengono in macchina) ed infine ballare sfrenatamente sulle note di Aie a Mwana.
Solo a quel punto, il negoziante che nascondeva i bonghi, potrà vendere il tagliando sosta.

Almeno alla fine si ride.

Non so chi ha avuto l’idea dei gratta e sosta, però c’è una mia amica che gli vorrebbe tanto dire qualcosa

Overdose di casi umani: Giuseppe Simone

Premesso che, per me, la vera unica ed inimitabile resta Laura Scimone, devo arrendermi al fatto che, ultimamente, sempre più casi umani sbucano dal web.
E se a Laura Scimone avrei voluto dare un sacco di baci perché mi faceva ridere e mi ispirava un sacco di simpatia, ai personaggi tipo gemmadelsud vorrei dare un bouquet di calci in culo.
Ad esempio, dopo aver visto i video di Giuseppe, a me è venuta l’irresistibile tentazione, non so, di fare cose tipo sgozzare galline e berne il sangue ululando alla luna, andare a cagare in piazza il sabato pomeriggio, costruire una bomba atomica utilizzando elementi di fortuna tipo il pongo ed altra roba simile.

Ora, visto che non so bene come definire lui ed i suoi video, ve ne posto uno molto significativo.
Guardatelo con attenzione, e dopo provate a porvi questa domanda “Ma chi è che vota S. B.?

Da non perdere i video dove esprime il suo “profondo amore e rispetto” per le donne, oppure quello dove, con molta classe, associa gli omosessuali ai rifiuti tossici.

Qui trovate il suo canale YouTube, mentre quella di seguito è la cosa più gentile che mi è venuta in mente guardando i suoi video.

Il sapone con il grasso di Berlusconi?

Generalmente trovo questo tipo di opere d’arte belle come le poesie di Bondi, ma questa volta è stata una vera folgorazione, io voglio assolutamente avere questa fantastica opera di Gianni Motti.
Praticamente questo graaaaaande artista ha realizzato una saponetta utilizzando il grasso che Silvio Berlusconi si è fatto togliere con la liposuzione in una clinica svizzera nel 2004.
Ora, ammetto che la cosa di per sé è assolutamente disgustosa, ma l’idea di poter usare quella saponetta per lavarmi il culo è troppo irresistibile.
Sarebbe davvero perfetta vicino al mio bidet.
Chi me la regala?

Qui la notizia

Ovviamente anche la mia simpatica vecchina voleva dire qualcosa all’artista…

La differenza tra Tiziano Ferro e Hugh Jackman?

Giovanni mi segnala una cosa molto simpatica, la differente reazione che hanno avuto Tiziano Ferro e Hugh Jackman alla domanda “sei omosessuale?“.
Partiamo con la Titty

tiziano-ferro

E’ vero che ti chiamano Latina Turner?
«Questa se l’è inventata una giornalista: ha scritto che i gay mi chiamano così, ma probabilmente si riferiva a un paio di amici suoi, perché io questo nomignolo non l’ho mai sentito. Voglio chiarirlo subito, però»
Che cosa, Tiziano?
«A me piacciono le donne, eccome! E mi dà fastidio che nell’ambiente dicano che sono un omosessuale non dichiarato. Ho 28 anni e sul mio conto sono nate più leggende che sui coccodrilli che sguazzano nelle fogne di New York».

E adesso la reazione di Hugh Jackman:

hugh-jackman

Sei omosessuale?
«Allora ce l’ho fatta, vuol dire che sono famoso. Potrei anche tranquillamente negare, perché non lo sono. Ma negare pubblicamente sarebbe come dire che c’è qualcosa di sbagliato, di vergognoso, nell’esserlo. E non è così

Tizzy, scusa, ci sarebbe la mia amata nonnina che vorrebbe tanto dirti una cosa…

ma_vai_a_cagare

Questione di “fescion”

Dunque, che io di fashion non ne capisco un cazzo lo sanno anche le nutrie del crostolo, però ci sono cose che, nonostante il mio completo disinteresse per il glitterato mondo della moda, riescono a suscitare in me un grosso interesse.

Ad esempio, l’altro giorno stavo passeggiando in zona Porta Venezia e, passando davanti al negozio della blasonatatissima, amatissima, adoratissima e famosissima Vivienne Westwood, non ho potuto evitare una bestemmia disgustata.

vivienne

Quello che vedete nella foto è uno degli abiti esposti e vi prego di cliccare per ingrandire, voglio che lo vediate bene.

Ora, io sarò uno scoreggione malvestito, ma cazzo, quella è una tovaglia comprata all’euronova!
E qui ci sono le prove!

(qui uno screenshot se dovessero togliere l’articolo)

Sarei curioso di scoprire se qualcuna, seriamente e con convinzione, entra nel negozio e carica di aspettative chiede di provare il vestito in vetrina.
La immagino mentre esce dalla cabina prova, con il commesso che la guarda e le dice “le sta davvero molto bene. Con sopra due bicchieri di lambrusco ed i portatovaglioli come braccialetti farà un figurone”.
Un figurone di merda!

Vivienne, te lo dico con affetto, ma vai a cagare!

Michael Glatze, ma vai a cagare.

Vi dice niente il nome Glatze?
A me fino ad oggi sembrava il nome di un deodorante per ambienti, poi, grazie ad una mail, ho scoperto che il signor Michael Glatze è stato per anni un attivista gay e poi, improvvisamente, si è scoperto eterosessuale.
Beh, dov’è il problema direte voi?
Ecco, il problema è che adesso il signor Michael Glatze ha iniziato a frantumare gli zebedei su come sia importante darsi un’altra possibilità e, orrore degli orrori, se ne è uscito elencando i misteriosi dogmi della setta omosessuale!

Leggi tutto “Michael Glatze, ma vai a cagare.”

Abra Kadabbalah!

Ma certo, come no, lo avrebbe capito anche Tom Ponzi in 10 minuti: Per conquistare un uomo basta usare la kabbalah!
E che cosa aspettavano a dircelo?
Tutto questo tempo sprecato davanti al poster di Brad Pitt, le centinaia di seghe dedicate a Hugh Jackman, oppure i sospiri spezzati ogni volta che mi capitava di vedere le foto di James Dawson Martin.
Ecco, anziché perdere tempo con queste emozioni adolescenziali, avrei dovuto rivolgermi alla religione ebraica… proprio come ha fatto Madonna con Alex ‘a-rod’ Rodriguez.

Cynthia, ma vai a cagare.

Regalo singolo di Madonna appena acquistato!

Attenzione, per tutti quelli interessati ad acquistare in maniera regolare il nuovo singolo di Madonna: se siete utenti Mac lasciate perdere!

Il Corriere della Sera ha avuto la brillante idea di vendere la canzone nel merdosissimo triste formato “window media audio“, formato che però non viene preso i considerazione da iTunes.

Pochi minuti prima di perdere la pazienza ho anche pensato: “acciderbolina, quelli del Corriere avrebbero dovuto avvertire”.

E così, con fare gentile, ho affrontato il servizio clienti 02 63797528 dove, credevo, una qualche signorina gentile avrebbe raccolto la mia segnalazione scusandosi per la svista.

Invece no, mi ha risposto una cretina che, con fare scocciato, mi ha bloccato subito dicendo “se lei non sa leggere la colpa non è nostra, noi vi avevamo avvertito“.
Vi avevamo avvertito? Ma che è, una minaccia?
Ora, provate ad andare nella pagina del download e ditemi dove cazzo vedete scritto “solo per pc” oppure “formato WMA“.
Non lo vedete perché non c’è scritto, per trovarlo bisogna cliccare su FAQ.
Lo vedete faq?
La signorina mi ha detto “guardi bene che c’è, io lo vedo“.
Prima di mandarla a fare in culo sbattendogli il telefono in faccia, ma non dimenticando di augurare a lei – ed anche a chi ha avuto questa bella idea – una dissenteria fulminante, ho controllato, ed effettivamente il bottone faq c’è.
Lo si trova piccolo piccolo in fondo alla pagina.
Mavaffanculo!

Ditemi la verità, ma se vedere tre enormi bottoni con scritto “ASCOLTA – ACQUISTA – PRE-ORDINA”, a voi viene il dubbio che il formato messo in vendita non sia standard?

Morale della favola, sul mio desktop c’è una canzone acquistata regolarmente della quale non so che farmene.
La regalo al primo che me la chiede e che non l’ha già acquistata sul più sicuro eMule.