Facebook, Instagram oppure niente?

Premesso che, conoscendomi, potrei cambiare idea nel giro di 5 minuti, allo stato attuale delle cose, posso dire con una certa tranquillità che Facebook ed Instagram mi hanno rotto i coglioni.
La cosa che più mi fa rabbia è che sono due strumenti fantastici, peccato l’utilizzo infame.

instagram

Ad esempio, le gallerie di Instagram all’inizio, soprattutto prima dell’avvento degli androidiani, erano molto curate (cof! cof!), si cercava di seguire uno stile, una ricerca del colore e, ogni tanto, un qualche immancabile e sempre adorato selfie.
Adesso sembra una macelleria, tutta una serie di discutibili corpi a caccia di “wow” e di quel “woof” che ancora non ho ben capito cosa significhi.
Senza contare i mai troppo odiati messaggi di sfigati a caccia di Like.

facebook

E Facebook?
Beh, la cosa positiva è che ti sembra di essere sempre in contatto con tutti, perché vedi quello che fanno, sai cosa pensano, cosa ascoltano e con chi escono.
La cosa negativa invece è che vedi quello che fanno, sai cosa pensano, cosa ascoltano e con chi escono.
Non ne posso più di inni al fascismo, di citazioni ad minchiam attribuite a tutti, dei “clicca qui se anche tu vuoi cambiare il mondo” (ma certo! Tutti i problemi si risolvono tenendo il culo sulla sedia e restando incollati al computer), di richieste di amicizia da colleghi che a stento mi salutano, di regole sulla privacy indispensabili come il castagnaccio, di foto patinate e del fatto che, a tutto quello che si pubblica, puoi solo dire “mi piace”, perché per la tristezza su Facebook non c’è spazio, perché anche se qualcuno decidesse di scrivere quanto sta male e di quanto la vita gli sia ostile, alla fine si ritroverebbe sempre un coglione che cliccherebbe “mi piace”, ovviamente senza aver minimamente letto nulla di quanto scritto.
Ed inoltre, le rare volte che, in questa marea di cazzate, di taggate e di condivisioni, qualcuno prova a scrivere qualcosa di serio, dopo poco viene fagocitato all’interno di questo immenso nulla e poi subito dimenticato, senza nemmeno la possibilità e la speranza che il testo possa essere recuperato, resta così, nel nulla, dimenticato anche da chi lo aveva scritto.

Insomma, per adesso faccio un passo indietro e mi riapproprio di questo (solitario) blog e, in una sorta di onanismo cibernetico, me le scrivo e me le canto per conto mio, senza dovermi leggere nessuna regola di pubblicazione, perché questo blog è mio e me lo gestisco io.
:)

Lo spot della Loctite è favoloso

loctite

Sto guardando a ripetizione il nuovo spot della Loctite che, a mio parere, batte 100 a 0 quello di brava Giovanna (guisto per dirne uno a caso tra i presunti ironici che la tv italiana ci appioppa).
Io resto dell’idea che le pubblicità dovrebbero essere sempre così, divertenti, scanzonate, irriverenti ed anche nosense, perché diciamocelo, le tristi donne con tanfi vaginali, le strafighe di 16 anni che dicono “guarda che bella pelle che mi fa stà crema” (cretina, ne riparliamo tra 30 anni), quelli che hanno tempo di fare colazioni pantagrueliche, quelle che si svegliano già pettinate e truccate, quelli che parlano con le galline, le famiglie che mangiano solo cibi in scatola, le bastarde con un fisico perfetto e senza pancia che ti dicono frasi tipo “devo dimagrire” oppure “mi sento gonfia” (ma ti gonfio io a schiaffi), le famiglie perfette e le macchine a soli 90 euro al mese per 444 mesi da guidare in enormi città pulitissime e senza traffico, ecco, hanno poi anche rotto il cazzo.

larvotto

February 2, 2015

L’altro giorno ero al supermercato in fila alla cassa e, davanti a me, c’era una famiglia di obesi, madre, padre e due bambini.
Avevano il carrello zeppo di con buste mortadella, biscotti, merendine, bibite gassate e tutta un’altra serie di robine dolci, coloratissime, ben idrogenate e piene di ingredienti artificiali.
Stavano sicuramente cercando di suicidarsi.

La scelta giusta

Oggi Groupon mi ha proposto 3 mesi di palestra a soli 39€.
L’ho trovata una proposta davvero interessante, perché l’esercizio fisico è importante.
Essendo poi la palestra a metà strada tra casa e lavoro, sarebbe comoda, potrei fermarmi al rientro e fare un’oretta di scarico tensione.
Insomma, l’offerta era così allettante che, dopo averci riflettuto per bene, ho deciso di acquistare il menù degustazione vino a 29.90€
:)

larvotto

January 3, 2015

Come ogni anno, ci ritroviamo a gennaio pieni di speranze, come se bastasse un numero diverso a cambiare la nostra vita.

Sarebbe davvero troppo bello, il giorno prima avere un carico di sfiga e poi, allo scoccare della mezzanotte, tutto sparisce, come nelle favole dove basta un bacio per spezzare l’incantesimo.
Ed invece no, serve qualcosa di più che un semplice bacio… forse un pompino?

Il giusto prezzo delle cose

lenti
Per il mio vecchio telefono, un iPhone4s, avevo acquistato le lenti della Olloclip per fare fotografie con effetto fish-eye, grandangolo e macro. Davvero molto belle.
Dal sito vedo che costano 49€, io le avevo pagate quasi il doppio.

Adesso ho un telefono nuovo, un iphone 5s che, essendo più stretto, non è compatibile con le vecchie lenti.
Stavo quindi per acquistarne un paio nuove, ma alla fine mi sono trattenuto perché (lo ammetto) ho intenzione di passare al 6plus, quindi dimensioni diverse, quindi lenti nuove.

Alla fine ho optato per un paio non originali, acquistate su di un sito cinese.
Mi sono costate la bellezza di 11€ comprensive di spese di spedizione e le sto provando in questi giorni.
Io le trovo perfette, davvero non riesco a trovare particolari difetti rispetto alle originali.
Ora la mia domanda è: come mai questa differenza di prezzo?
Sono i costi di ricerca e produzione?
Differenti materiali?
Migliori rifiniture?

Se uso un iPhone oppure un modello di smartphone “da battaglia”, le differenze le trovo eccome, ed anche belle grosse, però in questo caso no, tutto uguale.
Alla fine l’unica risposta che riesco a darmi è questa: boh?!

Paladini della grammatica, alla riscossa!

arisa

Ieri sulla pagina Facebook ufficiale di Arisa, lei o chi per lei, ha augurato a tutti una “Buona PasCqua”, così, con quella C di troppo che tanto mi ha fatto sorridere.

Poco dopo l’errore è stato corretto, ma per i paladini della grammatica tutto questo non è bastato, oramai si erano scatenati e la rabbia ha iniziato a viaggiare incontenibile.

Nei commenti è comparso di tutto, oltre ad alcune battute simpatiche, sono arrivate frasi di una volgarità assolutamente fuori luogo, prese in giro gratuite, copia/incolla di screenshot con il terribile errore; tutti a puntare il dito contro a questa C, roba che ancora un po’ e veniva proposta la lapidazione.

Che pena che mi fanno queste cose.

Immagino questi ignoranti, con una vita vuota di contenuti, che non hanno mai letto un libro in tutta la loro vita, che in televisione guardano solo trasmissioni di livello culturale più basso del Grande Fratello, che ridono a crepapelle guardando video di scherzi telefonici e che, se proprio non c’è una partita da guardare il tv,  fanno il grande sforzo di andare a votare dando la loro preferenza a dei politici che parlano solo in dialetto (quale, sceglietelo voi).

Li posso quasi visualizzare quando, arrivati davanti a questa C, hanno avuto come un brivido, l’illuminazione della loro vita e, sobbalzando sulla sedia, hanno iniziato a gridare “Si scrive senza la C! Lo so anche io, lo so anche ioooo!”.

Ed allora via, tutti a vomitare insulti contro Arisa, casomai scritti in perfetto “ignorantese”, farciti di K, tutti a caratteri maiuscoli e rigorosamente senza punteggiatura.

Oggi Arisa ha cancellato il post incriminato, ed ha fatto bene, perché era diventata una cloaca, tanta era la merda di cui avevano riempito quel post.

Poveri paladini della grammatica, adesso non avete più dove poter sfogare la vostra frustrazione. Andate a consolarvi con un qualche quiz adatto a voi, quelli in cui fanno la domanda e poi propongono due soluzioni.
Una qualche possibilità di azzeccare la risposta ce l’avete anche voi.

Avete scelto il GPL per risparmiare? Occhio al tagliando, potrebbe riservare salate sorprese!

foto

A me ad esempio è capitato.
La storia è questa:
Nell’agosto 2012, in vista di spostamenti automobilistici intensi, invogliato sia dal prezzo che dalle promesse di consumi contenuti (ed anche dal mio misero conto in banca), ho acquistato una Suzuki Swift 1200 con impianto GPL.
E così, visto che io di chilometri ne faccio tanti, in poco tempo sono arrivato ai 30.000 km, con una conseguente sorpresa tra i costi per il tagliando.
Ho infatti scoperto che, ogni 30.000 km circa, per gli impianti a GPL c’è da fare una manutenzione particolare, con la sostituzione di un pezzo (che non ho la più pallida idea di cosa sia), ma che in soldoni si traduce in 250 € di incremento del costo del tagliando.

Il tempo passa in fretta e la settimana scorsa, avendo doppiato i 30.000 km, ho portato la macchina a fare il mio IV tagliando e, per la seconda volta volta, mi sono ritrovato a pagare un salatissimo conto di 528 €.

Prima di questa macchina, avevo una Turbo Diesel 1500 che, con un pieno, faceva quasi 900 km; inoltre i tagliandi erano programmati ogni 30.000 km e non sono mai costati più di 250 € (giusto per fare un rapido paragone).

Insomma, i conti precisi sui costi carburante per fare il confronto non li ho fatti, e nemmeno li farò, perché tanto al momento non avrei la possibilità di fare nulla, mi tengo quindi l’amara sensazione di aver acquistato la macchina sbagliata: piccola e poco performante (scelta in base ad una ridotta disponibilità economica), ma con costi di manutenzione pari ad una di fascia più alta.

Ed ora il gran finale!
Quando ho cercato di capire meglio questa spesa per me non trascurabile, il meccanico mi ha detto: “Beh, questo succede alle macchine ‘da poco’, se avessi acquistato una macchina più costosa, la valvola sarebbe stata autoregolante e questa spesa non ci sarebbe stata. Fai così: ogni volta che fai gas, metti da parte 5 € e risparmia in previsione del tagliando più costoso, che dovrai fare una volta sì ed una no”.

Cosa avrei dovuto dire al signor meccanico? Ringraziarlo per i suoi preziosi consigli?
Ancora di preciso non so cosa pensare, per adesso ho maturato la convinzione di non comprare mai più una Suzuki, ed inoltre, se ne avrò ancora la possibilità, andrò dal concessionario insieme a qualche amico che si intenda di motori, giusto per cercare di ridurre al minimo i rischi di sorprese.