Ieri sera sono stato al cinema per vedere il film “La terza madre”, il nuovo capolavoro (cof! cof!) di Dario Argento.
Sono bastate le prime scene per farmi cadere in uno stato di puro panico, ero completamente paralizzato dalla paura, la paura di aver buttato sette euro e cinquanta!
Sicuramente il lato più terribile di tutto il film.
Di seguito una mia versione.
Il film inizia al cimitero di Viterbo dove, una squadra di operai senza permesso di soggiorno, e con una conoscenza degli scavatori paragonabile alla mia delle navette spaziali, fanno una macabra scoperta: una misteriosa bara incatenata ad una scatola piena di strane incisioni.
Il parroco decide di aprirla e, una volta tolto il coperchio, resta completamente sconvolto dal contenuto: una veste anni 80, perfettamente conservata e con sopra una strana scritta che, ad un attento esame, si rivelerà poi essere questa.
Pieno di dubbi e paure, decide quindi di inviare il tutto ad un vero esperto.
La necessità di scoprire come ha fatto una tela grezza a restare intatta tutti quegli anni era troppo importante, bisognava assolutamente capire quale ammorbidente usavano le streghe, e quindi, dopo aver allegato una lettera, manda il tutto al museo di arte antica in Roma, all’attenzione del direttore.
Il misterioso pacco lo riceve però la persona sbagliata che, con un fare da vera inetta, decide di aprire la scatola senza aspettare il capo.
Ovviamente si taglia, fa cadere gocce del suo sangue sugli strani simboli incisi all’esterno, rimuove il contenuto e recita senza indugi tutte le formule incise sopra a misteriose statuette.
Botti, mortaretti, scossa di terremoto e subito appare un diabolico gruppo di zampognari che, senza nessuna pietà, costringe il pubblico ad una scena così brutta e piena di squartamenti che sembrava la televendita dei miracle blade.
Asia argento si salva dalla furia omicida di questi mostri perché era andata a cercare il copione del film, misteriosamente scomparso.
Nelle scene successive Asia Argento fa tutta una serie di inquietanti scoperte:
- La truccatrice del film era una non vedente
- Il costumista lavorava al Circo Orfei e si occupava dei pagliacci
- Quella che credevano fosse la sceneggiatura, era in realtà la lista della spesa che Dario Argento aveva preparato per la cameriera
- Per gli effetti speciali veniva utilizzato un Commodore 64
Asia ne è completamente sconvolta, ed inizia a cercare disperatamente qualcuno che le insegni a recitare.
Comincia ad aggirarsi per la città alla ricerca di qualcosa che non conosce e parla con persone che non gli rispondono, fino a che, presa dalla disperazione, uccide Jin Xing, la titolare del negozio di vestiti “Moda Cina”, dopo aver visto i vestiti che aveva procurato alle streghe.
Nemmeno le continue apparizioni della defunta madre, vestita e truccata come Ivana Spagna nel video di “Every Girl and Boys”, riescono a risollevargli il morale.
Ormai in fuga da tutti gli amanti del buon cinema, la povera Asia corre in biblioteca per cercare qualche idea da inserire nel film.
E proprio sfogliando voluminosi libri di occultismo inizia a trascrivere qualche appunto per la sceneggiatura.
Ad un tratto la soluzione sembra vicina, Asia si accorge di come tre donne appaiano in forme diverse in più libri, purtroppo però, l’improvvisa telefonata di un altro protagonista che non sapeva cosa doveva fare, allontana Asia da quella che era la vera chiave di tutta la storia “il Trio Lescano”!
Il film volge al termine, la città è sconvolta da tutta una serie di tumulti, simili a quelli che si vedono alla Rinascente al primo giorno di saldi, ma ancora nessuna idea per come continuare.
Visto che nessuno sa cosa fare, si prova ad accettare l’idea di uno dei macchinisti.
La sua proposta è questa “una bella scena con due gnocche che si toccano le tette”.
Purtroppo il momento lesbo non riesce a sollevare le sorti del film, nemmeno con la deliziosa citazione alla cipria paralizzante di Paperinika e quindi, abbandonato il momento soft porno, si ritorna all’idea originale del film “raccattare un poco di soldi sfruttando una buona idea vecchia di trent’anni”.
Nel frattempo Asia riesce a mettersi in contatto con un ottico che, dopo averle fatto l’esame della vista, tira fuori da un nascondiglio un libro di un vecchio architetto.
Eccitata da questa rivelazione Asia inizia subito a sfogliarlo, ed alla prima pagina trova questa misteriosa iscrizione “A mia madre”.
Ora tutto era chiaro, avrebbe dovuto salire su di un taxi ed iniziare a girare per Roma in lungo ed in largo, alla ricerca della facciata di una casa vista solo disegnata.
Ancora non sapeva che quella corsa le sarebbe costata circa 25,000 euro.
Grazie al suo spirito di osservazione però, proprio quando le speranze iniziavano ad abbandonarla, Asia scorge un gruppo di donne con in testa un cappello nero a punta, il trucco sbavato ed in sella ad una scopa di saggina.
Che siano loro le streghe?
Nel dubbio scende dal taxi, scappa senza pagarlo, ed inizia a seguirle.
Entrano tutte in una casa semi-diroccata che pare proprio essere quella del disegno.
Sprezzante del pericolo, e per sfuggire al tassista, decide di entrare ad esplorare.
Buon per lei che quelle erano tutte sorde, perché riesce a fare più confusione di un gruppo di bambini al parco giochi.
Improvvisamente dal buio salta fuori un uomo che la blocca, lei cerca di scappare, ma poi si accorge che è l’ispettore di polizia.
- “Ti ha mandato il tassista?” chiede Asia preoccupata.
- “No, sono qui per caso” risponde lui con tono pacato “sai, è che io vengo sempre nelle case stregate a fare due passi”.
- “Vabbè” dice lei “il film sta per finire, se vieni con me al piano di sotto c’è una strega cattiva che viene dal passato, mangia carne umana, vive nelle catacombe e sicuramente cercherà di strapparti il cuore!”
- “Meno male” risponde a quel punto l’ispettore “pensavo mi volessi invitare ad una riunione della tupperware”.
- “Dai andiamo” dice lei decisa “proviamo a trovare un finale così poi andiamo tutti a mangiare una pizza”.
***Attenzione, di seguito verrà rivelato il finale del film***
Scendono nelle catacombe sotto alla villa, riescono a perdersi nonostante si muovano fianco a fianco, la strega li cattura, la strega fa vedere quanto è bona, la strega ride, Asia prende una lancia e nessuno la ferma, Asia si avvicina alla strega e nessuno ci fa caso, Asia in meno di un secondo toglie il vestito con scritto “flashdance” alla strega e lo butta in un braciere casualmente acceso proprio al suo fianco, la strega urla “Noooooooooo, Ahhhhhhhhh, Pazzaaaaaaaaa, il mio vestito Vintageeeeeee”, la casa crolla, muoiono tutti tranne Asia e l’ispettore.
Titoli di coda.
Luce in sala.
E noi ancora fermi sulla poltrona con un grosso dubbio : Asia Argento è più bella oppure brava? *
*questa è la domanda che si è posto Principino quando hanno acceso le luci
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